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15 Ottobre 2022 - 01:08
“Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima”, scrisse un tempo Victor Hugo. Anime ferite quelle di Potty e Ottavia, i due meticci rimasti orfani della loro padrona, Giuseppina Arena, la chivassese uccisa lo scorso 12 ottobre con tre colpi di pistola in volto. Giusy, come la chiamavano tutti coloro che la conoscevano, era una donna tormentata dal passato, che in sella alla sua bicicletta era solita cantare a gran voce il suo dramma esistenziale, come se quel canto potesse riempirle l’anima fino al turbamento, tanto da provocarle al contempo gioia e sofferenza; parole che prendevano corpo in versi narranti di un ‘io’ confuso, ma desideroso di condividere in qualche modo il proprio tormento. Forse pochi, o addirittura nessuno conosce la verità di ciò che la affliggeva, ma una cosa è certa: Giusy era una donna che nutriva un amore profondo e incondizionato verso gli animali. Era solita prendersi cura dei suoi due cagnolini, nutrire gatti randagi e salvare animali feriti, come fece quella volta che – racconta una vicina – arrivò persino a raccogliere da terra una pantegana ferita e corse dal veterinario per farla curare. Ora Potty e Ottavia sono rimasti soli e sono stati portati al canile municipale di Chivasso, insieme agli altri quattro gatti che Giusy teneva in casa. Potty, impaurito, durante la notte di mercoledì scorso, era persino sfuggito ai carabinieri per inoltrarsi tra i vicoli che costeggiano gli edifici della Coppina. I vicini si erano messi a cercarlo fino al giorno seguente quando, udito un guaito innanzi alla casa di Giusy, l’hanno ritrovato nel mentre cercava di aprire con le zampine la porta dell’abitazione. “Affamato e impaurito – ha raccontato una vicina - l’ho preso e poi ho chiamato i carabinieri che hanno avvertito i veterinari”. Potty, Ottavia e altri quattro gatti sono stati affidati alle cure dei volontari dell'A.Pa.Chi., associazione che gestisce il canile di Chivasso. Ora possiamo solo immaginare Potty, Ottavia e i quattro gatti mentre abbaiano e miagolano smarriti e affranti, privati della loro fedele padrona, così lontani dalle sue carezze. Potty e Ottavia verranno messi accanto ad altri cani, la maggior parte dei quali, arrivati al canile, inizialmente erano persino privi di un nome, mentre loro, invece, un nome l’hanno sempre avuto. Sentito in merito, Daniele Perazzolo, il responsabile della struttura, ha rassicurato sul fatto che “in questo momento i due cani si trovano a Settimo Torinese, nell’ambulatorio veterinario del dottor Centurelli, per essere visitati e per i dovuti accertamenti, come previsto dalla legge, poi ritorneranno in canile e appena possibile – ha concluso Perazzolo – verranno adottati”. Il responsabile ha fatto inoltre sapere che, rispetto a quanto di norma accade con gli altri cani e gatti ‘anziani’ presenti in canile “i nuovi ospiti non avranno problemi con l’adozione in quanto l’impatto mediatico suscitato dal caso ha avuto una risonanza positiva”. Perazzolo ha poi concluso: “Abbiamo già ricevuto diverse richieste sia per i cani sia per i gatti”. Una dichiarazione che, seppur di lieve consolazione, in qualche modo riesce a rasserenare i nostri animi, provati dalla vicenda. Per tutto il resto confidiamo nella giustizia e non ci resta che attendere fiduciosi il risultato delle indagini condotte dagli inquirenti.
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