Cerca

Musica

Barocco europeo tra Ivrea e Chiaverano: torna il festival Baroque & more

Doppio appuntamento il 2 e 3 maggio 2026 con il progetto internazionale ideato da Yvan Dejaeghere e Luc Ponet, tra musica storica, territorio e respiro europeo

Barocco europeo tra Ivrea e Chiaverano: torna il festival Baroque & more

Luc Ponet

Dettagli evento

Il Canavese si prepara ad accogliere una nuova edizione di Baroque & more, il festival internazionale che riporta al centro dell’attenzione la grande musica barocca europea, intrecciando ricerca musicale, valorizzazione del territorio e apertura internazionale. Ideata dal belga Yvan Dejaeghere insieme all’organista Luc Ponet, la rassegna torna nel 2026 con un progetto più ampio e ambizioso, consolidando la propria presenza a Chiaverano e approdando per la prima volta anche a Ivrea.

Il calendario prevede due appuntamenti ravvicinati: sabato 2 maggio alle ore 21 il Teatro Giacosa di Ivrea ospiterà il concerto inaugurale, mentre domenica 3 maggio alle ore 16 il festival farà ritorno nella sua sede originaria, la chiesa di San Silvestro Papa a Chiaverano, spazio di grande fascino storico e acustico, che negli anni ha saputo attirare interpreti e appassionati.

L’espansione del festival rappresenta un passaggio significativo. Se nella prima edizione l’iniziativa aveva puntato soprattutto sulla dimensione raccolta e sul legame con Chiaverano, oggi il coinvolgimento di Ivrea rafforza la volontà di costruire una proposta culturale capace di dialogare con un pubblico più ampio, senza perdere il radicamento locale. Un equilibrio non scontato, che costituisce uno degli elementi distintivi del progetto.

Alla base c’è la visione di Yvan Dejaeghere, figura con un percorso internazionale che spazia dall’imprenditoria alla gestione culturale. Di origine belga, Dejaeghere ha maturato nel tempo un rapporto stretto con il Canavese, trasformando una frequentazione personale in un’iniziativa culturale strutturata. Il festival nasce proprio da questa relazione: non un’operazione calata dall’alto, ma un progetto costruito a partire dalla conoscenza diretta del territorio e dalla volontà di inserirlo in un circuito europeo.

Accanto a lui opera Luc Ponet, tra i più autorevoli interpreti della scena organistica contemporanea. Docente presso il LUCA School of Arts in Belgio e organista titolare della basilica di Tongeren, Ponet vanta un’intensa attività concertistica internazionale e una lunga esperienza nello studio e nella valorizzazione degli strumenti storici. La sua attenzione per la prassi esecutiva barocca e per il repertorio originale ha trovato nel Canavese un terreno particolarmente fertile, anche grazie alla presenza dell’organo della chiesa di San Silvestro Papa, che ha avuto un ruolo determinante nell’ideazione del festival.

Il programma scelto per il 2026, “Nations & Splendour: The European Baroque Orchestra”, propone un percorso attraverso alcune delle principali scuole musicali europee tra Sei e Settecento. In cartellone figurano compositori come Georg Philipp Telemann, espressione della tradizione tedesca, Jean-Baptiste Lully, simbolo della corte francese, Claudio Monteverdi e Alessandro Scarlatti, protagonisti della stagione italiana, e Giuseppe Torelli, figura centrale nello sviluppo del concerto strumentale.

Il repertorio è affrontato con strumenti storici e secondo criteri filologici, restituendo sonorità e dinamiche il più possibile vicine a quelle originarie. L’esecuzione non si limita però a un’operazione di ricostruzione, ma punta a rendere questa musica accessibile e coinvolgente anche per il pubblico contemporaneo. In questa prospettiva si inserisce la presenza di un soprano e della tromba barocca, elementi che arricchiscono il programma e ne ampliano la varietà espressiva.

Il progetto Baroque & more si distingue anche per la capacità di valorizzare i luoghi che lo ospitano. Il Teatro Giacosa, con la sua tradizione e la sua centralità nella vita culturale di Ivrea, offre un contesto ideale per un concerto di respiro internazionale. La chiesa di San Silvestro Papa, invece, rappresenta una dimensione più intima, in cui l’incontro tra musica e architettura storica contribuisce a creare un’esperienza particolarmente suggestiva.

Nel complesso, il festival si configura come una piattaforma culturale che mette in relazione artisti, repertori e territori. Non solo una rassegna musicale, ma un progetto che mira a costruire connessioni durature tra il Canavese e il panorama europeo della musica antica. In un contesto in cui la valorizzazione del patrimonio passa sempre più attraverso iniziative capaci di unire qualità artistica e radicamento locale, Baroque & more si propone come un modello di sviluppo culturale attento, coerente e in crescita.

dasfasdf

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori