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Riarmo record e tagli al welfare: a Chivasso il dibattito sul futuro dell’Europa

Venerdì 16 gennaio incontro pubblico nella Sala consiliare sul riarmo globale e le sue conseguenze sociali

Riarmo record e tagli al welfare: a Chivasso il dibattito sul futuro dell’Europa

Riarmo record e tagli al welfare: a Chivasso il dibattito sul futuro dell’Europa

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L’appuntamento è fissato: venerdì 16 gennaio 2025, alle ore 21, nella Sala consiliare di Chivasso, in piazza Generale Dalla Chiesa 5. Al centro dell’incontro pubblico c’è una domanda che pesa come un macigno: il nostro futuro è una guerra permanente?

Negli ultimi anni la corsa globale al riarmo ha assunto dimensioni senza precedenti. La guerra in Ucraina e il massacro in Gaza stanno accelerando un processo che va ben oltre l’emergenza bellica. Nel solo 2024, i ricavi dei produttori di armamenti hanno superato i 580 miliardi di euro, mentre in Europa gli investimenti nel settore sono cresciuti di oltre il 40% rispetto al 2023. A completare il quadro, la Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen ha recentemente varato un nuovo piano di riarmo da 800 miliardi di euro.

Una scelta politica ed economica che ha un prezzo preciso. Risorse enormi che, inevitabilmente, vengono sottratte a sanità, istruzione, case popolari, trasporto pubblico e più in generale agli investimenti sociali. La domanda non è astratta né ideologica: chi pagherà il conto di questa militarizzazione dell’economia europea? E soprattutto, è davvero questo il modello di futuro che vogliamo costruire?

A discuterne pubblicamente a Chivasso saranno Fabrizio Bianchi, dell’Unione Scienziati per il Disarmo, Andrea John Dejanaz, presidente di “Giustizia Climatica Ora”, e Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Regione Piemonte. A moderare l’incontro sarà Renato Marchetti, del Circolo Sinistra Italiana del Chivassese.

L’iniziativa, dal titolo “La bomba nel nostro giardino”, nasce con l’obiettivo di riportare il dibattito sul terreno delle scelte concrete: più armi o più diritti, più spesa militare o più welfare, più guerra o più futuro. Un confronto pubblico aperto, promosso a livello locale, ma con uno sguardo lucido su dinamiche globali che stanno già incidendo sulla vita quotidiana delle comunità.

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