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“Il diario di Ada”, viaggio nella Resistenza a Gassino

In scena il Collettivo Teatro NO!

“Il diario di Ada”

“Il diario di Ada”, viaggio nella Resistenza a Gassino

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Non un racconto celebrativo, ma una voce precisa. È quella di Ada Gobetti, che torna al centro della scena a Gassino Torinese nella serata del 25 aprile, attraverso uno spettacolo che sceglie di partire dai fatti vissuti, dalle parole scritte, dall’esperienza diretta.

Sabato 25 aprile 2026, alle 21, il Teatro Vecchio Mercato ospita “Il diario di Ada”, lettura-spettacolo proposta dal Collettivo Teatro NO!, all’interno del progetto “ANTIFASCISTA”. Il testo prende forma dal Diario partigiano di Ada Prospero Marchesini Gobetti, figura centrale della Resistenza italiana.

La struttura è essenziale: non ricostruzioni spettacolari, ma parole. Pagine che raccontano la guerra dalla prospettiva di chi la attraversa nella quotidianità. Ada non è solo una testimone politica, ma una madre che vive l’assenza e il rischio, con il figlio impegnato nella lotta partigiana.

È proprio questo il punto di forza dello spettacolo: spostare lo sguardo. La Resistenza non come sequenza di eventi, ma come esperienza personale, fatta di attese, decisioni e tensioni continue. Il racconto si sviluppa così su due livelli: quello storico e quello intimo, senza separarli.

Il lavoro del Collettivo Teatro NO! si muove in questa direzione, evitando la retorica e mantenendo il focus sul testo. Le parole di Ada Gobetti non vengono reinterpretate, ma restituite nella loro forma diretta, lasciando spazio al contenuto.

Il risultato è una narrazione che non semplifica e non cerca effetti, ma costruisce un contatto diretto con il pubblico. Il teatro diventa uno strumento di lettura, più che di rappresentazione.

La scelta di portare in scena Ada Gobetti nel giorno della Liberazione si inserisce in un contesto più ampio, ma mantiene una linea precisa: proporre una riflessione che parte da una testimonianza concreta.

In questo senso, la dimensione femminile non è un elemento accessorio. È il punto di osservazione da cui emerge un’altra lettura della Resistenza, meno raccontata e più legata alla vita quotidiana.

Lo spettacolo si inserisce nelle iniziative del 25 aprile, ma si distingue per il taglio: non una celebrazione, ma un lavoro sul testo e sulla memoria.

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