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Alpette celebra la Festa della Liberazione

Fiaccolata per la Pace ed 80° Anniversario del voto Femminile al centro dell'attenzione

Alpette celebra la Festa della Liberazione

Alpette celebra la Festa della Liberazione

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Ad Alpette il 25 aprile 2026 non è solo una ricorrenza: è un programma articolato che unisce memoria, partecipazione e presa di posizione pubblica. Due giorni, tra il 24 e il 25 aprile, costruiti attorno a un messaggio esplicito: difendere la Liberazione significa oggi parlare anche di pace.

 Si parte giovedì 24 aprile alle ore 20 con la Fiaccolata della Liberazione per la pace, organizzata dall’A.N.P.I. di Alpette con il coinvolgimento del Comune e di diverse realtà associative. Il ritrovo è all’Ecomuseo del Rame, del Lavoro e della Resistenza, da cui prenderà il via il corteo. Lo slogan scelto è diretto: “Cessate il fuoco!”. Un richiamo che accompagna una presa di posizione altrettanto chiara: contro tutte le guerre, contro il riarmo, contro fascismi e oppressioni, per la libertà dei popoli e la liberazione dei Paesi aggrediti. La fiaccolata è aperta a cittadini di tutte le età e si inserisce in un quadro più ampio di iniziative condivise con associazioni del territorio e con il supporto delle istituzioni locali.

La fiaccolata, oltre a lanciare  un messaggio di pace in attesa delle celebrazioni del giorno successivo, celebra un anniversario gioioso e glorioso: l’Ottantesimo compleanno – che ricorrerà il 2 giugno - della Repubblica Italiana e del primo voto femminile nella storia nazionale. Se per gli uomini cresciuti nel vecchio stato liberale recarsi alle urne significava riprendersi un diritto del quale erano stati a lungo privati, per le donne si trattava di una conquista del tutto nuova. I volti scintillanti di felicità delle ragazze più giovani – che possiamo ammirare nei manifesti di propaganda dell’epoca - e gli sguardi schivi delle contadine analfabete fotografate mentre attendevano il loro turno davanti ai seggi  erano due facce di una stessa medaglia. Ricordare l’80° Anniversario di quella tappa fondamentale significa anche riconoscere il giusto valore al contributo dato dalle donne al movimento resistenziale.

Il manifesto del Comune di Alpette, che riunisce insieme, dietro un’urna elettorale,  donne  differenti per età, colore della pelle, modi di vestire, attualizza quel messaggio calandolo nella realtà di oggi.

Il giorno successivo, venerdì 25 aprile 2026, Alpette celebra l’81° anniversario della Liberazione con un programma scandito nei dettagli. Alle 8:45 il ritrovo è davanti al Municipio per la partenza del corteo con il Gonfalone comunale. Alle 9:00 si raggiunge il Sacrario dei Caduti della Resistenza per gli onori e l’omaggio floreale ai partigiani. Alle 9:15 sono previsti gli omaggi al Cippo degli Ex Internati, ai monumenti agli “Svizzeri” e agli Alpini. Alle 9:30 la S. Messa, officiata da Don Sergio Noascone.

La cerimonia entra nel vivo alle 10:15 in Piazza Battista Goglio “Titala”, con l’inizio ufficiale della manifestazione e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti. A portare il saluto istituzionale sarà il sindaco Pio Graziano Goglio, mentre l’orazione ufficiale è affidata ad Alice Ravinale, consigliera regionale del Piemonte e capogruppo di AVS.

Accanto agli interventi istituzionali, spazio anche alla memoria diretta: le lettere dei condannati a morte della Resistenza saranno lette da Elena Ceretto Castigliano, seguite dall’intervento di Mirella Bazzarone. La conclusione è affidata al presidente dell’associazione “Fuori Gioco”, Ugo Giletta. La mattinata sarà accompagnata dalla musica di Andrea Rolando alla fisarmonica e Simone Bottino alla tromba.

Alle 13:00 la giornata prosegue con la spaghettata antifascista a Casa Alpette, organizzata dalla sezione ANPI. È richiesta la prenotazione (tel. 331 5007884). A seguire, uno spettacolo musicale dal titolo “2467 e adesso vi ri-canto il mio Che”, con Patrizia Bravi e Marco Parodi.

 Il filo che lega i due giorni è evidente: non solo commemorazione, ma un racconto pubblico della Resistenza che si proietta nel presente. Alpette sceglie di farlo senza ambiguità, tenendo insieme memoria storica e posizione civile.

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