Dagli ai furbetti del vaccino. Titoloni sui giornali con il commissario dell’Asl To4 Luigi Vercellino vestito da poliziotto, bravissimo ad arringare la folla. Bene! Bravo! Bis! Applaude la Lega con il popolo festante.
E poi caccia aperta sui social, per le strade, in autobus, tutti assembrati davanti ad un bar ad argomentare l’accaduto.
Alè. Missione compiuta.
Ebbravo Vercellino, dopo mesi e mesi passati a raccontare i disastri della sua e delle precedenti gestioni, poteva essere la notizia capace di ridargli un po’ di lustro. Poteva essere se ci fosse anche un finale.
Ecco… ci dica Vercellino quale punizione vorrebbe infliggere ai 14 “scienziati” dell’autocertificazione, sempre che sia stata loro richiesta.
Il vaccino non glielo facciamo più?
Iniettiamo lorol’Astrazeneca anziché il Pfizer?
Peggio ancora: li ricoveriamo in un reparto Covid a bassa intensità, così da furbetti si fan furbi il sul serio?
La verità è che a questi “furbetti”, con tutte le pratiche aperte nelle cancellerie dei tribunali, non succederà proprio un bel nulla.
E’ un po’ come, se all’italiana, avessero tentato di evitare la coda davanti ad uno sportello.
Intontiti tutti da mesi e mesi di numeri sui morti, sui malati, sui contagi, sui vaccini che ci sono e non ci sono, ci sta che, presi dallo sconforto e dalla paura, qualcuno ci abbia provato. Avessero avuti i soldi necessari sarebbero volati a Dubai dove i ricchi del pianeta con qualche decina di migliaia di euro han già fatto pace con il cervello.
Non ci interessano i furbetti epperò, caro il nostro Luigi Vercellino, ci interessano - e anche tanto -i “raccomandati” e gli “imbucati” creati dalla disorganizzazione, cioè un elenco con quelli che il vaccino se lo son fatti fare e, in quel momento, non ne avevano diritto. Furbetti? Qualcuno sì, ma con la compiacenza dell’Asl To4.
Qualche tempo fa avevamo segnalato più di una mezza dozzina di persone in quel di Settimo Torinese e tra questiun avvocato e pure l’addetto stampa di Sapa. Oggi ci aggiungiamo, fiato alle trombe e rullo di tamburi, pure il sindaco di CastellamontePasquale Mazza.
La prima dose gli è stata somministrata il 23 febbraio e il richiamo è previsto per oggi, 16 marzo.
In paese (s’intende a Castellamonte) ne stan parlando tutti e non è che l’Asl To4 ci stia facendo una gran bella figura.
La domanda non è scontata ma è semplice: possibile che la Direzione Generale non abbia ancora fatto una lista di “riserviste” di persone cioè da vaccinareprima di altri?
Uomini e donne impegnati nei centri diurni, assistenti sociali, disabili….ecc
Ma forse la vera “furbizia” sta proprio qui, riuscire ad avanzare dei vaccini per accontentare gli amici e gli amici degli amici.
Anche questa è una furbizia e non c’è bisogno di sottolineare chi è il “furbo” o chi è il più furbo tra i furbetti.
Non ci sta il sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza a passare come il classico “raccomandato”.
“Non ho nulla di cui vergognarmi... – ci dice – quel giorno ero lì nella veste di sindaco. C’erano anche dei giornalisti. Ad un certo punto mi han detto mettiti qui che facciamo il vaccino, altrimenti la dose va persa… Non mi sono messo a pensare alle conseguenze ma siccome ho sempre sostenuto che il vaccino lo si deve fare (e ne sono convinto) non mi sono tirato indietro. Stupidamente non ho neanche chiesto che vaccino fosse. Solo dopo ho saputo che si trattava di Moderna. Meno male che non era AstraZeneca…. Sono talmente innocente e trasparente che in paese l’ho detto a tutti anche al bar. Insomma non me ne sono stato zitto”.
Morale? All’elenco dei furbetti che avrebbero voluto farsi vaccinare senza averne diritto, e i cui nominativi sono stati passati alla Procura della Repubblica, esiste una platea di cittadini vaccinati con raccomandazione e altri, come Pasquale Mazza, per non buttare via la dose.
La prima fa ridere, non foss’altro che fa riferimento ad una pecca del sistema. La seconda fa piangere, ma la terza fa letteralmente incazzare non foss’altro che a crearla è stata proprio l’Asl con la sua disorganizzazione.
“Sia chiaro – insiste Mazza – Io non ho fatto false autocertificazioni. Non ho detto che sono un medico. Credo che dopo quel giorno l’Asl si sia organizzata con degli elenchi di riserva ma non ne sono certo …”.
E se sulla buona fede di Mazza non ci piove, evidentemente ancora molto rimane da scrivere sulla sanità
“Sono il primo ad ammettere le cose che non vanno – conclude Mazza – Non sono uno che si fa pubblicità. La gente sa chi sono. Faccio politica per passione. Alla scadenza del primo mandato da sindaco ho ricevuto il Tfr e l’ho regalo tutto alle Associazioni del paese. Non è una cosa che fan tutti…”
Per l’Asl, che si è subito precipitata a dire la sua, si sarebbe trattato di un’ingenuità degli addetti: “...dovuta all’ansia di non sprecare una dose di vaccino”.
In ciò rasserenata dal nuovocommissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Ospite a Che tempo che fa, su Rai3, domenica scorsa, ha “graziato” praticamente tutti
“Guai a buttare via le dosi che avanzano - ha dichiarato - Bisogna utilizzare il buonsenso. Se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarle bene, altrimenti si va su classi vicine. Se no chiunque passa va vaccinato..”.
Cosa succederà da qui in avanti con questa logica è ancora presto per dirlo.
Finita qui? Macchè!
“Ci sembra doverosofare alcune precisazioni a tutela di tutte le persone appartenenti alle categorie più a rischio. Dagli over 80 (molti dei quali sono ancora a casa in attesa di una chiamata dall’ASL), a coloro i quali sono affetti da patologie invalidanti, che speriamo vengano sottoposti alla vaccinazione al più presto. - dichiarano quella della Lega di Castellamonte - Da un punto di vista istituzionaleci torna alla mente l’immagine del Presidente Mattarella che con dimostrata compostezza attende paziente il suo turno tra le altre persone. Da un punto di vista etico e morale non comprendiamo come il Sindacodi Castellamonte, che si giustifica dicendo che la dose propostagli sarebbe stata sprecata e denuncia una leggerezza del suo comportamento, non abbia potuto pensare di rifiutare la vaccinazione per se stesso, convocando un concittadino appartenente alle categorie più a rischio. Ora in attesa di conoscere meglio le dinamiche dell’accaduto nelle sedi opportune, ci auguriamo che il Sindaco decida di non sottoporsi alla seconda dose vaccinale, attendendo il suo turno proprio perché sarebbe come avallare un comportamento moralmente e istituzionalmente scorretto!”.
Infine la coda velenosa. “Teniamo a segnalare cheil Presidente dell’ANCI Decaro ha assicurato che i sindaci attenderanno il proprio turno di vaccinazione! Oggi l’argomento è talmente sentito che nei comuni dove il Sindaco non ha atteso il proprio turnoè stato costretto adimettersi!”.
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