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Torino accende la memoria: nasce il Festival della Pace e della Resistenza tra guerra, arte e coscienza civile

Dal Martinetto un messaggio potente: teatro, musica e storia per rispondere a un presente segnato dai conflitti

Torino accende la memoria

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In un tempo in cui la parola “pace” torna fragile e la guerra riempie le cronache quotidiane, nasce a Torino un nuovo spazio di riflessione collettiva. Dal 18 aprile al 31 maggio prende vita la prima edizione del Festival della Pace, della Libertà e della Resistenza, organizzato dal Museo Diffuso della Resistenza con la direzione artistica dell’Accademia dei Folli, in collaborazione con Città di Torino, Circoscrizione IV e Anpi sezione Martinetto.

Il cuore simbolico della rassegna è il Sacrario del Martinetto, luogo storico della memoria torinese e nazionale, dove per oltre venticinque anni generazioni di studenti, cittadini e artisti si sono confrontate sul valore della libertà e della dignità umana. Da qui prende forma un progetto che intreccia cultura, educazione e partecipazione, trasformando l’arte – teatro, musica e narrazione – in uno strumento vivo di dialogo tra passato e presente.

Il tema scelto, “Guerra e pace”, attraversa l’intero programma, affrontando il nodo cruciale del nostro tempo: la tensione costante tra conflitto e armonia, distruzione e ricostruzione. Il Festival si propone di restituire alla parola pace il suo significato più profondo, non come semplice assenza di guerra ma come costruzione quotidiana di relazioni e responsabilità condivise.

Tra gli appuntamenti principali, spiccano gli spettacoli dell’Accademia dei Folli, che propone due eventi centrali. Il primo è “Sto dalla vostra parte”, in scena dal 20 al 24 aprile con una replica aperta al pubblico il 22 aprile alle 21 al Sacrario del Martinetto. Lo spettacolo racconta l’incredibile storia del partigiano Gianpaolo Menichetti, intrecciando memoria privata e storia collettiva attraverso una narrazione epistolare ambientata nel 1954, a dieci anni dalla fine della guerra.

Il secondo appuntamento è “A Better Way”, concerto narrativo in programma il 25 aprile alle ore 11 nel cortile Iren antistante al Sacrario. Un viaggio tra parole e musica che attraversa epoche e linguaggi, da Bob Dylan a Boris Vian, da Edwin Starr a Wisława Szymborska, per costruire un racconto artistico contro la guerra e la violenza, un invito a immaginare alternative più umane e consapevoli.

Accanto agli spettacoli, il Festival propone un ricco calendario di iniziative aperte al pubblico e alle scuole. Dal 18 aprile al 31 maggio sarà possibile partecipare a percorsi di memoria nei luoghi simbolo della Resistenza, come il rifugio antiaereo di piazza Risorgimento e il Sacrario del Martinetto. Il 18 aprile è previsto l’infioramento delle lapidi dedicate ai caduti, tra cui Vera e Libera Arduino, mentre il 25 aprile si terrà il tradizionale corteo della Liberazione.

Spazio anche ai giovani con la proiezione del 23 aprile all’Auditorium del Polo del ‘900, dove saranno presentati i lavori realizzati dagli studenti per il concorso “Filmare la Storia”. Dal 5 al 15 maggio sarà visitabile la mostra “Natalina e gli altri”, dedicata a Natalina Monteu Saulat, giovane deportata, mentre laboratori didattici come “Le elezioni degli animali” e “Lo zaino del partigiano” coinvolgeranno le scuole in percorsi di cittadinanza attiva e memoria storica.

Il Festival nasce così come un presidio culturale e civile, capace di tenere insieme memoria e presente, arte e responsabilità. Un invito a interrogarsi sul nostro tempo e sul futuro, partendo da una domanda che attraversa ogni evento: quale spazio vogliamo dare oggi alla pace?

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