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Torino che legge compie 10 anni: la città si riempie di libri

Due giorni di eventi, oltre cento ospiti e un obiettivo: leggere il mondo attraverso le storie

Torino che legge compie 10 anni: la città si riempie di libri

Torino che legge compie 10 anni: la città si riempie di libri

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Torino si prepara a trasformarsi, ancora una volta, in una città diffusa della lettura. Il 22 e 23 aprile torna “Torino che legge… con il Piemonte”, che festeggia la sua decima edizione con un calendario ricco di appuntamenti, oltre cento ospiti e un obiettivo dichiarato: “leggere il mondo attraverso i libri”.

La manifestazione, nata per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore istituita dall’UNESCO, si è ormai consolidata come uno degli eventi culturali più partecipati del territorio. Organizzata dal Forum del Libro in collaborazione con la Città di Torino, le Biblioteche civiche, librerie, scuole e associazioni, l’iniziativa si inserisce anche nel percorso che punta alla candidatura di Torino a Capitale europea della Cultura 2033.

Il tratto distintivo dell’edizione 2026 è proprio questo: la capacità di tenere insieme la dimensione locale e quella europea, facendo della lettura non solo un’attività culturale, ma uno strumento per interpretare il presente e costruire una visione condivisa del futuro.

Quest’anno l’attenzione è puntata in particolare sulle librerie, protagoniste di un’edizione che coincide con il lancio della prima campagna cittadina dedicata a questi spazi nell’ambito del progetto “Torino compra vicino”. L’obiettivo è chiaro: riconoscere alle librerie un ruolo che va oltre quello commerciale, valorizzandole come presìdi culturali, luoghi di incontro e di costruzione di una cittadinanza consapevole.

Il programma si apre mercoledì 22 aprile alle 17 alla Biblioteca Calvino, con una tavola rotonda dedicata proprio al futuro del settore librario. Un momento di confronto che riunisce editori, librai, bibliotecari e operatori culturali per discutere i cambiamenti in atto e le prospettive di un mondo in continua trasformazione.

Ma la vera cifra della manifestazione è la sua diffusione sul territorio. Non un unico luogo, ma una rete di spazi che attraversa tutta la città. Le Biblioteche civiche avranno un ruolo centrale, anche grazie ai Bibliobus, che porteranno libri e attività nei quartieri, con un focus dedicato al tema dell’identità europea. Un modo concreto per avvicinare la lettura a chi, spesso, ne resta ai margini e per costruire un dialogo che parte dalle storie per arrivare alla realtà.

Accanto agli incontri tradizionali, il programma propone anche iniziative che mescolano linguaggi e pubblici diversi. È il caso di Lido Dora Vanchiglietta, che per due giorni trasformerà il parco Crescenzio e la bocciofila in uno spazio aperto di letture, presentazioni e bookcrossing, fino al tramonto. Qui la letteratura incontrerà anche la musica, con il concerto del Torino Jazz Festival dedicato alla Beat Generation, in un intreccio tra parola e suono che richiama figure come Ginsberg e Kerouac.

Non mancano le iniziative pensate per coinvolgere direttamente i cittadini. Sempre il 22 aprile è in programma “Bici e Libri”, una pedalata collettiva che unisce la promozione della lettura ai temi della sostenibilità ambientale, mentre il giorno successivo, in occasione della Giornata del Libro, torna “Un libro e una rosa per Sant Jordi”: chi acquisterà un volume nelle librerie aderenti riceverà una rosa, richiamando la tradizione catalana.

E ancora, “Io vado in libreria”, un invito a condividere letture e consigli direttamente negli spazi dei librai, in un dialogo che mette al centro il rapporto tra chi vende libri e chi li legge. Un gesto semplice, ma significativo, che restituisce alla lettura la sua dimensione più autentica: quella della relazione.

Il calendario è poi arricchito da numerosi incontri con autrici e autori, italiani e internazionali, che porteranno in città storie, riflessioni e punti di vista diversi. Dalla narrativa alla saggistica, passando per la poesia e il racconto civile, il programma riflette la complessità del presente e la volontà di affrontarlo attraverso la pluralità delle voci.

A fare da filo conduttore è proprio l’idea che la lettura possa essere uno strumento per comprendere il mondo. Non a caso, sul sito ufficiale è disponibile una bibliografia dedicata, costruita come una mappa tra attualità, politica, filosofia e letteratura, pensata per offrire chiavi di lettura del presente.

Dopo dieci anni, “Torino che legge” si conferma dunque molto più di una rassegna culturale. È un progetto che prova a mettere in rete energie diverse, a portare i libri fuori dai luoghi tradizionali e a restituire alla lettura un ruolo centrale nella vita della città. In un tempo in cui l’attenzione è frammentata e il dibattito spesso superficiale, l’idea di fermarsi, leggere e capire diventa quasi un atto politico.

E forse è proprio qui il senso più profondo dell’iniziativa: ricordare che i libri non servono solo a raccontare storie, ma anche a interpretare la realtà, costruire consapevolezza e tenere insieme una comunità.

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