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Mafie, come riconoscerle oggi? A Rivarolo arriva uno dei massimi esperti

Incontro in sala consiliare il 21 aprile: un viaggio tra storia, evoluzione e nuove forme del fenomeno mafioso

Mafie, come riconoscerle oggi?

Mafie, come riconoscerle oggi? A Rivarolo arriva uno dei massimi esperti

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Capire le mafie per riconoscerle, analizzarle e contrastarle. È questo il cuore dell’incontro in programma martedì 21 aprile alle ore 18 nella sala consiliare del Municipio, dove il sociologo Rocco Sciarrone presenterà il suo ultimo libro Prima lezione di sociologia delle mafie (Laterza, 2025).

Un appuntamento che chiude il percorso promosso dalla Città di Rivarolo in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, un ciclo di iniziative che nelle ultime settimane ha coinvolto scuole, associazioni e cittadini in momenti di riflessione e testimonianza.

L’incontro con Sciarrone rappresenta il punto di arrivo di un cammino articolato, costruito attraverso linguaggi diversi: dalla memoria diretta, con la testimonianza di chi ha vissuto il dramma della violenza mafiosa, al teatro civile, fino ai laboratori educativi nelle scuole e alle iniziative culturali in biblioteca. Un percorso che ha avuto l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su un tema che riguarda non solo il Sud Italia, ma l’intero Paese.

Al centro della serata ci sarà una domanda tanto semplice quanto complessa: che cos’è davvero la mafia oggi? Un interrogativo che Sciarrone affronterà partendo dall’approccio sociologico, offrendo strumenti utili per comprendere un fenomeno che negli anni ha cambiato forma, adattandosi ai contesti e infiltrandosi in ambiti sempre più ampi.

Non più soltanto organizzazioni radicate in territori specifici, ma sistemi capaci di espandersi, intrecciarsi con l’economia legale e dialogare con diversi livelli istituzionali. Un’evoluzione che rende ancora più difficile riconoscere le mafie e, di conseguenza, contrastarle in modo efficace.

Nel libro, e quindi nell’incontro, il focus si allarga proprio su questi aspetti: dal controllo del territorio alle nuove modalità di espansione, dal ruolo dell’antimafia istituzionale e sociale fino al tema dell’“area grigia”, quella zona di confine in cui interessi economici, politica e criminalità possono sovrapporsi.

Un punto particolarmente delicato, perché riguarda non solo le organizzazioni mafiose in senso stretto, ma anche le relazioni e le complicità che ne permettono la diffusione. Comprendere questi meccanismi significa andare oltre gli stereotipi e affrontare il fenomeno nella sua complessità.

A moderare l’incontro sarà Libera Piemonte, realtà da anni impegnata nella promozione della legalità e nella diffusione della cultura antimafia. La presenza di associazioni e gruppi del territorio — dal Presidio Libera di Cuorgnè agli scout AGESCI, fino all’ANPI — testimonia il carattere condiviso dell’iniziativa, che si inserisce in un impegno più ampio e collettivo.

Rivarolo, negli ultimi anni, ha scelto di investire su percorsi di sensibilizzazione che coinvolgono soprattutto le giovani generazioni. I laboratori nelle scuole e le attività culturali mirano a costruire una consapevolezza diffusa, capace di riconoscere i segnali della presenza mafiosa anche in contesti apparentemente lontani.

In questo senso, l’incontro con Sciarrone rappresenta un’occasione per approfondire e consolidare quanto emerso nelle settimane precedenti. Non solo un momento accademico, ma un’opportunità di confronto aperto, in cui il pubblico potrà interrogarsi e dialogare su un tema che riguarda da vicino la società contemporanea.

L’ingresso è libero, con accesso da via Ivrea 60. Un invito alla partecipazione, ma anche alla riflessione. Perché conoscere le mafie significa, prima di tutto, non sottovalutarle.

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