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03 Maggio 2022 - 07:43
LAURIANO. “In quasi trent’anni di attività una situazione così non l’avevamo mai vissuta”. Gianni Vercellotti, responsabile ambiente e sicurezza del Caseificio Pugliese di Lauriano, allarga le braccia e sospira mentre ci accompagna nel reparto in cui si producono i formaggi a pasta filata.
Qui è dove l’acqua è indispensabile, necessaria, vitale per la produzione di mozzarelle e scamorze. Qui è dove, se manca l’acqua, si ferma la produzione. Si ferma tutto.
La siccità è un flagello che da mesi si sta abbattendo sul nostro Paese. Nella pianura Padana la mancanza d’acqua è un problema serio: il Po ha s’è abbassato a livelli mai visti prima, le semine primaverili di riso, girasole, mais e soia sono sì state avviate, ma tra mille difficoltà, le coltivazioni di grano, ortaggi e frutta, seminati in autunno, faticano a crescere.
Gianni Vercellotti“La situazione, nonostante le piogge e le nevicate delle ultime settimane - spiegano da Coldiretti - resta purtroppo preoccupante in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate con i cambiamenti climatici”.
La siccità s’è abbattuta sulla produzione agricola nazionale e sugli allevamenti. Ma non solo.
Emblematico è il caso del Caseificio Pugliese di Lauriano, dove l’acqua è fondamentale per il ciclo della produzione e dei lavaggi.
Da dicembre la scarsità delle precipitazioni ha prosciugato i pozzi del Caseificio.
“La carenza d’acqua nei primi giorni di febbraio ha iniziato a metterci in difficoltà - spiega Vercellotti -. Ogni giorno impieghiamo novecento metri cubi d’acqua per cinque giorni lavorativi a settimana: ma se non piove, i nostri pozzi si esauriscono. E così è stato”.
Per ovviare alla grave criticità, il Caseificio - che conta 120 dipendenti diretti e un indotto di circa 200 lavoratori - ha stretto un accordo lo scorso mese di marzo con il Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato (che serve la collina chivassese, ndr) e la Smat per l’approvvigionamento dell’acqua.
Ogni giorno, dalle sette alle otto autobotti arrivano in via Ettore Elia a Lauriano per scaricare l’acqua prelevata dalla centrale di sollevamento di Verrua Savoia, di proprietà del Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato, e dall’impianto di San Raffaele Cimena, di proprietà di Smat.
Il Comune di Lauriano, investito del problema, ha cercato di dare una mano.
“Ho scritto una lettera in cui ho richiesto a Smat la possibilità in deroga di poter attingere anche dalla loro centrale - spiega la sindaca Matilde Casa -. E ci siamo prodigati con l’Acquedotto per ottenere un potenziamento della rete, per aumentare la capacità di flusso e, dunque, i litri erogati al Caseificio”.
In questi giorni l’Acquedotto ha inviato i suoi operai a Lauriano: un cantiere è aperto in centro paese per sostituire le tubazioni e potenziare la rete.
Entro la metà di maggio i lavori dovrebbero concludersi e il rifornimento d’acqua al Caseificio direttamente dalla rete dovrebbe diventare più massiccio e, di fatto, limitare gli inconvenienti provocati da nuovi periodi di siccità.
In compenso, la produzione non si è mai arrestata. Fortunatamente.
“In questi mesi abbiamo dovuto ridurre da 5 a 4,5 giorni lavorativi settimanali la produzione, il che ha comportato il ricorso a periodi di flessibilità per i nostri dipendenti - conclude Vercellotti -. Le richieste dei clienti siamo riusciti a soddisfarle tutte, grazie ad uno sforzo straordinario. Ma è certo che in tutti questi anni di lavoro non era mai capitata una criticità del genere. Speriamo di averla abbondantemente superata”.
E confidiamo, tutti, nel ritorno di vere e abbondanti piogge.
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