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03 Aprile 2026 - 09:41
Favria, terra viva: torna la Fiera di Sant’Isidoro
Dettagli evento
Data di inizio 12.04.2026 - 09:00
Data di fine 12.04.2026 - 17:00
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In Canavese, dove il paesaggio agricolo conserva ancora i segni di una storia lunga e stratificata, torna uno degli appuntamenti più identitari per il territorio: la 48ª edizione della Fiera di Sant’Isidoro. A Favria, dal 9 al 12 aprile 2026, la comunità si ritrova attorno a un evento che unisce tradizione e contemporaneità, allevamento e gastronomia, memoria e prospettive future.
Le radici della fiera affondano nell’Ottocento, quando la vita contadina era scandita dai cicli naturali e dalla forza del lavoro umano e animale. Prima ancora dell’attuale confronto tra “reines”, si racconta di spettacolari corse di carri trainati da buoi: mezzi indispensabili per il lavoro nei campi, simbolo concreto di una civiltà agricola fondata su fatica, ingegno e resilienza. In quel contesto ogni animale rappresentava una risorsa essenziale, parte integrante dell’economia familiare e del tessuto sociale.
L’edizione 2026, promossa dal Comune di Favria insieme all’Associazione Agricoltori e alla sezione locale di Coldiretti, si apre venerdì sera con il padiglione gastronomico e una serata dedicata al fritto di pesce, accompagnata da musica. Sabato prosegue nel segno della convivialità, con piatti della tradizione come porchetta e salsiccia, in un clima capace di mettere insieme generazioni diverse.
Il momento centrale resta però la giornata di domenica 12 aprile. A partire dalle 9, la fiera prende forma con l’esposizione di macchine agricole, segno di un settore in evoluzione, e con la mostra zootecnica, cuore storico della manifestazione. Qui sfilano capi selezionati, espressione del lavoro e della competenza degli allevatori del territorio.
Protagonista è la razza Piemontese, eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la qualità della carne. Nota anche come Fassona, dal francese façon, richiama la particolare conformazione muscolare, la cosiddetta “doppia coscia”. Una razza che sintetizza decenni di selezione e rappresenta uno dei punti di forza dell’allevamento regionale.

Accanto ad essa trovano spazio le Valdostane pezzate rosse e nere, animali robusti, perfettamente adattati agli ambienti montani, simbolo di resistenza e capacità di adattamento. E poi la Barà, presenza più rara ma significativa: una razza legata alla biodiversità alpina, oggi a rischio, arrivata in Piemonte dalla Val Pusteria anche attraverso le vicende dei reduci della Prima Guerra Mondiale. Una testimonianza vivente di storia e di connessioni tra territori.
Non mancano i cavalli: da sella, eleganti e dinamici, e da tiro, possenti e instancabili. Due anime diverse, ma complementari, che raccontano il rapporto profondo tra uomo e animale nel lavoro agricolo di ieri e nelle pratiche di oggi.
Nel corso della mattinata si svolge la pesatura dei bovini, passaggio fondamentale per il tradizionale confronto tra reines, valido per la qualificazione al Campionato Regionale. È un momento atteso, in cui si misura concretamente il lavoro degli allevatori. Alle 13:30 prende il via il 26° confronto, tra competizione e tradizione, seguito dal pranzo della fiera, occasione di incontro e condivisione.
La riuscita della manifestazione è il risultato di un impegno collettivo. Un ringraziamento va all’Associazione Agricoltori e alla Coldiretti di Favria, ad Abba Flavio e Golzio Pier Luigi, ai commercianti, ai dipendenti comunali, alla Protezione Civile e a tutti i volontari coinvolti.
Ma la Fiera di Sant’Isidoro non è soltanto un calendario di eventi. È un racconto vivo del territorio e del suo legame con la terra. Racconta un’agricoltura fatta di lavoro quotidiano, di equilibri delicati con il clima, di competenze tramandate nel tempo. Racconta anche una realtà che cambia, che innova, ma che continua a fondarsi su valori solidi.
Gli agricoltori restano figure centrali: presidiano il territorio, mantengono il paesaggio, contribuiscono alla tutela della biodiversità e alla tenuta delle comunità rurali. Il loro lavoro, spesso silenzioso, è alla base di un sistema che riguarda tutti.
Favria conferma così la propria identità di comunità agricola, capace di guardare avanti senza perdere il contatto con le proprie radici. In un contesto in cui i ritmi accelerano, la fiera diventa un momento per riconnettersi con ciò che è essenziale: la terra, il lavoro, la comunità.
In questo senso, l’agricoltura non è soltanto produzione, ma anche cultura e responsabilità. È continuità tra passato e futuro, tra ciò che si eredita e ciò che si costruisce. Ed è proprio in questa continuità che si misura il valore di iniziative come la Fiera di Sant’Isidoro, che ogni anno restituisce al territorio un pezzo della propria identità.
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