Il 30 dicembre, all'Asl To4, sono arrivate 3.510 dosi del vaccino anti-covid prodotto dalla Pfizer. Il 5 gennaio ne sono arrivate altre 3.510 per un totale di 7.020 dosi. Martedì prossimo, 12 gennaio, ne arriveranno altre 3510. Epperò, toh guarda, ieri, giovedì 7 gennaio, di vaccinati "registrati" ne risultavano appena 3.086 (2613 nei tre ospedali di Chivasso, Ivrea e Ciriè, 389 nelle RSA e 84 presso l'ospedale di Settimo Torinese). Un po' pochino considerando la grancassa che il Governo sta facendo e i notiziari e i Dpcm che di ora in ora inseguono i numeri del contagio Regione per Regione.
Ha un diavolo per capello Antonio Barillà responsabile dello SMI, il Sindacato Medici Italiani. "Siamo di fronte ad un fatto grave. Non vaccinare i tanti operatori che sono in trincea negli ospedali e nelle case di riposo grida vendetta - stigmatizza - Il guaio è che manca un piano di vaccinazione adeguato. Non bastano i V-day, il commissario Luigi Vercellino anziché occuparsi di tante altre cose dovrebbe occuparsi solo di questa. Conosce i numeri meglio di me. Chiederemo conto a chi si sta occupando di questa campagna vaccinale in maniera così sciagurata...". "All’arrivo i flaconi multidose - cantava l'Asl To4 il 30 dicembre scorso - sono stati immediatamente allocati nei due ultracongelatori disponibili in ASL, che garantiscono la conservazione del vaccino a – 75° C. Gli ultracongelatori di Ivrea al momento permettono lo stoccaggio anche delle dosi destinate all’Ospedale di Ciriè, verso il quale saranno trasportate per le vaccinazioni; questo in attesa dei quattro ultracongelatori che, da metà gennaio, il Bioindustry Park Silvano Fumero di Colleretto Giacosa metterà a disposizione dell’ASL TO4 in comodato d’uso gratuito. A regime, quindi, ciascuno dei tre hub ospedalieri dell’Azienda disporrà di due ultracongelatori...".
Una canzone stonata, verrebbe da dire, considerando che l'importante è che non restino lì per un tempo non necessario...
Ma c'è un altro fatto brutto. Si è infatti sparsa la voce che tra i 3.086 vaccinati si siano imbucati alcuni "raccomandati". Niente di cui stupirsi, considerando che siamo in Italia. Tra gli altri un paio di consulenti dell'ospedale di Settimo senza alcun rapporto diretto con la struttura. E sempre a Settimo si registra la vaccinazione del consulente Ferdinando Ventriglia, recentemente incaricato alla "comunicazione" dal neo amministratore Alessandro Rossi.
In verità le linee guida tracciate dalla direzione generale sono molto chiare. Nella prima fase sono state individuate alcune categorie da vaccinare in via prioritaria e tra queste gli operatori dell'Asl (come i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali); gli operatori delle strutture sanitarie private accreditate; i dipendenti di ditte aggiudicatarie di appalti dell'Asl, i dipendenti e i volontari di associazioni che si occupano del trasporto degli infermi, tutti gli ospiti e il personale delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle RA (Residenze Assistenziali).
Nelle fasi successive si inizierà a effettuare la somministrazione prioritariamente alle persone di età avanzata, ai soggetti affetti da patologie croniche-degenerative e alle categorie appartenenti ai servizi essenziali (come gli insegnanti e il personale scolastico e le forze dell’ordine), fino ad arrivare a offrire la vaccinazione a tutta la popolazione entro la fine del 2021.
In ogni caso prima di tutto si sarebbero dovuti vaccinare dottori e infermieri che hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da SARS-CoV-2 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili. Sapere oggi che ce ne sono molti ancora in attesa, ma si è vaccinato qualche "raccomandato" è qualcosa che fa gridare vendetta al cospetto di Dio e magari pure di fronte ad un tribunale.
Chiedere al Commissario Luigi Vercellino l'immediata apertura di un'inchiesta, sui ritardi e sui raccomandati, pare a questo punto del tutto scontato.
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