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Il sigillo rubato che mette in crisi il Dragone: Marco Forneris presenta il suo nuovo thriller a Ivrea

Venerdì 27 febbraio alla Canottieri Sirio l’autore dialoga con il libraio Davide Gamba su Il Sigillo di Giada, romanzo geopolitico tra Cina, spionaggio internazionale e caccia globale a un simbolo millenario di potere

Il sigillo rubato che mette in crisi il Dragone: Marco Forneris presenta il suo nuovo thriller a Ivrea

Il sigillo rubato che mette in crisi il Dragone: Marco Forneris presenta il suo nuovo thriller a Ivrea

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C’è un sigillo che attraversa i secoli, sopravvive agli imperi e diventa il detonatore di una crisi internazionale. È quello immaginato da Marco Forneris nel suo nuovo romanzo Il Sigillo di Giada, thriller geopolitico ad alta tensione che sarà presentato venerdì 27 febbraio alle ore 18.30 alla Società Canottieri Sirio, in via Lago Sirio 52 a Ivrea. A dialogare con l’autore sarà Davide Gamba, libraio. L’ingresso è gratuito; per i non soci della Canottieri è richiesta la prenotazione telefonando alla libreria al numero 0125 425708.

Con questo quarto libro, pubblicato da Florestano e in uscita in libreria il 15 febbraio, Forneris torna a muoversi nel territorio che conosce meglio: quello in cui storia, tecnologia, intelligence e grandi equilibri geopolitici si intrecciano in un meccanismo narrativo serrato. Al centro della vicenda c’è uno dei luoghi più enigmatici del pianeta: il Mausoleo del Primo Imperatore, Qin Shi Huangdi, nei pressi di Xi’an. Qui, a quaranta metri di profondità sotto una collina artificiale, protetto da pareti di bronzo e — secondo le cronache dello storico Sima Qian — attraversato da fiumi di mercurio che riproducono la rete fluviale della Cina, riposa un simbolo millenario del potere assoluto.

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Quando un gruppo di profanatori, forse legati a Taiwan, riesce nell’impresa impossibile: violare il sepolcro e trafugare il leggendario Sigillo Imperiale, il governo di Pechino entra in stato di allerta. Non si tratta soltanto di un furto archeologico, ma di un colpo al cuore dell’identità nazionale. Il vicepresidente Xu Jingguo, da poco nominato responsabile della sicurezza per i Giochi Olimpici, comprende immediatamente la portata devastante della notizia. Se resa pubblica, potrebbe incrinare l’immagine del Dragone proprio mentre la Cina si prepara a mostrarsi al mondo.

Le indagini vengono attivate nel massimo riserbo. Xu coinvolge pochi uomini fidati della sicurezza nazionale e chiama in causa uno straniero: David Faure. È lui il protagonista della serie firmata da Forneris, un uomo dai molti interessi e dalle frequentazioni internazionali, esperto nel recupero di tesori culturali razziati e in contatto con aziende tecnologiche che potrebbero aver facilitato il furto. Faure sa di non poter rifiutare l’invito del vicepresidente: dietro la richiesta di collaborazione si cela una minaccia implicita, un equilibrio delicato tra collaborazione e coercizione.

Ad affiancarlo, due figure femminili centrali e complesse: la moglie Jacqueline Chamoun, libanese, energica e misteriosa, e Wu Maylin, colonnello del Guóānbù, lo spionaggio estero cinese. Intorno a loro si muove una rete di sospetti, doppi giochi e tensioni politiche che amplificano la portata del conflitto. Faure deve riattivare vecchi contatti, come Dominic Seaward, esperto d’arte rubata, e Christopher de Luna, presidente della casa d’aste Morris & Jenkins.

La caccia al sigillo si trasforma così in un inseguimento globale: da Xi’an al Fujian, da Hong Kong a Taiwan, poi Delhi, Tel Aviv, Londra e perfino un luogo segreto nel deserto del Nevada. Un percorso che attraversa culture, sistemi di potere e interessi economici, fino a ricondurre tutto a Pechino, dove le verità nascoste chiedono il conto.

Il Sigillo di Giada non è soltanto un romanzo d’azione. È un’indagine sull’identità, sulla memoria e sul valore simbolico degli oggetti che rappresentano il potere. La cultura millenaria della Cina si scontra con le trame del presente, in uno scenario in cui il passato diventa arma politica e la tecnologia un acceleratore di conflitti.

Il percorso letterario di Marco Forneris conferma una coerenza tematica e stilistica. Laureato in informatica a Torino, ha iniziato la sua carriera nella storica Olivetti, per poi diventare Chief Information Officer in alcune tra le più importanti aziende italiane: Il Sole 24 Ore, Assicurazioni Generali, Gucci, FIAT e Telecom Italia. Un profilo manageriale di alto livello che si riflette nella precisione tecnica e nella credibilità delle sue trame.

Nel 2016 ha pubblicato Il nodo di seta, con la prefazione di Evgenij Kaspersky; nel 2019 L’Oro di Baghdad, spy story ambientata in Medio Oriente e introdotta dal giornalista e scrittore Alberto Negri; nel 2022 Ritratto di Fanciulla, terzo capitolo delle indagini di David Faure. Parallelamente all’attività narrativa, Forneris si occupa di M&A e Business Development per aziende di Information Technology, Private Equity e banche d’affari.

Con questo nuovo romanzo, l’autore amplia ulteriormente l’orizzonte internazionale della sua saga, dimostrando come il thriller possa diventare uno strumento per leggere le dinamiche del nostro tempo.

L’appuntamento alla Canottieri Sirio si preannuncia come un’occasione preziosa per entrare nei retroscena del libro, scoprire come nasce un intreccio così articolato e dialogare direttamente con uno scrittore che unisce competenze tecnologiche, esperienza manageriale e passione narrativa. Un viaggio tra imperatori, spie e poteri globali che parte da Ivrea e guarda al mondo.

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