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18 Novembre 2020 - 11:14
Piccoli paesi, scuole poco frequentate e a rischio chiusura.
Questo è lo scenario che molti sindaci si trovano ad affrontare di anno in anno nella speranza che i numeri degli studenti restino più o meno sempre invariati e che non scendano costringendo le scuole a chiudere i battenti.
Anno dopo anno, quindi, i Comuni si ritrovano costretti a chiedere delle deroghe alla Città Metropolitana per tenere aperte le strutture. Quest’anno, purtroppo, è andata male alla scuola materna di San Germano che, da tempo, ospitava una solo sezione della scuola.
Ebbene, dal prossimo anno la scuola chiuderà i battenti. “Noi, abbiamo 2 classi in centro città, - spiega il Sindaco Fausto Francisca - una a Baio Dora e un’altra a San Germano.
Senza, però, il numero necessario dei frequentanti la direzione didattica si trova in difficoltà. Noi non siamo un comune di montagna e quindi non possiamo avere grosse deroghe, ci sono solo 50 bambini che possono iscriversi il prossimo anno e non è detto che tutti si iscrivano qui. Non ci sono proprio i numeri oggettivi per mantenere aperta la struttura.
Per mantenere aperta la sezione dovremmo avere almeno 80 potenziali iscritti, al momento, non ci sono.
In questi giorni ci siamo confrontati con gli enti sovracomunali per chiedere la deroga ma non ci è stata concessa, purtroppo. Resta, salva, invece, la struttura di Baio Dora”. Numeri diversi, invece, per i comuni montani che possono usufruire di regole un po’ più “larghe” e avere classi un po’ più piccole.
AD ANDRATE INVECE...
È il caso dell’amministrazione di Andrate che, anche quest’anno, ha preso carta e penna e scritto alla città metropolitana per chiedere una deroga che permetta alle struttura di restare aperte.
La scuola elementare di Regione Santa Maria è finita al centro della medesima richiesta fatta dal sindaco Enrico Bovo.
Il plesso scolastico, infatti, conta solo 23 studenti. Numeri al limite che corrono il rischio di portare alla chiusura nei prossimi anni.
Le amministrazioni chiedono la deroga ogni anno con la speranza di poterla ricevere. Il problema dello spopolamento di valli e montagne continua a farsi sentire sempre di più e le scuole restano uno dei punto di riferimento per tenere in vita i piccoli paesini che, anno dopo anno, perdono abitanti.
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