Tutto rinviato al prossimo 23 giugno, per notificare a Tetyana Gordyenko e alla madre Olga, l'udienza di opposizione all'archiviazione del caso che le vede coinvolte, ovvero il rapimento del figlio Erik a scapito del padre.
Questo è il risultato dell'ennesima puntata dello scorso giovedì, nella triste storia di Mimmo Zardo, padre a cui è stato rapito il proprio figlio ormai dieci anni fa.
Le due ucraine infatti sono state intercettate dall'Interpol, secondo gli ultimi avvistamenti risalenti a circa due anni fa, ma in un 'area molto vasta (zona Zhytomyr) che rende impossibile di fatto saperne l'esatta collocazione e sapere se siano davvero venute a conoscenza dell'opposizione all'archiviazione del caso.
Questo è il punto per la giudice Marianna Tiseo. Ora a questo si aggiunge un dettaglio fondamentale nella vicenda. In Ucraina c’è la guerra e questo cambia completamente e ancora una volta le carte in tavola.
Si dovrà procedere con un provvedimento con destinazione Ucraina per informare le due complici. Una cosa per nulla semplice visto il momento. Ma Mimmo ci crede ancora.
Ha la tenacia di chi sa di non avere più nulla da perdere, quando giovedì mattina a mezzogiorno, poco prima della seduta, ha manifestato davanti al Tribunale di Ivrea per far sentire ancora una volta la propria voce.
A rappresentarlo Rita Ronchi, la legale di grande tenacia che ha fatto sentire con tono deciso e puntuale le richieste del suo assistito, ovvero dichiarare irreperibili l'ex moglie e la suocera.
Altra richiesta della legale è stato il riconoscimento delle accuse di responsabilità che lo Zardo ha rivolto ai servizi sociali e al primo cittadino della Val di Chy, ovvero Michele Gedda.
"Ci sono tre responsabili in questa vicenda, Tetyana, sua madre e i servizi sociali che sono totalmente cooresponsabili. Dopo che la sottrazione internazionale era iniziata e nonostante io avessi l'affido esclusivo di Erik, la direttrice dell'equipe Minori del Consorzio InReTe ritengo mi abbia sfavorito in numerose situazioni, motivo per cui abbiamo presentato le nostre accuse formali in merito".
Ad accompagnare Mimmo nella protesta giovedì scorso c'era anche la madre, nonché nonna di Erik, Silvia Gilberti. "Sono molto triste, mi porto dietro questo sentimento da quando mio nipote è stato rapito. E' un dolore infinito, sia per mio figlio, che ho dovuto sopportare durante tutto questo tempo, sia per me come nonna. Era una famiglia bellissima e purtroppo tutto è andato distrutto. Io a Tetyana volevo bene, penso sia stata consigliata molto male dalla propria madre...".
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