L’Amministrazione comunale eporediese, con una determina del direttore generale Barbara Vittoria Capo, datata 4 febbraio, ha revocato il comodato per l’uso del Movicentro stipulato il 25 luglio del 2014 tra il Comune e la Cooperativa Zac!.
Morale?
Lo Zac! in questo momento è un abusivo e lo sarà almeno sino a quando non avrà in mano uno straccio di accordo con Trenitalia o con Ferservizi.
Una batosta da qualunque parte la si guardi eppure, domenica sera, i soci della Cooperativa hanno deciso di mantenere i toni bassi. L’Amministrazione comunale ha detto che in un paio di mesi risolverà tutto e loro, prima ancora di affidarsi ai “miracoli”, al “Padre Nostro” e all’Ave Maria, vogliono crederci.
Poi è vero che si stanno guardando intorno, che hanno già individuato almeno un paio di locali che potrebbero fare al caso loro, ma di spendere soldi per un avvocato, o di scendere in piazza per fare la rivoluzione, per il momento non se ne parla.
Allineati e coperti anche nel comunicato stampa diffuso lunedi mattina, attraverso cui dichiarano di voler continuare a garantire l’apertura, la chiusura e la pulizia dell’immobilea servizio dei cittadini che si servono delle biglietterie e della sala d’attesa.Ma anche dell’aula studio, del bar, del ristorante e dei mercatini.
Tutto nasce, come ormai tutti sanno, dal mancato passaggio del diritto di superficie del terreno su cui è stato costruito l’immobile, quindi anche la titolarità del Movicentro, in capo al Comune per 30 anni. L’operazione avrebbe dovuto concludersi una ventina di anni fa, ma s’è venuto a sapere solo qualche mese fa che nel 2015 Ferservizi, società di RFI (Rete Ferroviaria italiana), se lo è accatastato a nome suo.
Da qui lo stop del Comune al bando per l’assegnazione dei locali e la ricerca di tutte le informazioni necessarie per capire cosa fare e come muoversi, non in ultima una consulenza allo studio Dal Piaz di Torino.
Insomma se la sono fatta addosso....
Il vicesindaco Elisabetta Piccoli, sempre in cerca di un colpevole, non ha dubbi e il dito lo ha puntato fin dal primo momento sulle passate amministrazioni comunali.
E dire che, vista dall’esterno, non c’è alcun dubbio che l’errore sia tutto da imputare a RFI. Perchè ha firmato un accordo di programma e poi lo ha disatteso ma anche per essersi impossessata di un bene costruito con i soldi dei cittadini di Ivrea e della Regione. Insomma ce ne sarebbe stato abbastanza per portarli in tribunale... altro che “mea culpa”
Altro che stanziare 50 mila euro in bilancio per pagare a RFI non si è capito bene cosa. Altro che revoca del comodato. Un bell’avvocato per una bella causa civile, in primo, secondo e terzo grado. Questo si sarebbe dovuto fare e questo avrebbe fatto qualsiasi amministratore comunale con un minimo di sale in zucca, nelle more di una proroga di un comodato d’uso per il possesso di quel bene, almeno per i prossimi 10 anni.
E invece, a tutto questo gran pasticcio, si è aggiunto il giallo dei documenti (la consulenza legale e la relazione dell’Ufficio Tecnico in particolare) che Piccoli, come se si stesse giocando a mosca e cieca, mostra come fossero ventagli, ma di cui nessuno, fino ad oggi, è riuscito ad avere copia.
Come finirà questa vicenda, oggi come oggi, non lo si riesce neanche ad immaginare. Martedì è in programma una commissione assetto e uso del territorio presieduta da Francesco Comotto. Tra gli invitati l’ex assessore Redolfi.
Alle pagg. 10 e 11
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