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01 Giugno 2021 - 01:27
Finalmente i figli e i nipoti degli anziani della Rsa via Biaune di Ciriè possono tornare ad abbracciarsi. Nel tardo pomeriggio di giovedì 27 maggio è stata inaugurata la stanza degli abbracci, fornita in comodato d’uso gratuito dal sindacato dai pensionati Cisl del Piemonte.
«Già un anno fa, quando ancora non si parlava delle stanze degli abbracci e non c’era nessuna regolamentazione per poter ricominciare ad incontrare gli anziani nelle strutture, avevamo chiesto come sindacato all’Amministrazione comunale di fare uno sforzo in più, per rendere il natale meno triste agli ospiti delle strutture e alle famiglie - ha raccontato Aniello D’Auria, responsabile Cisl Ciriè-Valli di Lanzo -. Gli anziani durante la pandemia hanno pagato un prezzo altissimo e adesso devono essere presi in considerazione, anzi rimessi al centro dell’azione di tutti. Non c’è futuro senza memoria, senza anziani». La direzione della struttura di via Biaune si è subito resa disponibile ad accogliere la stanza degli abbracci nella propria struttura.
«E speriamo che altre, che ancora non si sono dotate di questa stanza, lo facciano» ha proseguito D’Auria. Il sindacato intanto sta portando avanti una petizione proprio per riportare al centro dell’agenda politica nazionale gli anziani. Le firme sono raccolte nella sede di via Matteo Pescatore 11 a Ciriè ed anche l’Amministrazione comunale ha deciso di aderire all’appello.
All’inaugurazione della struttura, per il Comune, erano presenti il sindaco Loredana Devietti e l’assessore al Sociale, Andrea Sala.
«Ogni anno ci confrontiamo con il sindacato, quest’anno purtroppo c’è stato molto da dire e da parlare - ha preso parola il primo cittadino -. Ci siamo incontrati nel momento in cui tutte le strutture, prime o dopo, hanno avuto casi di Covid che purtroppo ci hanno un po’ fermati in quello che poteva essere un ulteriore aiuto per facilitare l’incontro con gli anziani. Tra novembre e dicembre del 2020 volevamo fare qualcosa per Natale, ma finendo in piena seconda ondata non abbiamo più potuto proseguire. Quando è stato possibile ripartire ci siamo fatti trovare pronti».
La direttrice dell’Rsa, Sara Fra, ha spiegato come non si siano mai interrotti i rapporti con le famiglie. «Con le videochiamate, ad esempio, ma anche tramite l’interfono da dietro il vetro - ha sottolineato -. Ci mancava però quell’anello per dare la giusta congiunzione tra gli strumenti utilizzati ed il tornare a darsi la mano, toccarsi, abbracciarsi, parte fondamentale dell’affetto tra familiari».
Gestore dell’Rsa, di proprietà dell’AslTo4 ma data in concessione da novembre 2020, è la “Punto Service”.Giovedì in via Biaune c’era il responsabile di area della società, Andrea Spampati.
«L’8 maggio il ministro Speranza ha emanato un’ordinanza che permette un maggiore accesso alle strutture alle persone vaccinate o con tampone nelle 48 ore, ma al momento la situazione non cambia di molto - è intervenuto -. C’è un primo segnale di apertura ma non quanto le famiglie si potevano aspettare. Speriamo che le cose possano migliorare in fretta, anche perché molte strutture sono state messe in ginocchio non solo dal punto di vista sanitario, bensì anche da quello economico. Gli ospiti, infatti, sono pochi. Nonostante questo abbiamo cercato, come azienda, di portare avanti alcuni lavori di ammodernamento e riqualificazione della struttura che stanno proseguendo settimana dopo settimana».
Attualmente gli ospiti nella struttura sono una ventina, ma l’Rsa a regime potrà accogliere fino a 60 anziani (in condizioni post-pandemiche, quando non serviranno spazi per l’isolamento degli eventuali positivi).
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