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SETTIMO TORINESE. Quel miracolo chiamato amore nel libro di Antonia Spaliviero

SETTIMO TORINESE. Un viaggio introspettivo in una città anonima e un miracolo chiamato amore. Il romanzo postumo di Antonia Spaliviero, “La Compagna Natalia”, pubblicato da Sellerio Editore, è stato presentato nella sua veste definitiva in sala Levi. Il giornalista Roberto Pavanello ha moderato la serata di mercoledì 27 febbraio in cui al centro in compagnia di Gabriele Vacis. Si sono alternati negli interventi don Silvio Caretto, prete operaio di quell’epoca a Settimo, il professore Carlo Ossola, la figlia di Antonia, Giulietta, e Sandro Venturini, giornalista de “La Voce”. 

Sandro Venturini ha proposto di intitolare ad Antonia Spaliviero l’anfiteatro della sala ragazzi in biblioteca

Un testo che racconta una città di periferia con le sue contraddizioni, le sue difficoltà. E una ragazza che cresce e racconta il desiderio di studiare, di vivere la propria integrità, passando tra gli imbarazzi di un corpo che cambia e l’amicizia. Poi si cresce e si innestano nella vita pagine cupe, la deriva di un’amica diventata una brigatista, le domande infinite. E l’amore: per se stessa, per le amicizie, per la cultura e per la vita. Si parla anche di Settimo, di questa città come di tante altre. Il libro è frutto di un percorso geniale ricostruito decifrando i diari scritti da Antonia fin dal 1968, quando si andava a scuola con le classi separate e l’oratorio diventava un momento di incontro, soprattutto se arrivava il prete giovane che metteva il calcio balilla sotto i santi. E a distanza di oltre cinquant’anni, i testi risultano ancora attuali perché l’adolescenza è uguale per tutti, nei secoli dei secoli.  

Era lo stile tipico di un’autrice che aveva come missione quella di “indagare il contemporaneo” e mettere insieme parole e immagini per evocare emozioni. Il libro “La Compagna Natalia” ha già raccolto le prime entusiastiche recensioni. Le prime copie sono andate a ruba, in città sui social si moltiplicano gli stupori per le emozioni di un testo pubblicato a quasi sette anni dalla scomparsa della settimese. Il merito di aver ultimato la stesura di questo libro va a Gabriele Vacis, suo marito, e Giulietta, sua figlia. Durante il lockdown del 2020, hanno messo mano al suo archivio di ricordi scriti particolarmente ricco, capace di poter generare altri romanzi oltre a questo. Un tesoro nemmeno tanto nascosto ma che era comunque da ricostruire, comprese alcune parti scritte con caratteri stenografici da tradurre. 

Durante la serata, l’emozione di ritrovarsi a commentare un romanzo così, tra i tantissimi amici che avevano conosciuto Antonia, è sembrato un miracolo. Incontrarsi, per ricordare una persona che “metteva in soggezione” ma aveva un talento carismatico e brillanti intuizioni di regia. La sua creatività non indeboliva il suo rigore nell’affrontare i progetti, compresa l’abilità di far quadrare i conti. Ed è stata lei la produttrice dello “Scampolo di Paradiso”, il film su Settimo diretto da Gabriele Vacis, pubblicato in occasione del 50esimo anniversario della città. Il suo impegno è stato determinante nel lavoro con le scuole settimesi in un ampio spazio di tempo racchiuso tra il 1979, anno in cui partecipò alla fondazione del Laboratorio Teatro Settimo, e il 2005. Anni difficili: molti di questi li dedicò alle scuole, ai bambini e ai maestri. “Romeo e Giulietta ai balconi di Settimo”, uno spettacolo in via Italia condotto da 300 bambini delle scuole elementare, fu un momento unico in cui il teatro diventò un potente veicolo per insegnare la bellezza del sentimento. E per tutti questi motivi, il giornalista Sandro Venturini ha proposto l’intitolazione ad Antonia Spaliviero di un luogo, uno spazio all’interno della biblioteca. Il percorso è stato avviato.  

Antonia Spaliviero, una vita dedicata alla bellezza della cultura per cambiare le città

Antonia Spaliviero, tra i fondatori di Teatro Settimo, è ideatrice del Progetto Divina – donne e teatro,  autrice di opere e progetti teatrali,  Da “Mi Ami?” farsa femminista (1977) a “Emily & Therese” , dalla vita e opere di Emily Dickinson e Teresa di  Lisieux  a “Libera  Nos” dalle opere di Luigi Meneghello. “Diari dalla Gioventù” dai diari di Anna Franck e  Etty Hillesum   a progetti  come “Cartoline dalle Vallette” o  “Romeo e Giulietta ai Balconi di Settimo”, “Le maestre e i maestri della Città”, la vita  e lo sguardo  delle donne e dei bambini  sono centrali nel suo lavoro.

Ha scritto il PAC – Piano di Ambiente Culturale, nel 1985-1986, progetto di risistemazione del Centro Storico Settimese a partire dalle esigenze culturali e di vivibilità del territori settimese, in collaborazione con Gabriele Vacis.

Nel 2005 è stata Ideatrice e coordinatrice Progetto “Dieci anni ad Opera D’Arte”, con Seminari, laboratori, spettacoli per  insegnanti e Ragazzi delle Scuole Elementari e Medie della Città di Settimo  per  ricapitolare un’esperienza di Teatro  Ragazzi ed il suo territorio di riferimento.

Sandro Venturini

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