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“S.O.S. Gaza”, anche Willie Peyote al concerto solidale di Piero Pelù a sostegno della popolazione palestinese

Il 20 giugno all’Anfiteatro delle Cascine la seconda edizione dell’evento a sostegno di Medici Senza Frontiere: nuova lineup e un impegno che unisce musica e intervento umanitario

“S.O.S. Gaza”, anche Willie Peyote al concerto solidale di Piero Pelù a sostegno della popolazione palestinese

“S.O.S. Gaza”, anche Willie Peyote al concerto solidale di Piero Pelù a sostegno della popolazione palestinese

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Dopo il successo della prima edizione, che aveva trasformato una serata di musica in un gesto concreto di solidarietà raccogliendo 83.000 euro destinati a Medici Senza Frontiere per le attività in Palestina, Firenze si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento che si muove nella stessa direzione. Il 20 giugno 2026, all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale, torna “S.O.S. Palestina 2”, il concerto ideato da Piero Pelù che riunisce artisti, pubblico e operatori culturali attorno a una causa umanitaria che continua a interrogare coscienze e responsabilità.

Non si tratta semplicemente della replica di un evento riuscito, ma della sua naturale prosecuzione, in un contesto internazionale che resta segnato da tensioni profonde e da una crisi umanitaria sempre più complessa. La scelta di riproporre l’iniziativa nasce proprio da questa consapevolezza: la necessità di mantenere alta l’attenzione e di tradurre la partecipazione emotiva in un sostegno concreto, capace di incidere, anche se in misura limitata, sulla vita delle persone coinvolte.

Il cartellone della seconda edizione si amplia e si arricchisce, mantenendo però la stessa coerenza di fondo. Ai nomi già annunciati di Enzo Iacchetti, Tre Allegri Ragazzi Morti e Willie Peyote si aggiungono i Fast Animals and Slow Kids, tra le band più rappresentative della scena alternative italiana, Moni Ovadia, figura storica del teatro civile e della riflessione culturale, Laika, street artist romana nota per i suoi interventi legati ai temi sociali, e Giancane, cantautore capace di raccontare con tono diretto e disincantato il presente. Linguaggi diversi, percorsi differenti, pubblici lontani tra loro, che trovano un punto di incontro nella scelta di aderire all’invito senza compenso, contribuendo a costruire un evento che mette al centro il significato della partecipazione.

L’iniziativa mantiene come obiettivo principale il sostegno a Medici Senza Frontiere, organizzazione medico-umanitaria fondata nel 1971 e attiva oggi in oltre settanta Paesi. In Palestina, MSF opera da anni in condizioni estremamente difficili, garantendo cure mediche a una popolazione che vive tra conflitto, limitazioni negli spostamenti e carenze strutturali nel sistema sanitario. Il ricavato del concerto, al netto delle spese organizzative, sarà interamente devoluto a queste attività, rinnovando un impegno che non si esaurisce nel gesto simbolico, ma cerca una ricaduta concreta.

Alla base del progetto c’è ancora una volta la volontà di Piero Pelù di utilizzare la musica come strumento di intervento civile. Le sue parole accompagnano l’iniziativa con una presa di posizione netta, che interpreta il concerto come una forma possibile di risposta, un modo per sostenere chi, ogni giorno, lavora in contesti segnati dalla violenza e dall’emergenza. Non una soluzione, ma un contributo, un tentativo di non restare in silenzio.

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Il ritorno all’Anfiteatro delle Cascine richiama inevitabilmente le immagini della prima edizione, quando sul palco si alternarono numerosi artisti della scena italiana in una serata partecipata, capace di tenere insieme musica e consapevolezza. Quell’esperienza ha lasciato una traccia evidente, dimostrando che esiste ancora uno spazio in cui la dimensione culturale può dialogare con quella sociale senza risultare retorica, ma mantenendo una sua autenticità.

Anche quest’anno l’organizzazione si avvale del contributo di una rete ampia e articolata: dalla grafica curata da Zerocalcare, al supporto di realtà come Controradio, Doc Servizi, la Fondazione Accademia dei Perseveranti e il Teatrodante Carlo Monni, fino ai team di produzione, management e comunicazione che rendono possibile la realizzazione dell’evento. Un lavoro collettivo che si muove dietro le quinte e che contribuisce a dare forma a un progetto complesso.

I biglietti sono disponibili sui circuiti ufficiali e rappresentano, oltre alla possibilità di assistere al concerto, una modalità diretta di partecipazione alla raccolta fondi. Anche chi non potrà essere presente a Firenze potrà contribuire, sostenendo un’iniziativa che prova a trasformare l’attenzione in azione.

“S.O.S. Palestina 2” si inserisce così in una linea di continuità che non riguarda solo la musica, ma il modo in cui essa può essere utilizzata. In un contesto in cui le crisi rischiano di diventare una presenza costante e distante, eventi come questo tentano di ridurre quella distanza, offrendo uno spazio in cui la partecipazione non si esaurisce nell’ascolto, ma si traduce in un gesto concreto, condiviso e consapevole.

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