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13 Aprile 2026 - 17:41
Fuggi fuggi dal Comune e tensioni negli uffici: a Sciolze possibile mozione di sfiducia al sindaco (a sinistra: il sindaco Vittorio Moncalvo)
Un clima di lavoro difficile dento gli uffici comunali, divisioni interne alla maggioranza e un dialogo sempre più complicato tra cittadini e municipio. A Sciolze, il malessere dentro il Palazzo Civico non è più soltanto una sensazione, ma un tema che inizia a emergere con forza anche nel dibattito pubblico. A raccontarlo è Luca Bannò, consigliere d'opposizione, che parla di un clima progressivamente deteriorato negli uffici comunali e di una possibile serie di uscite che rischiano di mettere in difficoltà la macchina amministrativa.
Secondo quanto riferito, le indiscrezioni parlano di almeno quattro possibili addii, tra figure considerate esperte e radicate da anni all’interno del Comune. Non si tratta di situazioni improvvise o isolate, ma di scelte maturate nel tempo: «Parliamo di persone che lavorano lì da una vita», sottolinea Bannò, evidenziando come in alcuni casi si tratti di dipendenti con decenni di servizio alle spalle.
Una parte di queste uscite riguarda situazioni diverse tra loro: c’è chi ha raggiunto l’età pensionabile ma, pur avendo la possibilità di restare, avrebbe deciso comunque di lasciare; altri avrebbero invece chiesto il nulla osta per trasferirsi altrove. «Hanno mandato curriculum da tutte le parti – racconta Bannò – ed essendo persone capaci e con esperienza, hanno trovato nuove opportunità». Una scelta che, secondo il suo racconto, non sarebbe legata alla comodità: «Non è vero che vanno in posti più vicini o più semplici, anzi in alcuni casi dovranno fare più strada. Ma hanno preferito comunque andarsene».
Il punto centrale sarebbe il cambiamento avvenuto negli ultimi due anni, con l’insediamento della nuova amministrazione. Bannò parla apertamente di una trasformazione del clima interno: «Quando è cambiata l’amministrazione, è cambiato tutto. Prima l’ambiente era sereno, oggi non lo è più». A pesare sarebbero soprattutto i rapporti tra i dipendenti e la guida politica del Comune: «Con il sindaco non si trovano bene, non riescono ad andare d’accordo», afferma il consigliere.

Luca Bannò
Bannò sostiene infatti che «il sindaco prenda decisioni senza confrontarsi», una "conduzione accentrata" che avrebbe contribuito ad alimentare il disagio interno. A questo si aggiungerebbe, secondo lui, una crescente distanza anche nei confronti dei cittadini: «Molte persone chiedono aiuto e si sentono ignorate. Non è un caso isolato, ma una situazione che si ripete».
Il risultato sarebbe quindi un progressivo svuotamento di competenze che rischia di avere effetti concreti sull’operatività degli uffici. Se le uscite dovessero essere confermate, il Comune potrebbe trovarsi costretto a ricorrere a personale esterno o in mobilità, con tutte le difficoltà legate alla mancanza di conoscenza diretta del territorio e delle pratiche locali.
Ma il punto che rende la vicenda ancora più delicata è quello politico. Bannò non esclude infatti che la situazione possa sfociare in una crisi istituzionale vera e propria: «L’unica soluzione è radicale: tornare al voto», afferma senza mezzi termini, aggiungendo che non è da escludere una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Vittorio Moncalvo anche da parte della sua stessa maggioranza. Un’ipotesi che, se dovesse concretizzarsi, aprirebbe uno scenario di crisi completamente nuovo per il Comune.
Per ora si tratta di una possibilità, ma il fatto che venga evocata racconta il livello di tensione che si respira. Tra uffici in affanno, personale in uscita e rapporti politici sempre più fragili, Sciolze si trova davanti a un passaggio delicato. E la domanda, a questo punto, non riguarda più soltanto il funzionamento della macchina comunale, ma la tenuta stessa dell’attuale amministrazione.

Il sindaco Vittorio Moncalvo
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