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CIRIÈ. A Ciriè per “Il faro di Mussolini” l’ex governatore del Putland…

Sabato 16 dicembre il Gruppo Centrodestra-Insieme per la città ha regalato alla biblioteca civica di Ciriè la nuova edizione del libro “Il faro di Mussolini” edita da Eclettica.

Alla consegna hanno presenziato l’autore del libro Alberto Alpozzi e l’ex-governatore somalo del Puntland Abdulkadir Mohamed. In rappresentanza dell’amministrazione comunale oltre, al capogruppo D’Agostino, la consigliera delegata alla Cultura Domenica Calza e il presidente del consiglio comunale Guido Bili. “Avevo già conosciuto il Governatore Abdulkadir quando nel 2015 partecipai all’incontro tra lui e il Sindaco di Torino, Piero Fassino, organizzato dal Consigliere Maurizio Marrone – racconta D’Agostinoe quando ho saputo che sarebbe tornato in Italia ho proposto ad Alpozzi di fare un salto a Cirieè per rinsaldare il legame con la cittadinanza dopo la presentazione della prima edizione. La speranza è quella di riuscire a organizzare una nuova presentazione del libro per approfondire ancora meglio la storia che unisce la Somalia all’Italia, un legame che da noi è poco studiato ma che invece è ancora sentito laggiù indipendentemente dai giudizi storici”. Al termine della consegna del libro, autografato dai due ospiti,  il gruppo si è recato al cimitero di Mathi, presso la tomba del Capitano Alessandro Gatti, morto proprio a Guardafui nel 1926  durante la difesa del faro in cui il capitano si distinse per la sua audacia al punto da essere onorato anche dai suoi avversari, oltre che ricordato dai cittadini di Mathi che, al capitano, hanno intitolato anche una delle vie principali. “Vedere l’erede di una famiglia che si è sempre opposta agli italiani  rendere omaggio a un avversario degno di rispetto mi ha fatto capire quanto ci sia da imparare dal pragmatismo e dal senso dell’onore dei somali – conclude D’Agostinoc’è una parte della nostra Storia che è completamente da  riscoprire e che, in realtà, è una storia comune di popoli e nazioni che meriterebbe non solo di essere raccontata ma persino celebrata. Il merito della nuova edizione del libro di Alpozzi è proprio quello di aver riaperto una finestra su un capitolo del nostro passato che è scomodo solo per chi, di quel passato, ha qualcosa da nascondere”.

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