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IVREA. Sertoli come Ecce Bombo

E' meglio se firmo l'ordinanza prima di sabato, lunedì mattina o domenica notte? E' meglio una conferenza stampa con il berretto frigio in testa e due lacrime? O senza berretto, giacca e cravatta? Camicia e maniche sciolte o chiuse? E se facessimo solo un comunicato stampa e basta? E' meglio se mi faccio vedere o me ne sto alla finestra? Ed eccolo li il sindaco Stefano Sertoli. Sembra Michele Apicella al telefono con l'amico Nicola nel celebre film di Nanni Moretti, "Ecce bombo". Bastano due piccole modifiche "No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento in Municipio con Lavarini e gli altri. Senti Vincenzo, ma che tipo di festa è, non è che alle 18 state tutti a ballare in girotondo in piazza Municipio, io sto buttato in un angolo, no...ah no: se si balla non vengo. No, no...allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino al portone in controluce, voi mi fate: "Sindaco vieni in là con noi dai..." e io: "andate, andate, vi raggiungo dopo...". Vengo! Ci vediamo là...". Insomma altro non resta che metterla sul ridere, sul patetico, sul personale non foss'altro che di "politica" nella discesa in piazza del sindaco, lunedì scorso, in contraddizione con la sua stessa ordinanza di divieto a qualsiasi "festa" in città, causa "Coronavirus" non se ne intravede neppure l'ombra... Inutile la difesa del presidente del consiglio Diego Borla. Dannosa la stessa autodifesa del sindaco. La verità è che un sindaco non solo dovrebbe dare il buon esempio ma sarebbe tenuto al rispetto delle regole imposte dall'alto più di quanto non si dovrebbe e potrebbe pretendere dai cittadini. Non lo ha fatto! Se n'è fottuto e se n'è fottuto a sua insaputa, inconsapevolmente incosciente com'è e come ha dato ormai prova di essere in più di una occasione, E noi è come se lo vedessimo con il sindaco,  con il Prefetto e con il Governatore, fare su e giù con la testa senza opporre alcun genere di resistenza, perfettamente allineato con il suo Avatar che qualche ora più tardi scendeva in piazza e applaudiva insieme alla folla festante Generale e Mugnaia per assecondarli e dire loro "ci vediamo domani". Un sindaco tutto sorrisi e pacche sulle spalle. Un sindaco "non sindaco". Un sindaco senza cognizione. E meglio avrebbe fatto, a questo punto, e per motivi di "ordine pubblico" dire al Prefetto che la battaglia sarebbe andata avanti lo stesso per tutti coloro che se la sarebbero sentita di farla, ma con la città chiusa e senza lo straccio di un "forestiero". Perché è vero -  e solo lui avrebbe potuto dirlo al Prefetto -  che dal lunedì al mercoledì da fuori città ne sono sempre arrivati pochi. Certo, si sarebbe dovuto assumere una gran bella responsabilità. Ma sarebbe comunque sempre stato meglio della denuncia che rischia oggi. Articolo 650 del Codice Penale: "Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206...".  
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