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SETTIMO VITTONE. Siccità a parte, il 2022 promette bene per il Frantoio (VIDEO)

Dopo un 2019 di magra con 100 quintali di olive raccolte, un 2020 entusiasmante da ben mille quintali ed un 2021 di nuovo in calo ma su buoni livelli, con circa 500 quintali, il 2022 potrebbe di nuovo essere un anno d’oro per la produzione del Frantoio Vito Groccia di Settimo Vittone. “La produzione dell’olivo è molto altalenante e alterna annate di grande produzione ad altre scarsamente produttive” racconta Luca Bellina, segretario del circolo “Molina Lingarda”, ente che dal 2010 gestisce in accordo con l’amministrazione il frantoio comunale. Nato sulle ceneri del terreno un tempo allevamento di trote, il Frantoio di Settimo Vittone è attivo grazie alla passione dei volontari del consorzio “Molino Lingarda”, circa 30 in totale, gruppo che promuove anche iniziative sociali. Come la collaborazione con l’associazione Intercultura, con cui gli ospiti internazionali vengono a dare un contributo alle attività dei volontari. Al termine del periodo ricevono una bottiglia d’olio come ricordo e riconoscimento. Un modo per portare all’estero una produzione tipica del territorio canavesano e valorizzarla. “Sicuramente quello che potrebbe rovinare tutto è la siccità, questo ci preoccupa - aggiunge Bellina -. Non piove da mesi e anche se l’olivo non ha bisogno di molta acqua, comunque sta diventando un problema. La ciclicità delle piante è dalla nostra parte, questo dovrebbe essere un anno di carico, ma staremo a vedere se il meteo ci darà una mano”. Sono parole prudenti quelle usate dal segretario per descrivere l’annata 2022 del frantoio "Vito Groccia". La realtà del Frantoio Comunale di Settimo Vittone è nata dalla volontà di un gruppo di persone di valorizzare una tradizione che ha radici molto antiche. “Secondo le nostre ricerche - racconta Bellina - le coltivazioni come quella vicino alla Pieve di San Lorenzo risalgono al Medioevo, anche se da ricerche successive è emerso che già al tempo dei romani da queste parti si coltivava. La pianta più vecchia del paese si trova in località Senge, arriva dalla Tunisia e risale alla metà del ‘800. Dopo una piccola glaciazione avvenuta nell’800 la vite ha sostituito per quasi due secoli l’olivo. Fino a quando è stato lanciato il progetto “Pianta un Ulivo”. Progetto con cui il Comune dava gratuitamente un terreno comunale in gestione per coltivare olivo e tu in cambio tenevi ordinato il territorio e pulivi dalle sterpaglie. Da lì è partito tutto, perchè le viti stavano andando nel frattempo a morire”. Una riscoperta della storia, delle tradizioni e soprattutto del territorio. “L’umidità è negativa per la pianta, non tanto il clima in sé, probabilmente essendo ventilato qua rimane favorevole nonostante non sia particolarmente caldo -" svela Bellina -. Gli ultimi censimenti di pochi anni fa effettuati dal Comune parlano di un’ascesa delle coltivazioni, con più di 6mila piante di olivo. Numeri in crescita negli ultimi anni. Per avere un’idea sempre legata ai numeri, la produzione del Frantoio è compresa tra i 40-50 quintali al giorno di olio nel periodo di raccolta, compreso tra la metà di ottobre e l’inizio di dicembre. Non più tardi perché se no i frutti si gelerebbero. Il resto dell’anno avviene il trattamento dei terreni, la potatura delle piante e la manutenzioni degli impianti. Il Frantoio raccoglie i conferimenti delle produzioni di varie parti del Piemonte, della Valle d’Aosta e alcune pure della Lombardia per realizzare un prodotto artigianale, di qualità, certificato dal laboratorio della Camera di Commercio di Torino. Il circolo vende i propri prodotti due volte all’anno, la prossima occasione avverrà al prossimo evento del 9 e 10 aprile, la Sagra delle Olive e dell’Olio Extra Vergine di Oliva, in cui ci saranno varie occasioni per conoscere meglio il Frantoio, la produzione, acquistare il prodotto e visitare le bancarelle di altri produttori locali di prodotti enogastronomici tipici.
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