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La Voce degli Animali
08 Aprile 2026 - 17:06
La natura italiana è sotto assedio, e i numeri raccontano un’emergenza silenziosa ma devastante. Migliaia di animali vengono uccisi, feriti, catturati o trafficati illegalmente ogni anno, mentre piante e fiori selvatici spariscono vittime di prelievi e commerci illeciti. A lanciare l’allarme è il WWF, che avvia una mobilitazione nazionale con la petizione “Stop Crimini di Natura” per chiedere un intervento immediato dello Stato.
Secondo l’organizzazione, l’Italia – uno dei Paesi europei con la più alta biodiversità, sia terrestre che marina – è diventata anche un punto strategico per i traffici illegali di specie protette. La posizione geografica della penisola, al centro di importanti rotte commerciali, la rende infatti uno snodo privilegiato per un mercato internazionale altamente redditizio e difficile da contrastare.
Tra le minacce più gravi c’è il bracconaggio, indicato come una delle principali cause di declino per molte specie rare. Ma il fenomeno è molto più ampio e riguarda anche il traffico di fauna selvatica, la pesca illegale, il commercio illecito di legname e risorse naturali, oltre alla distruzione degli ecosistemi.
Per questo il WWF chiede al Governo un Piano Nazionale contro i crimini di natura, con misure concrete: più controlli sul territorio, rafforzamento delle forze dell’ordine specializzate, sostegno ai CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici), sanzioni più efficaci e un coordinamento più stretto tra Procure, Ministeri, Regioni e associazioni. Fondamentale anche la creazione di una mappatura ufficiale nazionale del fenomeno.
L’associazione invita i cittadini a firmare la petizione per dare forza alla richiesta:
https://attivati.wwf.it/stop-crimini-di-natura

A spiegare la gravità della situazione è Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione WWF Italia: «Ogni rapace abbattuto, ogni lupo avvelenato, ogni pianta sottratta illegalmente rappresenta un danno per tutti: perdiamo biodiversità, sicurezza, salute e servizi ecosistemici essenziali». E aggiunge: «Grazie alla nostra petizione STOP CRIMINI DI NATURA i cittadini potranno far sentire la propria voce per chiedere un intervento politico chiaro, dotato di risorse e strumenti concreti. Ogni firma contribuisce a dare forza alla richiesta di rendere la tutela della biodiversità una vera priorità nazionale».
Le specie colpite sono numerosissime. Tra gli uccelli, piccoli e medi come fringuelli, cardellini, pispole, tordi, quaglie e uccelli acquatici, fino ai grandi rapaci e alle cicogne. Tra i mammiferi, il bracconaggio riguarda soprattutto lupi, cervi e cinghiali. Anche la flora è nel mirino: orchidee selvatiche e piante officinali come la genziana sono vittime del cosiddetto “bracconaggio botanico”.
Il fenomeno si estende anche al mare: corallo rosso, datteri di mare, cetrioli e ricci di mare sono tra le specie più colpite, mentre la verdesca è spesso coinvolta in frodi alimentari. Non mancano inoltre traffici illegali legati a specie esotiche importate e commercializzate fuori legge.
Quello dei crimini di natura è un sistema strutturato e altamente redditizio a livello globale, alimentato da reti internazionali che prosperano su corruzione e debolezza istituzionale. In Italia, gran parte di questi reati resta sommersa: fucilate, avvelenamenti, trappole, furti di uova e pulcini, uso di richiami elettronici e pesca illegale.
I dati dei CRAS confermano la gravità della situazione. Nei centri WWF della Lombardia, tra il 2022 e il 2024, gli animali ricoverati sono aumentati sensibilmente: civette +71%, germani reali +67%, ricci +49%. Numeri che mostrano non solo la diffusione del fenomeno, ma anche una crescente attenzione da parte dei cittadini.
Una battaglia che ora passa anche dalle firme. Perché, come sottolinea il WWF, senza un intervento deciso, il rischio è perdere un patrimonio naturale unico.
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