Seduto al centro. A scanso di equivoci: pantaloni neri, giacca nera, maglietta nera. La camicia no, per il caldo che fa. Look “total black” (andava di moda nell’inverno del 2019, sigh!) per il consigliere comunale Marco Neri alla prima uscita ufficiale del nuovo direttivo del circolo eporediese dei Fratelli d’Italia dedicato a Mario Paggi. E Mario Paggi - per chi non se lo ricordasse - è stato tra i fondatori delle Pantere nel lontano 1966, ma anche, e per qualche periodo, consigliere comunale di An e referente della sezione eporediese.
All’Osteria al civico 8 di via Patrioti, “bonificata” da decine di agenti di polizia in tenuta anti-sommossa, nel pomeriggio di sabato scorso, per salutare la nuova creatura, sono praticamente arrivati tutti gli uomini e le donne che, in Piemonte, contano qualcosa nel partito di Giorgia Meloni. Non molti per la verità, ma - e se ne sono vantati parecchio - Fratelli d’Italia sta crescendo nei sondaggi e domani sarà un altro giorno.
Dall’onorevole Augusta Montaruli, all’Assessore regionale Maurizio Marrone, dal coordinatore regionale Fabrizio Comba a quello provinciale Fabrizio Bertot, passando dal referente Graziano Colacicco.“Mario Poggi faceva il professore e lo è stato anche per noi - ha fatto gli onori di casa Marco Neri - Per noi è stato un professore nella vita, sia a scuola che ai tempi del Movimento Sociale. Un uomo veramente di destra. Apriva il circolo alle 9 del mattino e lo chiudeva a mezzanotte.”.
E poi cercando di toccare alcune corde e soprattutto le sue: “A distanza di 33 anni provo ancora emozione a guardare questo simbolo. Per due anni, a causa del Covid, abbiamo dovuto rallentare, ma adesso ci siamo e ci saremo anche con un movimento giovanile. Senza giovani un partito è morto ancora prima di nascere. Non si va da nessuna parte…”.
In verità ci sarà anche una sede (in via Aosta quasi di fronte a quella della Lega) ma non è ancora pronta. “Stiamo dando il bianco”, ha confessato Neri, lanciando fin da subito la costruzione di una lista in vista delle prossime elezioni amministrative.
“L’ultima volta non c’eravamo. Mi sono candidato a malincuore con la Lega, ma da adesso in avanti sarà tutta tutta un’altra storia e la faremo noi...” si è lanciato.
Nel direttivo, come presidente onorario, c’è Paolo Debernardi 64 anni, ex consigliere comunale di An ai tempi del sindaco Fiorenzo Grijula e pure ex presidente del circolo di An quando sotto le rosse torri il centrodestra cominciava e finiva con Alberto Tognoli.
“Quando ho ricevuto la telefonata di Marco Neri con la proposta della presidenza onorariaha confessato -ci ho pensato 3 secondi prima di dire sì....”.
Ruolo operativo da vicepresidente, invece, per Marzia Vinciguerra, 47 anni, già candidata alle elezioni di Castellamonte con Nella Falletti. Nata e cresciuta a Ivrea è residente aRomano Canavese…“Mi sono sempre rispecchiata nei valori dei Fratelli d’Italia, il fatto che non mi sia mai esposta prima è irrilevante....” ci ha detto con convinzione.
Ai giovani ci penserà Mattia Stipo, 21 anni. La mamma gestisce l’Osteria San Maurizio di via Guarnotta. Un diploma in tasca conseguito alla scuola alberghiera di Cavaglià, studente di scienzepolitiche e, da qualche tempo, attivista a Torino di “Gioventù nazionale”.
“Non volevo assistere apaticamente a quello che mi succedeva intorno - ci ha spiegato Mattia - All’Università ho conosciuto i ragazzi di Gioventù nazionale e ho iniziato a fare attività politica. Poi mi un giorno mi chiamato Marco Neri e oggi sono qua...”
Infine la vera novità: Gabriele Garino, 48 anni, titolare della tabaccheria del Borghetto. “E’ la mia prima esperienza - ha messo le mani avanti -ma la politica mi è sempre piaciuta e l’ho sempre seguita...”.
E se Graziano Colacicco nel suo intervento ha chiesto un applauso per Ezio Grosso di Parella recentemente scomparso, Maurizio Marrone si è concentrato su quell’essere diversi nei rapporti con i cittadini.
Decisamente piùpotente il messaggio del deputato Augusta Montaruli. “Noi vogliamo cambiare le cose - ha enfatizzato. Siamo gli unici su cui gli italiani ripongono speranza. Lo fanno perché non ci siamo macchiati le mani con Renzi, con i cinquestelle e con il Pd. Noi se diciamo una cosa quella è e non la cambiamo in corsa per convenienza.Noi siamo una cosa diversa...”.
Nel preambolo di Fabrizio Comba, impossibile non sottolinearlo, l’elogio alla donna che ha fatto e farà la differenza (Giorgia Meloni, ndr) e, in generale, alle donne in politica. Non per niente la vicepresidenza, primo ruolo operativo del circolo eporediese è stato affidato a Vinciguerra e nel cognome c’è già tutto il programma.
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