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12 Ottobre 2022 - 14:24
CAVAGNOLO. Quando ha visto le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, quasi non ci poteva credere. Uno, due, tre, cinque, dieci, dodici. Quattordici!
Quattordici cinghiali nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 ottobre, alle 3.48 del mattino, sono entrati nel cortile di una casa, passando dalla boscaglia sul retro dell’abitazione, ed hanno iniziato a rovistare alla ricerca di cibo. Danneggiando tutto quello che hanno trovato, scavando e “raspando” nel terreno per almeno tre ore.
E’ successo in borgata Casa Ostino, sulla collina cavagnolese.
Oltre all’inevitabile e spiacevole “sorpresa”, nel visionare il filmato, c’è da mettere in conto la paura per i residenti che la visita degli ungulati possa ripetersi, in un orario non così tardo come quello dell’altra notte.
Nella borgata, che si trova sulla collina ed è praticamente immersa nel verde, si pensa già ad organizzare una raccolta firme per invitare le istituzioni ad affrontare seriamente il problema.
“A me hanno devastato l’orto - dice una residente - mangiando tutto quello che avevamo seminato”.
“I prati qui intorno sembrano arati - spiega un altro cavagnolese della borgata -. C’è un evidente danno che i cinghiali stanno facendo, ma c’è anche un pericolo per le persone: per chi esce di casa per portare a spasso il cane, per chi fa una passeggiata con i bambini. Ma se una persona si trova di fronte un cinghiale, cosa può fare?”.
Il proliferare dei cinghiali, con il conseguente loro avvicinarsi alle abitazioni, è un tema molto sentito nel chivassese e, più in generale, nella provincia di Torino.
La scorsa settimana il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta aveva sollecitato la Regione ad interventi più efficaci, dopo il caso del cinghiale sorpreso a scorrazzare per il centro storico di Ivrea ed entrato, addirittura, nell’androne del Municipio”.
“La situazione è completamente fuori controllo - incalzava Avetta -. La presenza sempre più frequente di ungulati nei centri abitati e i sempre più numerosi incidenti che coinvolgono automobilisti sono la prova che i provvedimenti adottati fin qui dalla Regione Piemonte per il contenimento e l'abbattimento non sono sufficienti. Servono misure più efficienti e rapide, accogliendo le richieste di amministratori locali, degli agricoltori e dell’Uncem”.
A proposito di agricoltori, Coldiretti Torino qualche settimana fa ha chiesto campagne di depopolamento dei cinghiali.
"Ci aspettiamo che sia ridotto drasticamente il numero di cinghiali. Chiediamo agli Ambiti territoriali di caccia e ai Comprensori alpini di fare la loro parte e alla Città Metropolitana di intensificare le azioni contro questo autentico flagello -spiegava Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino -. Chiediamo al Commissario governativo per l'emergenza Peste suina africana, Angelo Ferrari, che sia adottata una misura urgente di estensione della caccia al cinghiale. Una richiesta che Coldiretti porta avanti su tutto il territorio nazionale ma che in provincia di Torino è ancora più urgente vista l'entità dei danni che si registrano conseguenti al forte esubero di selvatici. Non è un problema che riguarda solo l'agricoltura o la salvaguardia degli ambienti naturali. Negli ultimi mesi si sono verificati nuovi gravi incidenti stradali nel Canavese, Pinerolese e alla porte di Torino; l'incontro pericoloso con i cinghiali è diventato un'inaccettabile consuetudine nelle zone collinari di Torino e nelle zone esterne di tutte le aree urbane del Torinese".
I danni nel cortile
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