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PRATIGLIONE. "Non si amministra seguendo il proprio ego!" (VIDEO)

Mauro Demartini è un imprenditore attivo da tempo immemore nel campo dei prodotti da forno. Da quattro anni, inoltre, è consigliere comunale a Pratiglione. Nel paese l’aria che tira non è sicuramente delle migliori. Da tempo i consiglieri di minoranza, lui compreso, non partecipano alle sedute del consiglio comunale, in seguito a battibecchi e contese che hanno minato gravemente la serenità dell’assise. Secondo Demartini, il sindaco Giovanni Trucano avrebbe adottato una linea di chiusura al dialogo inconcepibile per qualsiasi amministrazione comunale. Questo modus operandi non avrebbe giovato al miglioramento di Pratiglione, che, secondo il consigliere, resta carente di diversi servizi. Il resto lo racconterà lui stesso. Qual è la storia della tua entrata in consiglio? Mi sono candidato a sindaco in una lista civica, eterogenea, formata sicuramente con frenesia ma con tanta voglia di fare. La lista nasce dall’esigenza di migliorare il paese, perché ci eravamo resi conto che per farlo, talvolta, sarebbero bastati pochi soldi e tanta volontà. Le idee erano molte, la voglia di fare anche, ma il paese non ha risposto bene, forse perché le persone della lista antagonista erano più radicate nelle istituzioni e nella storia della città. Sono rimasto molto deluso dopo le elezioni, perché avevamo preso pochissimi voti. Io non volevo mettermi in politica, sono un imprenditore e cerco di fare al meglio il mio lavoro, ma vedevo che in paese troppe cose non andavano per il verso giusto. Ad esempio, alla vecchia amministrazione chiesi se si potessero fare delle opere di miglioramento del campetto comunale, la mia azienda era anche disposta a metterci i soldi, ma l’amministrazione mi aveva detto di no. Ma come? Si dice che i ragazzi di oggi sono sempre attaccati ai videogiochi e poi non si dà loro l’opportunità di giocare fuori? Una volta dentro sono iniziate le dispute, che continuano ancora oggi. Incassata la sconfitta, abbiamo iniziato a lavorare. Ma non si riusciva ad avere un dialogo con l’amministrazione, era sempre un no su tutta la linea. Magari c’era da aggiustare qualcosa, parlavamo col sindaco ma l’intervento veniva negato. Nello specifico, su quali punti vi siete spaccati? Inizialmente siamo tornati sullo stesso campetto, una questione a cui tengo molto soprattuto in virtù di mio figlio, che soffre di disprassia, e in cui vedevo tanta voglia di divertirsi, così come in tanti altri bambini, portatori di handicap e non. Dopo le elezioni chiesi se il campetto potesse essere messo a disposizione dei bambini del territorio. La risposta è stata no, non mi hanno neanche ascoltato sul budget da gestire. Dunque la questione non riguardava i fondi: era la voglia di fare che mancava. Quella sera uscii dal consiglio piangendo, perché in amministrazione non capivano che si trattava di una cosa seria? Il campetto è ancora lì in abbandono. Altra questione: ci sono dei pannelli fotovoltaici che sono stati installati da anni con soldi pubblici!, ma non funzionano. Questo è incredibile soprattuto perché in questo momento abbiamo un bisogno vitale di energia green. Ho sollecitato più volte, ma nulla di fatto. Questi pannelli sarebbero stati utili per ammortizzare le spese energetiche. Non dico che l’amministrazione non abbia fatto nulla di buono: ad esempio, hanno cercato di riprendere dei piccoli pezzi di terreno per realizzare dei parchi per abbellire in paese. Iniziative come queste ci stanno, ma col dialogo si sarebbe potuto fare molto di più e meglio. Io ho anche avallato l’idea di creare un centro di produzione di prodotti biologici, che avrebbe creato lavoro e che avrebbe insegnato un mestiere a tante persone: linea dura anche su quello. Allora in paese non c’era neanche il bar, e così io avevo pensato di comprare una sorta di camion per la ristorazione ambulante. Questo avrebbe dato lavoro e offerto un servizio ai cittadini. Anche qui, ovviamente, nulla di fatto. Con la pista di atterraggio per l’elisoccorso c’è stato un altro problema: si poteva fare l’H un po’ più a nord, come si è fatto a Ceresole, una parte sarebbe stata usata come pista di atterraggio, mentre la parte sud sarebbe stata usata come spazio per fare manovra. Lo spazio di manovra è stato lasciato, è vero, ma è di un privato, e se il privato decidesse di transennare sarebbe un problema. Avevo anche proposto di colorare le facce alte delle mura delle case del centro cittadino di un medesimo colore, per abbellire la città e per dare la possibilità al paese di avere una visibilità migliore. Non siamo stati ascoltati, e le case sono state ristrutturate arbitrariamente, senza appoggiarsi a un piano urbanistico condiviso. Riassumendo? I servizi sono pochi, e questo non invoglia a vivere in un paese come il nostro. Il sindaco è un ragazzo giovane, un architetto, ha studiato, lo stimiamo ma non abbiamo più ritenuto di andare ai consigli comunali perché non c’era margine di manovra. Una cosa è certa: essere amministratori non vuol dire avere una corona e dettare legge, ma fare il bene di tutti e ascoltare tutti, non solo il proprio ego.
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