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SETTIMO TORINESE Lucchetto e sigilli alla tettoia delle mucche del Rio Freidano/Video

Anna Maria Gilardi, proprietaria della Cascina Bellotto Anna Maria Gilardi, proprietaria della Cascina Bellotto
“Sono consapevole dei miei errori, ma non mi dicano di portare via le mucche. Il Comune mi dia la possibilità di costruire la tettoia affinché il mio bestiame possa nutrirsi ed essere al coperto”. Lo ha detto la signora Anna Maria Gilardi, 77 anni e titolare della Cascina Bellotto a Settimo Torinese. Martedì 29 marzo il Comune ha posto i sigilli alla tettoia abusiva costruita nel 2009. “Mi sono accorta che un lucchetto dei sigilli non era stato chiuso e allora ho pensato di far entrare le mucche sotto la tettoia”. Per questa ragione venerdì 1 aprile gli agenti della Municipale e tecnici del settore Patrimonio del Comune si sono recati in via Re di Puglia per apporre nuovamente sigilli e catene alla copertura abusiva. La vicenda ormai va avanti da oltre dieci anni. “L’ordinanza di sgombero della tettoia abusiva è il passaggio finale – fa sapere il Comune di Settimo – obbligatorio per legge, di una vicenda che nasce da un abuso edilizio e che in tutti i gradi di giudizio ha visto il Tar dare torto ai proprietari”. La Cascina Bellotto è antica e la sua storia è centenaria. Nasce con la nonna della signora Anna Maria, oggi proprietaria dell’azienda agricola. Il problema della tettoia però risale al 2009 quando nella cascina arrivarono le mucche. “Abbiamo costruito la tettoia e non si dica che si tratti di una stalla – sottolinea Anna Maria – è sempre e solo servita per riparare gli animali e dare loro la possibilità di mangiare e bere in tranquillità. E’ vero non l’ho dichiarata, ma successivamente ho chiesto al Comune di risanare la situazione, ma purtroppo non mi hanno dato la possibilità di costruire un’altra tettoia sul mio terreno e mi hanno anche multata di 20mila euro”. La vicenda è finita in tribunale. Ci sono stati diversi ricorsi davanti al Tar. Adesso la signora è in attesa del terzo. Ma intanto il Comune ha provveduto, così come richiesto dal tribunale, a prendere possesso della tettoia. Martedì scorso (29 marzo) carabinieri, polizia municipale e tecnici comunali si sono recati sul posto e porre i sigilli al ricovero fitosanitario costruito abusivamente dalla famiglia Bellotto nel 2009. “Mi hanno trattata come una delinquente – ha raccontato la signora Gilardi – quando ho visto davanti al cancello 20 persone in divisa mi stava venendo un colpo”. Il Comune dal canto suo fa sapere: “La stalla è stata costruita senza richiedere i permessi, in una zona nella quale il piano regolatore e le norme igienico-sanitarie non consentono strutture di quel tipo, anche per l'eccessiva vicinanza al rio Freidano. L'abuso, per queste ragioni, non è sanabile con il pagamento di una sanzione: la stalla deve essere spostata”. La signora Anna Maria ribadisce: “Io potrei costruire un’altra tettoia sul piazzale antistante che sarebbe a 10 metri dal Freidano e 5 metri dal Rubattino e 50 metri dai vicini. Ma mi devono dare la possibilità. Io ho presentato tre progetti e il Comune me l’ha rigettati. Il Comune mi trova soluzioni alternative troppo lontane o vicine che non sono su un parco. Quindi chi mi prende in giro?”. “La richiesta dei proprietari di costruire in un'altra area, poco distante, - fa sapere ancora il Comune - non poteva essere accolta per le stesse ragioni per cui la precedente stalla era abusiva. Il Comune, che è tenuto a rispettare la decisione dei Tribunale, ha trovato una sistemazione al bestiame in un'azienda agricola, soluzione che non è stata attuata perché i proprietari preferito tenere il bestiame in un terreno adiacente, con foraggio e acqua a disposizione. La stalla pertanto è stata sgomberata, in attesa di una soluzione conforme alla norma da parte dei proprietari, cioè lo spostamento della struttura in un'altra zona, adatta dal punto di vista urbanistico e igienico-sanitario” concludono. Dalla parte della signora Anna Maria, da sempre, si è schierata Legambiente: “Chiediamo che si giunga ad un accordo tra le parti e che si operi per la salvaguardia delle mucche di Anna Maria, che tanto ha dato negli anni alla nostra Città con la cura della pista ciclabile del Rio Freidano, salvando in tal modo un'Azienda storica per Settimo”. Insomma, ora si attende la sentenza da parte del tribunale amministrativo regionale per capire se nascerà una nuova tettoia che possa ospitare le 16 mucche della Cascina Bellotto.  
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