Durante l’ultimo Consiglio Comunale il primo cittadino, RenatoPittalis, si è comportato come una sorta di bullo di quartiere.
Battutine, frecciatine contro la minoranza anche quando non toccava a lui parlare. E quando questo non bastava alzava la voce, sia sui consiglieri di opposizione che sulla stessa Presidente del Consiglio, Elisa Chiabotto (su cui occorre stendere un velo pietoso).
La serata, poi, si è conclusa con un battibecco con il consigliere di Progetto Leinì, FrancescoFaccilongo che ha preso armi e bagagli e ha abbandonato la seduta prima della fine.
“Ma non sei sano di mente”, sarebbe stata questa la battuta di Pittalis che ha mandato su tutte le furie l’esponente della minoranza.
“Mi ha detto - racconta Faccilongo - che non sono sano di mente, ho chiesto alla Presidente di intervenire e visto che non è in grado di tutelarmi me ne sono andato. Il giorno dopo ho fatto l’accesso agli atti per avere la trascrizione dell’intervento e il file audio della seduta. Quanto successo è la prova provata che la Presidente non è imparziale: il Sindaco può intervenire come fosse al bar, ironizzare quando gli altri parlano. Ed è assurdo perché siamo in una situazione in cui l’amministrazione si presenta in aula e deve correggere le cose che ha scritto in delibera. C’è poi un bilancio senza né capo né coda. Altro che fare il bulletto o ironia, dovrebbe preoccuparsi il Sindaco di che razza di coro l’hanno messo a dirigere. Il livello è totalmente caduto in basso. Ogni consiglio viene fuori qualcosa che non va bene. Sono una compagine allo sbando, appena gli fai una critica politica se la prendono subito. La prendono subito sul personale e questi sono i risultati”.
Dura anche l’ex Sindaca, oggi consigliere di minoranza, GabriellaLeone, che già durante la seduta aveva parlato di un “comportamento non istituzionale” da parte del Sindaco.
“Non è la prima volta - attacca - che ha questi atteggiamenti non istituzionali, ma è gentile dire così. Non è giustificabile un comportamento così, può capitare che uno sbotti in un momento, può succedere a tutti ed è capitato a tutti. Ma questo atteggiamento strafottente, considerando gli altri come imbecilli non va bene e ormai c’è da un pezzo. Il Sindaco può parlare ore in Consiglio e nessuno può ribattere. È concesso, va bene, il Sindaco può intervenire con meno limitazioni rispetto agli altri però è anche vero che la Presidente del Consiglio dovrebbe essere super partes e garantire tutti e non solo il Sindaco. Può dire qualsiasi cosa sulla qualunque, in tutti i momenti mentre a noi, appena sforiamo, viene spento il microfono. Pittalis è già il Sindaco, decide, ha il potere, perché deve avere questo atteggiamento di strafottenza e prevaricazione? È una cosa antipatica e non istituzionale. Come se tutti gli altri fossero dei poveri mentecatti che sono lì tanto per. Faceva così anche quando era all’opposizione. È un comportamento squallido”.
In questo caso, però, anche il Sindaco sembra si sia accorto dell’errore e ora fa mea culpa.
“Si sono alzati - commenta - un po’ troppo i toni e siamo arrivati a cose eccedenti, ognuno si è fatto un po’ tirare dal clima. Da parte mia si poteva evitare questo passaggio, non è stata una pagina da ricordare particolarmente. Se parliamo dei termini utilizzati in un senso o nell’altro si è andati oltre, si poteva evitare l’escalation che ha portato al contrasto. In ogni caso bisogna contestualizzare anche quanto si dice, non ci sono questioni personali. Tutte le osservazioni sono relative al Consiglio e non a cose personali. Ci sono approcci che non sono corretti, le cose vengono vissute un po’ troppo personale. Poi finisce che ci mettiamo a puntualizzare e le situazioni esplodono come mercoledì sera, rimoduliamo i termini di approccio, reciprocamente. Dobbiamo usare un approccio istituzionale diverso e me lo dico anche da solo, a me stesso”.
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