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24 Novembre 2014 - 18:41
L'Abruzzo, territorio in cui il numero delle violenze di gruppo tra adolescenti appare elevato, è la prima regione italiana a recepire le procedure operative per la tutela dei minorenni vittime di abuso sessuale on line: Pescara, insieme a Catania, Torino e Roma, ha infatti fatto parte del ristretto gruppo di lavoro che, sotto l'egida di 'Save The Children', ha contribuito efficacemente alla elaborazione delle procedure operative denominate "Fuori dalla rete".
Le procedure per contrastare quello che è stato definito come un "fenomeno in crescita" sono state illustrate davanti a tecnici ed operatori del settore, nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara. Dopo la presentazione vera e propria, con l'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, si è svolta una tavola rotonda, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, Silvia Allegro (Save The Children Italia), i referenti del Cismai, Marianna Giordano e Vicenzo Orsini, il procuratore della Repubblica dell'Aquila Antonietta Picardi, Elisabetta Narciso e Gianluca De Donato della Polpost Abruzzo, Cinzia Di Cintio della squadra Mobile della Questura di Pescara e Daniela Puglisi per l'Ufficio scolastico provinciale di Pescara. Le procedure operative, finanziate con i programmi comunitari Dicam I e Dicam II, sono nate dall'esigenza di fare il punto della situazione in Italia sui reati sessuali on line e, nello stesso tempo, per capire l'aderenza della preparazione delle figure professionali ai reati che, utilizzando le nuove tecnologie, amplificano enormemente il potenziale distruttivo di un fenomeno già di per sé devastante.
Durante i lavori portati avanti dai quattro gruppi delle città selezionate, sono emerse criticità in merito all'approccio degli operatori nella rilevazione e gestione dei casi di abuso sessuale on line, nei confronti di bambini e adolescenti, dovute soprattutto ad una limitata conoscenza del fenomeno. Tali procedure operative intendono creare una fitta collaborazione tra tutti i professionisti del settore socio-sanitario, investigativo, giudiziario e scolastico per accompagnarli dalla fase di rilevazione e segnalazione fino alla presa in carico psicosociale delle vittime, promuovendo un approccio integrato e multidisciplinare, nel rispetto del superiore interesse delle vittime. Il volume 'Fuori dalla rete' si compone di 45 pagine e di nove schede lavoro che puntualizzano, sul piano lessicale, normativo e della metodica, chi è la vittima, le forme di abuso sessuale, i fattori di rischio, i fattori protettivi e di resilienza, il ruolo della Polizia postale, la traccia del colloquio, gli interventi motivazionali, gli interventi sociali, educativi, terapeutici per le vittime e i genitori protettivi, indicando, tra le altre cose, un format per la segnalazione. "Le prime linee approvate dalla Regione Abruzzo contro il maltrattamento dei minori risalgono al 2007 - ha ricordato Sclocco - e sono rimaste inattuate perché impraticabili.
Purtroppo, un buco temporale di sedici anni in materia di politiche sociali non ha consentito di produrre modifiche a quelle linee guida, ma, ancor di più, ha impedito che si varasse una legge sulle nuove generazioni e la nascita del garante dell'infanzia. Il grande lavoro non mi spaventa - ha aggiunto l'assessore - anzi rilancio puntuali risposte a queste esigenze non più rinviabili perché si tratta di tutelare i nostri giovani e giovanissimi". Nel corso della tavola rotonda, Puglisi ha sottolineato che "la scuola è un osservatore privilegiato", che "gli insegnanti possono avere percezione di ciò che accade spesso prima delle famiglie" e che "solo con un sistema a rete si può affrontare il problema". Picardi si è soffermata sulle criticità registrate nell'ascolto di un minore, "che non è mai facile ed è ancor più difficile se si tratta di un abuso online". Narciso ha evidenziato come, dietro la chat, molte volte si nasconda "la persona di tutti i giorni".
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