AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
27 Febbraio 2026 - 11:11
A Gassino Torinese la memoria non è rimasta sul palco. È passata di mano. Ha cambiato voce, provenienza, registro. Ha attraversato Liguria, Lombardia e Piemonte, scendendo dalle pagine per restare addosso a chi ascoltava. Sabato 21 febbraio si è conclusa la rassegna letteraria La staffetta delle storie. Donne protagoniste della memoria, organizzata dall’ANPI e patrocinata dal Comune di Gassino Torinese. Un percorso costruito come una staffetta vera: un testimone consegnato a ogni incontro, tra Resistenza, storia e scelte individuali che diventano destino collettivo.
La rassegna ha proposto un ciclo di appuntamenti dedicati alla memoria, alla Lotta di Liberazione e al ruolo delle donne nella storia, affidando la narrazione alla voce delle scrittrici e alle protagoniste dei libri presentati. Un formato chiaro e ambizioso: non commemorare, ma capire. Non ripetere, ma interrogare.
A curare e condurre gli incontri sono state Gabriella Roberi, presidente dell’ANPI Sezione Leo Lanfranco di San Mauro, Castiglione e Gassino, ed Eleonora Galluzzo, scrittrice e curatrice sul territorio gassinese anche della rassegna Riflessi di carta e del Book Club Librisenzaeffetticollaterali. Una regia doppia che ha tenuto insieme racconto letterario e tensione civile, dando coerenza a un itinerario che, incontro dopo incontro, ha rimesso a fuoco un punto centrale: senza il contributo femminile, la Resistenza resta un racconto incompleto.
«Le storie che abbiamo ascoltato in questi quattro incontri non appartengono soltanto al passato: ci interrogano, ci invitano a riconoscere il valore delle scelte, del coraggio, della responsabilità civile. Che il testimone continui a passare di mano in mano», afferma Gabriella Roberi.
L’ultima tappa ha portato a Gassino due autrici arrivate dalla Liguria: Daniela Cassini e Gabriella Badano, per presentare il volume Protagoniste. Storie di donne e Resistenza nel Ponente ligure, scritto insieme a Sarah Clarke Loiacono. Un libro costruito su una trama di documenti d’archivio, fotografie e memorie familiari, che ricompone una narrazione corale e restituisce centralità alle donne impegnate nella lotta di Liberazione, spostando il baricentro dal “contorno” al cuore degli eventi. Le vicende del Ponente ligure diventano così un laboratorio di memoria: un territorio raccontato attraverso scelte, rischi, reti, determinazioni che hanno inciso sulla storia reale.
«Quello che vorrei sottolineare è il concetto di responsabilità nella memoria, l'eredità preziosa che queste donne ci lasciano e che abbiamo il dovere di tramandare per non disperdere storie, esperienza, passioni, vite uniche. E che hanno fatto questo Paese e questa democrazia con coraggio e sacrifici storici. Uno sprone all'impegno, alla partecipazione attiva, alla coscienza individuale e collettiva intorno a valori che questi racconti ci consegnano», evidenzia Daniela Cassini.
Nel corso della rassegna è intervenuta anche Fiorenza Pistocchi, giunta a Gassino da Pioltello (MI), che ha aperto il 2026 presentando Il coraggio è una cosa semplice, romanzo ambientato a Savona durante la Resistenza e ispirato alla storia dei suoi giovani genitori. L’intreccio racconta la scelta di un gruppo di ragazzi comuni che, di fronte alla violenza del regime e alla guerra, decidono di agire: diventano staffette, informatori, sostenitori dei partigiani. La storia non è mai solo “grande storia”: è fatta di gesti ripetuti, di paura e ostinazione, di coraggio quotidiano che prende corpo mentre intorno tutto spinge a tacere.
«Il romanzo mi permette di raccontare sia il momento storico, sia la vita delle persone che agiscono, facendo immedesimare il lettore. Altri generi, come il saggio, raccontano in modo forse più freddo. Io preferisco creare, con il romanzo che fa vivere le storie delle persone, un rapporto emotivo e coinvolgente che favorisca l'interesse e la partecipazione», afferma Fiorenza Pistocchi.
La rassegna aveva preso avvio nell’ottobre precedente con Patrizia Monzeglio e il romanzo La valigia di zia Elsa, un mystery che intreccia memoria familiare e storia collettiva. Il dispositivo narrativo è quello del ritrovamento: lettere e fotografie che aprono uno squarcio sul passato e costringono la protagonista Francesca a ricostruire una storia che non è mai solo privata. Riporta alla luce eventi legati all’8 settembre 1943, alla Resistenza nel Monferrato e alla persecuzione degli ebrei. La trama diventa così un modo per attraversare una stagione decisiva della storia italiana, mostrando come la memoria sia fragile, ma anche tenace: resta nei cassetti, nei silenzi, nelle carte conservate e dimenticate.
«Nelle mie intenzioni i messaggi che vorrei trasmettere sono due: la consapevolezza delle proprie scelte, il coraggio di star sempre dalla parte della democrazia e della libertà e l'importanza della memoria, che è nostra responsabilità trasmettere alle generazioni più giovani», sottolinea Patrizia Monzeglio.
A novembre 2025 Ornella Testori ha presentato L’ufficiale in bicicletta. Storia partigiana di Lucia Boetto Testori, dedicato alla figura della madre Lucia, protagonista della lotta partigiana tra il Cuneese e Torino. Il volume restituisce il ritratto di una donna capace di affrontare rischi estremi con semplicità e senso del dovere, attraverso la ricostruzione storica di Bruna Bertolo e i ricordi di famiglia. Un libro che lavora su due piani: quello della storia documentata e quello dell’eredità domestica, dove la Resistenza torna ad avere un volto preciso, una famiglia, una traiettoria.
Ornella Testori aggiunge: «Per decenni a livello storiografico e istituzionale il contributo delle donne alla Resistenza non è stato adeguatamente riconosciuto, rimanendo relegato ad un ruolo secondario, che scontava una visione in cui anche la Lotta di Liberazione era declinata al maschile. Si ricade insomma nei soliti stereotipi ed è anche per questo che desidero raccontare la storia di mia madre, per restituire alle donne l’importantissimo ruolo avuto nella storia».
A chiusura del percorso, Eleonora Galluzzo ha rimarcato il valore umano e culturale degli incontri, sottolineando la dimensione di relazione che un libro può creare quando non resta un oggetto, ma diventa occasione di comunità. Un ciclo che ha messo in dialogo generazioni e territori, scrittura e testimonianza, romanzo e archivio, in un momento in cui la parola memoria rischia spesso di ridursi a formula.
«Questi incontri sono stati per me un’occasione per conoscere donne straordinarie. Senza le scrittrici che ho incontrato e le protagoniste dei loro romanzi la Storia non sarebbe stata la stessa. I libri hanno un potere enorme: sono uno strumento di relazione e di memoria personale e collettiva».
La rassegna La staffetta delle storie si è chiusa, ma la sua ambizione è dichiarata: far circolare il testimone. Farlo passare di mano in mano, perché la Resistenza non sia un capitolo chiuso, ma una domanda aperta sul presente. E perché il ruolo delle donne nella storia — nella lotta, nella cura, nella scelta, nella responsabilità — torni a occupare il posto che gli spetta: al centro.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.