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Rifiuti, la lezione dei ragazzi di Rivara: “Così difendiamo il nostro territorio”

Dalla teoria alla pratica: pulizia del territorio e raccolta differenziata per costruire una comunità più sostenibile

Sacchi pieni di rifiuti, guanti sporchi e una consapevolezza nuova: quella che l’ambiente si difende con i fatti, non solo con le parole. A Rivara la Festa degli Alberi e dell’Ambiente 2026 si è trasformata in una vera lezione sul campo, dove i protagonisti sono stati i più giovani.

Sabato 11 aprile, grazie all’iniziativa della Protezione Civile di Rivara, in collaborazione con il Comune, decine di ragazzi dell’oratorio, animatori, catechisti e alcuni genitori hanno partecipato a una giornata dedicata alla pulizia del territorio. Un appuntamento che negli anni è diventato una tradizione e che punta a trasformare la sensibilizzazione ambientale in azione concreta.

Non si è trattato di una semplice raccolta rifiuti. L’attività è stata il naturale proseguimento di un percorso educativo iniziato tempo fa, con incontri guidati dalle informatrici di Teknoservice Ambiente e delle associazioni Movimento Salva il Suolo e Plant For The Planet, durante i quali ai ragazzi sono state spiegate le regole della raccolta differenziata e l’importanza di un comportamento responsabile.

Sabato, quelle nozioni sono diventate pratica. Divisi in piccoli gruppi, i partecipanti hanno ripulito diverse aree del paese, separando con attenzione i materiali raccolti: vetro, carta, plastica, ferro e indifferenziato. Un lavoro organizzato, quasi metodico, che ha trasformato un pomeriggio all’aria aperta in un’esperienza formativa completa.

Il risultato, però, ha lasciato anche spazio all’amarezza. La quantità di rifiuti rinvenuta è stata significativa: materiali di ogni tipo, dai più comuni fino a oggetti più particolari e potenzialmente pericolosi, come contenitori di sostanze chimiche. Un segnale evidente che il problema dell’abbandono dei rifiuti non è affatto superato, nonostante i servizi di raccolta siano ormai diffusi e accessibili.

A sottolinearlo è anche Vincenzo Martino, coordinatore dell’iniziativa per la Protezione Civile di Rivara: “È un progetto che portiamo avanti da quattro anni, ogni primavera, coinvolgendo anche i bambini più piccoli. L’obiettivo è far crescere i giovani con una maggiore consapevolezza ambientale”.

Il punto, però, resta culturale. “Non si capisce perché, nonostante i servizi esistano, ci sia ancora chi abbandona i rifiuti in natura — spiega Martino — manca una vera consapevolezza”. Un problema difficile da affrontare solo con controlli e sanzioni, ma che richiede un cambiamento più profondo, legato all’educazione e al senso civico.

Per questo il progetto punta soprattutto sui più giovani. Il coinvolgimento avviene attraverso l’Istituto Comprensivo di Forno Canavese (in particolare la Scuola Primaria Paolo Pallia di Rivara e l'Asilo Infantile di Rivara) che aderisce all’iniziativa e permette di portare il tema ambientale direttamente nelle scuole. A questo si aggiungono le attività dell’oratorio, che negli ultimi anni hanno visto una partecipazione crescente anche da parte delle famiglie.

“Vogliamo che i ragazzi diventino veri ambasciatori dell’ambiente — prosegue Martino — capaci di trasmettere anche agli adulti ciò che hanno imparato”. Un ribaltamento interessante, dove sono i più piccoli a insegnare ai grandi comportamenti più sostenibili.

La giornata di sabato ha confermato l’efficacia di questo approccio. Molti dei ragazzi coinvolti negli anni passati sono oggi animatori, segno di una continuità che va oltre il singolo evento. Un percorso che costruisce nel tempo una nuova sensibilità, destinata a incidere sul futuro del territorio.

Eppure, la strada resta lunga. A poche ore dalla pulizia, nello stesso punto già bonificato, sono comparsi nuovi sacchi di rifiuti abbandonati. Un episodio che racconta meglio di qualsiasi dato quanto il problema sia ancora radicato.

“Dovremmo essere tutti guardiani dell’ambiente — conclude Martino — se vediamo qualcosa di strano dobbiamo segnalarlo. Ognuno deve fare la propria parte”.

Un messaggio semplice, ma diretto. Perché la tutela dell’ambiente non può essere delegata solo alle istituzioni o ai volontari. È una responsabilità collettiva, che passa dai comportamenti quotidiani di ciascuno. A Rivara, intanto, i più giovani hanno già iniziato a fare la loro parte. E lo fanno con un esempio concreto: raccogliendo rifiuti, imparando a differenziare e, soprattutto, dimostrando che un cambiamento è possibile.

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