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27 Febbraio 2026 - 14:32
Segreti e ombre sulla collina torinese: Lorenza Faccioli torna in libreria con un nuovo giallo
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Data di inizio 02.03.2026 - 00:00
Data di fine 03.03.2026 - 00:00
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C’è un fascino sottile e persistente che aleggia tra i vialetti ombrosi della collina torinese, tra chiesette appartate, cimiteri silenziosi e racconti di famiglia che attraversano le generazioni. È proprio da queste suggestioni che prende vita “Segreti sepolti sulla collina torinese”, il nuovo romanzo di Lorenza Faccioli, pubblicato da Baima & Ronchetti Editore. Un giallo intenso, radicato nel territorio, che intreccia memoria e immaginazione in una trama densa di mistero.
L’autrice incontrerà i lettori lunedì 2 marzo 2026 alle ore 18 alla cartoleria-libreria Artecnica di Castiglione Torinese (via Torino 186) per un firmacopie accompagnato da un piccolo rinfresco. Il giorno successivo, martedì 3 marzo 2026 alle 17.30, il romanzo sarà presentato alla Piola Libreria di Catia (via Bibiana 31, Torino), in un appuntamento dedicato agli appassionati del genere e a chi ama ritrovare nei libri i luoghi della propria terra.

La passione per la lettura accompagna Lorenza Faccioli fin dall’infanzia. «Il piacere di leggere l’ho ereditato dai miei genitori. A casa mia la lettura era una cosa importantissima, anche se mamma e papà amavano generi diversi», racconta. Un ricordo vivido la riporta ai pomeriggi trascorsi a sfogliare fumetti: «Da piccola guardavo i giornalini di Topolino e non vedevo l’ora di poter comprendere le parole scritte, non solo le illustrazioni. Quando ho imparato a leggere ero felicissima».
Se l’amore per i libri nasce presto, quello per la scrittura arriva più tardi, quasi in punta di piedi. Laureata in Amministrazione Aziendale all’Università di Torino e oggi impegnata nella logistica commerciale di una multinazionale produttrice di veicoli industriali, Faccioli scopre la narrativa a cinquant’anni. «La scrittura è una passione tardiva. Prima del 2016, quando ho pubblicato il mio primo romanzo, non avevo mai scritto nulla», spiega.
All’origine di questa svolta c’è un momento doloroso: «A fine 2013 è mancato mio papà, la prima grande perdita della mia vita. Ho faticato a metabolizzarla. Il mio pensiero era sempre lì, a lui e ai nostri ricordi insieme. Forse è stato proprio questo a scatenare qualcosa dentro di me. Per superare quel momento delicato ho deciso di far correre la fantasia e iniziare a scrivere».
Da allora non si è più fermata. Scrive di notte, nei fine settimana, nei ritagli di tempo sottratti a un lavoro impegnativo. «È una fatica, perché per me resta un hobby. Ma è una fatica ampiamente compensata dalla gioia che provo. Quando scrivo mi immedesimo nei personaggi, mi isolo da tutto e sono dentro la storia. È un grande divertimento». E aggiunge con entusiasmo: «È un piacere vedere il risultato stampato su carta. E adoro il rapporto con le persone durante le presentazioni e i firmacopie».
“Segreti sepolti sulla collina torinese” ha una dedica speciale: ai suoceri dell’autrice. L’idea nasce in modo quasi improvviso, durante una visita alla chiesetta di San Sebastiano a Pecetto, paese d’origine della famiglia paterna del marito. «I racconti di mio suocero e di mio marito su quel luogo mi avevano coinvolta molto. Quando sono andata a visitarlo ne sono rimasta affascinata», ricorda.
Un dettaglio accende definitivamente l’immaginazione: «La chiesa è quasi sul muro perimetrale del cimitero. Da amante dei gialli, questa vicinanza mi ha incuriosita ancora di più». Passeggiando tra le tombe, nota un cognome familiare ripetersi. «Ho visto diverse lapidi con il nome della famiglia di mio marito. Dal momento che mio suocero e i suoi congiunti hanno avuto una vita molto avventurosa, mi sono detta: perché non metterla su carta, romanzandola un po’? Così ho unito un po’ di vero e un po’ di fantasia e ho creato questo libro, rigorosamente giallo».
La protagonista del romanzo è Federica Giraudo, giovane donna che lavora nello studio di costruzioni del padre e conduce una vita apparentemente serena, fino a quando una serie di eventi inspiegabili incrina le sue certezze. Misteri, segreti e ombre del passato emergono lentamente, trascinando il lettore in un crescendo di tensione.
«Di me in Federica c’è poco», precisa Lorenza Faccioli. «Col tempo ho imparato a cercare di staccarmi dai miei personaggi, anche se credo che non si riesca mai del tutto. Il mio modo di vedere e vivere le cose traspare inevitabilmente». Tuttavia un punto di contatto esiste: «Federica è una ragazza forte, determinata, ma con una profonda sensibilità. In questo sì, mi assomiglia». Nel romanzo non mancano figure femminili più ambigue: «Ci sono anche alcune donne “cattivelle”. Spero di non riconoscermi in loro», aggiunge con ironia.
Torino e il Piemonte non sono soltanto uno sfondo narrativo, ma un elemento identitario forte. «Ho un legame profondo con Torino, è la mia città, anche se ci ho vissuto solo due anni. Sono innamorata della capitale sabauda e del Piemonte», afferma. E allarga lo sguardo: «In generale adoro la nostra bellissima Italia, che a volte bistrattiamo un po’ troppo. Ci vorrebbe più sano campanilismo».
Il giallo è la sua cifra stilistica, una passione che affonda le radici nell’infanzia. «L’amore per il giallo è viscerale e mi accompagna da sempre. Quando andavo a comprare libri con mio papà, mi doveva fermare: avrei comprato tutti i gialli per ragazzi sugli scaffali». Anche al cinema le sue preferenze sono chiare: «Un tempo amavo anche i film più pulp e truculenti, ora preferisco i thriller».
E sul futuro letterario non ha dubbi: «Non scriverò mai un libro romantico. Non li ho mai letti e non mi piacciono. Il noir invece mi intriga, con le sue tinte cupe. Potrei cimentarmi con quel genere. Di sicuro non sono nelle mie corde i libri storici o di guerra: posso inserire qualche riferimento, ma lascio la storia a chi la conosce davvero».
Con “Segreti sepolti sulla collina torinese”, Lorenza Faccioli torna dunque a esplorare i territori dell’anima e quelli, concreti e suggestivi, della sua terra. Un romanzo che invita il lettore a guardare oltre la superficie delle cose, perché sotto ogni collina – reale o simbolica – possono celarsi segreti pronti a riaffiorare.


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