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21 Aprile 2026 - 10:41
25 Aprile a Lace, la memoria torna nei luoghi della Resistenza
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Data di inizio 25.04.2026 - 00:00
Data di fine 25.04.2026 - 00:00
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DONATO – A Lace il 25 Aprile non è mai solo una celebrazione, ma un ritorno nei luoghi dove la storia della Resistenza si è consumata in modo drammatico. Qui, nella frazione di Donato sulla Serra d’Ivrea, al confine tra Biellese e Canavese, sabato 25 aprile 2026 si terrà l’81° anniversario della Liberazione, un appuntamento che da decenni rappresenta uno dei momenti più partecipati e significativi della memoria partigiana del territorio.
Il programma della giornata prenderà il via alle ore 10 con il ritrovo presso il ristorante La Campagnola, per poi proseguire con la deposizione dei fiori alla Cascina, che durante la guerra fu sede del distaccamento partigiano, e al cippo dedicato al comando della VII Divisione Garibaldi. Interverranno il sindaco di Donato, il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, la consigliera della Città metropolitana di Torino Sonia Cambursano, insieme ai rappresentanti dell’ANPI di Ivrea, del Basso Canavese e della Valle Elvo e Serra. Atteso anche il contributo della costituzionalista Alessandra Algostino, docente dell’Università di Torino, oltre agli interventi del Coordinamento Biellese Antifascista e di associazioni impegnate sui temi della pace e della solidarietà internazionale. La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda musicale di Donato e dal Coro Bajolese, prima del tradizionale pranzo condiviso nell’area monumentale e delle iniziative pomeridiane con musica e canti della Resistenza. Nel pomeriggio, alle 15.30, è previsto anche il collegamento ideale con Ivrea, dove si svolgerà una celebrazione cittadina più ampia.
Ma è il luogo stesso a dare il senso profondo della giornata. Lace, oggi area monumentale immersa nei boschi della Serra, fu durante la guerra uno snodo strategico della lotta partigiana. Qui aveva sede il comando della VII Divisione Garibaldi “Piemonte” e della 76ª Brigata “Togni”, formazioni attive tra Biellese, Canavese e Valle d’Aosta, in un’area fondamentale per i collegamenti tra le vallate e per l’organizzazione della guerriglia.
Nella notte tra il 29 e il 30 gennaio 1945, a pochi mesi dalla Liberazione, questo presidio venne colpito da un attacco nazifascista improvviso e violento, probabilmente reso possibile da una delazione che rivelò la posizione del comando. L’azione portò alla cattura quasi totale dei dirigenti partigiani: un colpo durissimo per la Resistenza locale. Alcuni combattenti furono uccisi durante l’assalto, altri vennero trasferiti e nei giorni successivi fucilati o impiccati in diverse località del territorio, tra Ivrea, Cuorgnè e altri centri del Canavese.
Tra i nomi che ancora oggi vengono ricordati durante le commemorazioni figurano quelli di Walter Fillak, comandante della Divisione Garibaldi, e di Ugo Macchieraldo, poi insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare, insieme ad altri partigiani catturati e uccisi in quei giorni. I loro nomi sono incisi nel monumento di Lace e in altri luoghi della memoria, a testimonianza di un episodio passato alla storia come la “notte di Lace”, uno dei più gravi rovesci subiti dalle formazioni partigiane piemontesi.
Dopo la guerra, proprio questo luogo è stato trasformato in uno spazio commemorativo permanente: il cippo, il cosiddetto “sacro masso” con i nomi dei caduti e l’area monumentale sono diventati nel tempo un punto di riferimento non solo per Donato, ma per un territorio più ampio che ogni anno si ritrova qui per ricordare. Accanto alla commemorazione del 25 Aprile, infatti, Lace è al centro anche delle iniziative del 29 gennaio, anniversario dell’eccidio, con cerimonie, fiaccolate e momenti pubblici che tengono viva la memoria.
È in questa continuità che si inserisce la celebrazione del 2026: un appuntamento che unisce memoria storica e riflessione contemporanea. Non a caso, accanto al ricordo della Resistenza, trovano spazio interventi e temi legati all’attualità internazionale, al rifiuto della guerra, al disarmo e alla difesa dei principi costituzionali. Lace diventa così non solo un luogo del passato, ma uno spazio civile e politico vivo, dove la memoria si intreccia con le sfide del presente.
Celebrare il 25 Aprile qui significa dunque riportare la storia nei luoghi in cui è accaduta, ma anche riconoscere che quella storia continua a parlare. In un tempo segnato da nuovi conflitti e tensioni, il messaggio che arriva da questo piccolo angolo della Serra d’Ivrea resta quello di una memoria che non si limita al ricordo, ma si traduce in responsabilità collettiva e impegno quotidiano.

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