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LEVONE. Gagnor: "La solidarietà dei levonesi è bellissima" (VIDEO)

LEVONE. Il centro di raccolta di beni e materiali per l’Ucraina a Levone si trova in pieno centro storico. Dentro continuano a lavorarci le volontarie che da quando la raccolta è cominciata spacchettano e impacchettano i prodotti della solidarietà dei cittadini. Sono tre: Anna Grivetto, Elisabetta Capucchio e Monica Maratella. La loro attività si divide tra la parrocchia e la Pro loco. Elisabetta, tra l’altro, è tra le donne e gli uomini che negli anni Novanta ospitarono i bambini ucraini in fuga dal pericolo nucleare di Chernobyl. Ricorda quei momenti con piacere e con gioia, ed è ancora in contatto col bimbo, ormai adulto, che aveva ospitato. “Mi manda le foto da lì, documenta la guerra” racconta Elisabetta. Poi arriva il sindaco, Massimiliano Gagnor, che tutti chiamano “Max”, a dimostrazione di come le formalità gerarchiche e istituzionali, in un paesino che non arriva a mille abitanti, si trasformino in rapporti confidenziali e di amicizia. “Quest’iniziativa di raccolta è nata sabato 5 marzo. Durante una riunone di consiglio ci siamo trovati per capire affrontare l’emergenza umanitaria e abbiamo deciso di organizzare la raccolta” spiega il primo cittadino. “Ci siamo attivati e col vicesindaco Laura Allice abbiamo individuato il vecchio asilo come sede ideale  per ricevere aiuti”. Poi la solidarietà si è attivata: “Tramite il gruppo whatsapp del comune abbiamo diffuso l’iniziativa, e nella giornata di lunedì 7 tre consiglieri comunali sono partiti verso la Polonia per portare aiuti col camion carico di materiali”. Ma l’iniziativa è continuata anche dopo la spedizione, e “non c’è ancora una  una data di fine, così come non c’è stata una data di inizio”. Da Levone vogliono essere sicuri dell’efficacia della raccolta: “Operiamo anche in funzione di quello che succede in Ucraina. I tre consiglieri ci farannosapere cosa servirà ancora, e da lì capiremo se c’è necessità di raccogliere un bene in particolare”. Infine Gagnor commenta la solidarietà dei levonesi: “Il pullmino del Comune che è partito era pieno zeppo perché la risposta è stata ottima. Lo abbiamo riempito in soli due giorni!”. Il primo cittadino conclude con una riflessione sulla guerra: “Le guerre vanno a coinvolgere le persone che non ci hanno nulla a che fare. Quantomeno, se proprio devono essere combattute, devono coinvolgere solo gli eserciti e non bambini, donne o anziani che non c’entrano nulla”.
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