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IVREA. “L’Arte bella” emozionante...

Chi ha assistito allo spettacolo “L’Arte Bella - Florence Nightingale e la sfida dell’assistenza infermieristica” andato in scena domenica scorsa al Giacosa s’è emozionato e pure tanto. Promosso da Fondazione di Comunità per raccogliere fondi da destinare ai tanti progetti in corso,  aveva nelle premesse l’ambizione - centrata in pieno -  di raccontare la pandemia attraverso il dialogo tra l’attrice Antonella Enrietto e Teresa Siena, una vera infermiera.  Due storie di vita, due generazioni distanti, due luoghi temporali che dialogano. Passato e presente che si rincorrono per dare voce al ruolo di chi ogni giorno si impegna professionalmente e umanamente per prendersi cura della salute di tutti. “Un modo - spiegavano gli organizzatori - per restituire qualcosa, condividere e rendere forse più leggero un vissuto che ha profondamente toccato la vita di tante persone...”.  Tutto è nato da un’idea di Valerio Dimonte e Alessandra Rossi Ghiglione con Antonella Enrietto e Teresa Siena. Alla regia  Alessandra Rossi Ghiglione Al centro una figura di grande ispirazione per la professione infermieristica, Florence Nightingale pioniera inglese nell’Ottocento, che dettò le prime regole in corsia trasformando l’assistenza ai malati in vera e propria professione.  «L’assistenza è un’arte e se deve essere realizzata come un’arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano, il tempio dello spirito di Dio. È una delle belle arti. Anzi, la più bella delle arti belle», era solita dire la Nightingale.  E per chi non lo sapesse ricordiamo che la Fondazione di Comunità opera per sostenere le realtà che sul nostro territorio si prendono cura delle situazioni di maggior criticità o fragilità sociale. Come principale scopo statutario lo sviluppo della cultura del dono per fare in modo che l’intera comunità possa sentirsi coinvolta nel sostenere le azioni virtuose che la caratterizzano. Le risorse che impegna su progetti e attività sono raccolte attraverso le donazioni di privati cittadini e i contributi che riceve dagli enti che l’hanno fondata e che anche in questa occasione hanno rinnovato il loro patrocinio: AEG Cooperativa, Comune di Ivrea e Confindustria. Un ruolo fondamentale lo svolge la Fondazione Compagnia di San Paolo che ha messo a disposizione il patrimonio iniziale e che ogni anno eroga il suo contributo per sostenere le spese di gestione. Grazie a questo prezioso sostegno, tutte le risorse che la Fondazione raccoglie sono interamente destinate a sostenere il territorio. Come si diventa sostenitore della Fondazione?  Per contribuire e diventare sostenitore è sufficiente effettuare una contenuta donazione, a partire da 30 euro, oppure partecipare alle campagne di raccolta fondi che la Fondazione promuove. Tutte le informazioni su www.fondazionecomunitàcanavese.it
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