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CIRIÈ. Si respira ottimismo in via Vittorio: “Stiamo tornando a lavorare” (VIDEO)

CIRIÈ. Si comincia a respirare un po’ di sano ottimismo in via Vittorio. Tra i bar, nei dehors, sui tavolini che ritornano finalmente ad essere un luogo di ritrovo per tanti ciriacesi desiderosi di fare quattro chiacchiere davanti ad un caffè, ad un aperitivo, ad un pranzetto da consumare all’aperto, in compagnia.

«Con il bel tempo la gente esce di più, non possiamo lamentarci - sorride Alice Massa del bar “Alice in Wonderland” -. Grazie ai nostri portici riusciamo ad ampliarci e a lavorare di più». Stesso pensiero di Paolo Baima del Caffè Grande: «Dopo il lockdown finalmente le riaperture, sfruttando la chiusa sembra che le attività stiano andando abbastanza bene».

È d’accordo Pierpaola Fornero di “Pier 91”: «Sta andando bene, c’è una buona affluenza, la gente ha voglia di uscire di casa, di bere qualcosa in compagnia».

I ciriacesi non si stanno facendo aspettare neanche per Edoardo Rolfo del Golden Bar, figlio del proprietario: «Con la riapertura posso garantire che la voglia di uscire e di tornare alla normalità si sente,  la gente esce un po’ più liberamente, ritrova la confidenza di sedersi nei bar, nei dehors. Il lavoro pian piano sta ripartendo». 

Neanche i lavori di riqualificazione che stanno interessando la via da mesi stanno creando troppi disagi. «A noi non sta dando problemi, forse nel periodo precedente, adesso assolutamente no» ammette Massa.

Concorda Baima: «Qui davanti siamo liberi, non c’è più alcun disagio». È interessato invece il tratto adiacente al Golden Bar di Rolfo: «Ma stanno andando avanti velocemente, per quanto ci riguarda».

Meno contenta Fornero: «È un anno che andiamo avanti, nel nostro tratto sono si sono conclusi ma proseguono sul resto della via. Diciamo che ce li dobbiamo far piacere».

Ma le istituzioni hanno fatto il loro dovere? Sì a livello locale, meno a livello nazionale. «Un consiglio che do a tutti i politici, da destra è sinistra, è di provare un mese solo a non prendere 15mila euro, ma 1.500 o 2mila come una famiglia media italiana, e cercare di arrivare a fine mese in queste condizioni - sbuffa Rolfo -. Mi facciano sapere come si fa, così possiamo prendere esempio da loro, ma fino a quando non lo faranno, fino a quando non aiuteranno in modo serio il paese, l’Italia non si riprenderà. È bello parlare di aiuti, ne hanno blaterato tutti, ma non è arrivato sostanzialmente nulla dallo Stato se non poche briciole».

I baristi sono invece più contenti del lavoro fatto dal Comune di Ciriè, ad esempio con la disponibilità all’ampliamento dei dehors. «Ci stanno aiutando parecchio concedendoci ampi spazi da sfruttare, chissà che non decidano di lasciarceli anche dopo» interviene Fornero.

«Il Comune ha fatto un buon lavoro, anche agevolandoci con i dehors sulla strada» è convinto Baima.

E Massa lancia un appello: « Continuino a lasciarci l’opportunità di allargarci di e lavorare come stiamo provando a fare».

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