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19 Febbraio 2026 - 10:39
Progettare nel cuore UNESCO di Ivrea: due giorni per ripensare tutela e trasformazione
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Data di inizio 27.02.2026 - 00:00
Data di fine 28.02.2026 - 00:00
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Ivrea torna a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal suo passato più riconosciuto: quello che l’ha portata a entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come “Città industriale del XX secolo”. Il 27 e 28 febbraio 2026, al Polo Formativo Universitario Officine H di via Montenavale, si terrà il corso “Progettare in un sito UNESCO. Valori | Attori | Azioni”, promosso dalla Città di Ivrea in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Torino e sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso i fondi previsti dalla Legge 20 febbraio 2006, n. 77.
Due mezze giornate – venerdì 27 febbraio dalle 14.30 alle 18.30 e sabato 28 febbraio dalle 9.30 alle 13.30 – dedicate a un tema che riguarda non soltanto gli addetti ai lavori, ma l’intera comunità: cosa significa progettare, trasformare, intervenire in un sito riconosciuto dall’UNESCO?
Il corso, gratuito e aperto anche al pubblico, si rivolge a committenti, professionisti, studiosi, accademici e ricercatori, con l’obiettivo di mettere in dialogo competenze e sensibilità diverse. Per gli architetti iscritti all’Ordine sono previsti crediti formativi, ma l’impostazione dell’iniziativa guarda oltre la dimensione strettamente tecnica, proponendo un confronto culturale ampio sul rapporto tra tutela e trasformazione.
Progettare in un sito UNESCO non significa soltanto muoversi tra vincoli e prescrizioni. Significa confrontarsi con un contesto ad alta densità simbolica, in cui il peso dei soggetti coinvolti – istituzioni, progettisti, proprietà, comunità locali – incide in modo decisivo sulle possibilità e sulla qualità dell’intervento architettonico. Il riconoscimento internazionale non è soltanto un marchio, ma una responsabilità che chiama in causa scelte, linguaggi, visioni.
Il pomeriggio del 27 febbraio sarà dedicato ad alcuni casi nazionali emblematici – Napoli, Venezia, Torino – analizzati per comprendere quali elementi entrano in gioco quando si interviene in un contesto tutelato e quale ruolo possa assumere il progetto nell’affermazione, nella ridefinizione o persino nella creazione di nuovi valori. Esperienze diverse, accomunate dalla necessità di trovare un equilibrio tra conservazione e innovazione, tra memoria e futuro.
La mattinata del 28 febbraio sarà invece interamente dedicata a Ivrea. Il sito eporediese rappresenta un caso particolare nel panorama italiano per la natura del suo “eccezionale valore universale”: non un centro storico medievale o un monumento isolato, ma un impianto urbano moderno, frutto di una visione industriale e sociale che ha segnato il Novecento. Proprio questa specificità rende il confronto ancora più attuale.
Quali strumenti di tutela vengono applicati a un patrimonio industriale del XX secolo? In che modo il riconoscimento UNESCO può diventare leva per una trasformazione urbana consapevole? E come si concilia la necessità di conservare con quella di rendere vivi, abitati e produttivi gli spazi della città? Sono domande che toccano da vicino Ivrea e che chiamano in causa scelte concrete sul destino di interi comparti urbani.
I relatori – committenti, professionisti, docenti universitari e giovani ricercatori – compongono una comunità ampia e plurale, specchio dell’interesse crescente verso i siti UNESCO e delle diverse letture che questi luoghi sollecitano. L’approccio è dichiaratamente multidisciplinare: il progetto architettonico non viene isolato, ma inserito in una rete di relazioni che comprende aspetti normativi, culturali, sociali ed economici.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di studio propedeutico al piano strategico di conservazione del sito UNESCO di Ivrea. Un lavoro che guarda al patrimonio non come a un oggetto immobile, ma come a un terreno di ricerca e sperimentazione continua, dove esperienza e confronto possono trovare una sintesi operativa utile alla gestione del sito.
Per Ivrea, città che ha costruito la propria identità sull’innovazione industriale e culturale, riflettere su come progettare nel perimetro UNESCO significa, in fondo, tornare a discutere del proprio modello di sviluppo. Tra tutela e trasformazione, tra memoria e nuove funzioni, la sfida è aperta. E passa anche da qui, da due giornate di studio che mettono al centro non solo le regole, ma il senso stesso del progetto.
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