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BALME. Gianni Castagneri si racconta…

Gianni Castagneri è sicuramente una delle personalità più illuminate di tutte le Valli di Lanzo. Figura poliedrica, altruista, sempre con il sorriso sincero e l’espressione curiosa di chi guarda il mondo che gli sta attorno con assoluta poesia. È un innovatore, un precursore dei tempi.

Lo sapeva molto bene già nel 1999, quando diventa sindaco per la prima volta di Balme, Comune alla testata della val d’Ala. In quel momento in paese non c’era un ristorante aperto, tutto sembrava perduto. Eppure le sue visioni, da molti viste con ironia, hanno riportato a quasi vent’anni di distanza, un nuovo assetto. In paese ci sono un albergo, una struttura turistica escursionistica, un ristorante e una pizzeria (senza considerare le attività estive del Pian della Mussa).

Un basso profilo. “A Ceres dopo le scuole medie ho frequentato la Scuola Alberghiera. All’epoca c’era, poi fu tolta”, ci racconta.

Peccato”, dice con rammarico. Per tutti gli anni ‘90 lavora come cameriere al Grand Hotel Ala di Stura, poi viene assunto allo stabilimento dell’acqua Pian della Mussa. “Nel 2005 faccio il salto e mi metto in proprio: con alcuni soci rilevo il Camussot  – lo storico e glorioso albergo di Balme – per riportarlo all’antico splendore, ma dopo un anno decido di cambiare di nuovo”. Prende così in gestione la Trattoria Alpina di Pian della Mussa, aperta solo nel periodo estivo, da giugno a settembre. “Una stagione lunghissima, quella estiva, senza mai un giorno di riposo e con grande intensità”.

Nel resto dell’anno un periodo scadenzato con ritmi diversi: “D’inverno scrivo (è una delle firme de Il Risveglio, ndr). Ma scrivo anche libri”. Fino ad oggi ne ha pubblicati cinque. Il primo (Lassù sotto la luna) parla di montagna e di vita agropastorale, raccontando anche l’attività della sua famiglia.

Il secondo (Presto io parto) illustrando il rapporto del suo paese – Balme – con le guerre degli ultimi tre secoli. Il terzo (Balme. Storia sociale di una comunità) parla dei 400 anni di indipendenza del suo comune. Il quarto (L’acqua contesa) sull’acquedotto di Pian della Mussa. Il quinto (Le radici del sapore) analizza e scopre le identità alimentari delle Valli. In futuro chissà. Forse una guida turistica, per far conoscere questo angolo di paradiso stretto tra le alpi Graie. Forse è proprio l’attività di ricerca e di scrittura di Gianni Castagneri a colpire maggiormente. L’amore per il suo paese è smisurato. Nel 2002, grazie alla sinergia con Giorgio Inaudi, crea il “Museo delle Guide Alpine”, un vero e proprio tesoro di antropologia e sociologia della montagna, con reperti e oggetti che testimoniano il grande passato di Balme nella storia dell’alpinismo. “Qui tutto è iniziato e nato, l’alpinismo, lo sci: un patrimonio che non doveva rimanere nascosto”.

E poi il suo impegno politico. Dal 1990 è consigliere comunale. Quasi sempre in maggioranza. Due mandati da sindaco. Oggi è assessore in giunta e assessore nell’Unione Montana Valli di Lanzo, dove ha la delega per l’agricoltura e il franco-provenzale, altra sua grande passione. Con un unico rammarico: “non aver mai parlato “a nostra moda” in casa con mia figlia Gaia, che oggi ha 14 anni, così che oggi lei non lo parla”. Un anno fa è stato il primo promotore della politica “no eliski” del suo comune. È stato nuovamente deriso, come nel 1999. Oggi non ha rimpianti: “analizzare questo inverno è difficile, perché ha fatto troppo freddo ed è stato troppo nevoso, ma è una iniziativa che sta portando buoni risultati, non mi sono affatto pentito”.

Saluta però con molto entusiasmo la nuova seggiovia inaugurata ad Ala: “quella è la vocazione del comune nostro vicino e sono molto contento, soprattutto perché non ha deturpato nulla”. Tassello importante, quello sottolineato da Castagneri. Che potrebbe essere la chiave del successo futuro: l’integrità e la valorizzazione del paesaggio.

Gianni Castagneri proprio in questi ultimi giorni ha compiuto 49 anni. “I miei genitori mi raccontano che quello di inizio 1969 fu un inverno con poca neve”.

L’impegno politico non lo stanca. Tra un anno le elezioni: “Sono in Comune da tanti anni, mi piacerebbe lasciare il testimone a qualche giovane, ma chi c’è?”. La risposta è presto detta. I residenti effettivi, su 120 registrati all’anagrafe, sono circa 70. Con un’età media non giovanissima, per usare un eufemismo. Eppure, in tutto questo gran parlare di fusione tra comuni confinanti, la risposta è perentoria: “Sono assolutamente contrario. Mi proponessero di unire Balme agli altri Comuni della valle direi di no”. E spiega: “Sono specchietti per le allodole, le soluzioni arrivano da altre frontiere, come la sburocratizzazione dei poteri e delle prerogative date ai comuni. Sogno uno sviluppo del paese diverso, non mi faccio abbagliare da qualche soldo in più che mi viene erogato accettando una fusione”.  Il sogno di Castagneri per la sua Balme è visionario quanto utopistico: “Vorrei veder nascere nuove attività lavorative, creare un futuro, assistere a un ritorno delle famiglie a Balme, farle crescere”.

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