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19 Aprile 2021 - 18:21
Come la settimana prima, quando è finita anche lei al centro delle cronache e delle polemiche soprattutto per la professione e il ruolo che ricopre nel suo Comune.
Per la verità, alla Torteria Barbara Squillace, che fa l’infermiera da quarant’anni, ci passa appena può. Per un caffè, quattro chiacchiere. Non necessariamente per lo “Spritz” del sabato. “Anche perché sono astemia, Rosanna è un’amica”, sorride, mentre tutt’intorno a lei è un brulicare di giovani, pensionati, quarantenni, genitori e bambini. Tutti senza mascherina, senza distanziamento, così come succede alla Torteria da ottobre ad oggi. E come fa notizia da tre settimane ormai, ogni sabato.
Per chi non si perde un aperitivo disobbediente, quella della Torteria è un’oasi di libertà. Per gli altri un covo di negazionisti.
“Sono l’infermiera messa alla gogna perché vengo qui”, esordisce Squillace mentre si convince ad accettare l’intervista. La prima, dopo il “caos”. La prima, in esclusiva, ai giornali. Perché poi, in realtà, con i blogger e gli youtuber sostenitori della Torteria parla volentieri. Ma con i giornalisti, locali o nazionali che siano, visto il “tam tam” dell’ultima settimana, in questo proprio periodo no.
Barbara Squillace, perché partecipi agli “aperitivi disobbedienti” della Torteria?
Perché sostengo la battaglia di Rosy, che è iniziata con l’adesione a #ioapro anche se la sua attività era già aperta da ottobre. Condivido il suo tenere aperto, perché il diritto al lavoro è un diritto che non si discute. Non si può far chiudere le serrande a 60 milioni di persone per questo stato di epidemia che nell’ultimo anno è rimasto uguale: zona rossa, lockdown, mascherine. Nonostante i numerosi vaccinati che ci sono. Oltre a condividere quello che fa Rosanna con la sua disobbedienza civile, vengo qui anche per un altro motivo.
Ti definisci una “no covid vax”. Spiegacelo.
Sono un operatore sanitario, oltre ad essere anche un consigliere comunale, mi interesso di diverse cose sul territorio. Questa in particolare mi interessa più di tante altre. L’obbligo vaccinale che vogliono imporre con il decreto 44 è un abominio. Per quanto mi riguarda, secondo il parere autorevole di molti medici, scienziati, avvocati, sappiamo tutti che questo decreto è anticostituzionale perché viola molti trattati, oltre all’articolo 32 della Costituzione. Sui diritti naturali dell’uomo non si discute. Il corpo è inviolabile. Nessuno si deve permettere di mettere un obbligo vaccinale che va a ledere i diritti umani. Non è possibile che la nostra legislazione arrivi a promuovere questo decreto. Io spero che si risolva tutto in modo diverso e che questo decreto il 1 giugno non passi, ma venga stralciato.
Tu lavori in ospedale, nell’ultimo anno nel reparto Covid. Perché non vuoi vaccinarti?
Nell’ospedale in cui io lavoro ci sono diversi operatori tra medici, infermieri, amministrativi che rifiutano di vaccinarsi. Le conseguenze sono abbastanza pesanti per chi cerca semplicemente di far valere la sua opinione. Sappiamo che i vaccini sono i in via sperimentale. Le sperimentazioni finiranno tra il 2022 e il 2023. Io preferisco rimanere in osservazione piuttosto che fare un vaccino che non mi dà garanzie. Preferisco aspettare che gli studi siano finiti. Non è giusto imporre al personale questo farmaco sperimentale. Non è costituzionale.
Dunque fammi capire: vai agli “aperitivi disobbedienti” della Torteria per protestare contro il sistema?
Il motivo vero per cui vengo qua è perché sostengo l’autodeterminazione. Noi con la nostra Costituzione abbiamo tutto quello che ci serve, basta solo applicarla. I DPCM sappiamo che sono incostituzionali, quindi la gente si è reclusa in casa senza sapere che questi provvedimenti alla fine sono illegittimi. Lo dicono in Cassazione, non lo dico io. Noi abbiamo il diritto di circolare, di vivere: nessuno ci può togliere i diritti portati dagli articoli 2, 16 e 32 della Costituzione.
Il 25 aprile a Torino ci sarà una grande manifestazione in cui parteciperanno gli operatori sanitari del Piemonte, della Liguria, della Valle D’Aosta che protestano contro il decreto 44: è vergognoso imporre una terapia sperimentale alle persone con un decreto che lo rende obbligatorio. Questo metodo è pari solamente a quello che era successo tanti anni fa quando circolavano i nazisti. Non lo vogliamo fare questo vaccino, abbiamo paura. Neghiamo il consenso ad una terapia sperimentale. In mezzo a tutto questo una cosa è sicura: io non mi vaccino.
Ti aspettavi tutto questo “casino” per la tua presenza agli “aperitivi disobbedienti” della Torteria?
Lo sapevo che sarei finita sui giornali. Se da una parte devo cazziare i giornalisti, dall’altra li ringrazio perché grazie a queste interviste, a questi video, questa situazione ha preso visibilità. Arrivano aiuti, solidarietà, da tutta Italia e da tutti gli infermieri che sono nelle mie condizioni.
A tutte le persone che mi hanno diffamato pubblicando articoli, video, insultando la mia persona nei commenti che ho visto ed ho “screenshottato” posso solo dire che saranno tutti denunciati per diffamazione alla mia professione. Una professione che ho svolto in maniera onorevole per quarant’anni, senza aver mai avuto problemi. La gente deve capire che se io sono qui è perchè mi sono accorta che c’è un problema di sicurezza, di salute: non sono venuta qui per prendere visibilità. Sono qui perché c’è un problema che cerchiamo di nascondere e va affrontato.
Mi rifiuto di fare determinate scelte, ho un’etica, ho dei valori, che mi contraddistinguono e se sono qui a protestare contro l’obbligo vaccinale è perché ho una coscienza.
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