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27 Luglio 2021 - 18:48
CAVAGNOLO. Tra quelle verdi colline del Monferrato Torinese che fanno da sfondo e il fiume Po, si trova la piccola Cavagnolo, un paese di 2.100 abitanti, il cui territorio fa parte della riserva della biosfera dell’UNESCO.
Un comune immerso nella natura, ma contornato da bellezze artistiche private come Villa Martini e Villa Calciati o da edifici storici di importanza religiosa come l’Abbazia di Santa Fede, definita come la bomboniera del romanico in Piemonte e la Chiesa di San Secondo, una chiesa parrocchiale fondata prima del 1000 che emerge sulla collina del paese.
Ed è qui, tra questi pezzi di storia, alternati dall’arte di grandi murales disegnati sui muri della scuola e dalla cultura, che vivono i cavagnolesi, che come definisce Andrea Gavazza, il primo cittadino dal 2017, sono la vera ricchezza del paese.
“Il vero valore di Cavagnolo è rappresentato dalle persone e dalle associazioni. Sono oltre dieci quelle presenti e per un paese di 2 mila abitanti sono davvero tantissime. È un paese bello e dinamico, grazie ai commercianti e alle persone che la vivono quotidianamente…Questa è la vera ricchezza per tutto il paese”.
Un paese “ricco” sì, ma soprattutto segnato dalla bontà e dall’impegno delle persone e dei tanti volontari che si dedicano con passione, come Roberto Sesia, presidente della Pro loco, conosciuto come “Il Cele”, proprio come il pupazzo Celestino del cartone animato Roby14. Un uomo con una folta e lunga barba bianca, che dal 1991 svolge con anima e cuore questo incarico, cercando insieme al suo gruppo, di donare momenti di divertimento e spensieratezza, organizzando i diversi eventi di cui Cavagnolo è protagonista.
“Siamo un bel gruppo ed organizziamo tantissime manifestazioni - spiega Roberto Sesia, il presidente della Proloco –. Si parte con il Carnevale dei bambini, poi si continua il primo maggio con la Mangialonga, una camminata gastronomica in collaborazione con gli altri comuni della collina, poi a giugno con la Sagra delle Colline e poi arriviamo ad agosto con la patronale dedicata a Sant’Eusebio”.
Una Patronale della durata di cinque giorni, intervallata dalla musica, dal ballo e dalla cucina, con specialità piemontesi e le costine, molto note nella zona per la loro bontà.
Ed è poi chiacchierando con Ezio Zattarin, Presidente dell’Associazione Commercianti, denominata Cavagnolo.com che questa passione per il proprio paese emerge ancora di più.
“All’interno della nostra associazione ci sono diverse figure – spiega Ezio Zattarin, il presidente dell’associazione commercianti - da artigiani a commercianti e andiamo da persone più giovani, a quelle più grandi. Il bello di questo gruppo è che ognuno di noi ha delle competenze e delle esperienze, che può mettere a disposizione degli altri. Inoltre si è da poco conclusa Confluenze Festival, un evento che va avanti da un paio d’anni e che ha avuto un grande successo. In questa edizione si è cercato di donare un’offerta ampia, coinvolgendo anche i ragazzi delle leve 2002/2003, fino ad organizzare serate più impegnative, con concerti di pianoforte nel parco di Villa Martini. Diciamo – conclude Zattarin – che è stato un festival che ha rispettato la sua denominazione, perché è stata una “confluenza” di stili e di generi”.
Una passione, come denominatore comune a Cavagnolo, che unisce le persone delle varie associazioni del paese, passando dagli eventi, il cuore pulsante, ma che si ritrova anche nelle attività…Come quella di Edda Fornelli e Laura Colombo, due donne dagli occhi sorridenti, provenienti dalle grandi città come Torino e Milano, ma che nel 2012 hanno deciso di investire nella collina cavagnolese. Ed è tra le coltivazioni di frutteti, noccioleti bio e dei campi di lavanda che si estende questa oasi, con il bellissimo panorama a fare da cornice, ma a cui si aggiunge il relax e la pace che solo la natura e gli animali sanno donare.
“Questo luogo ci ha affascinato da subito – dice entusiasta la titolare e coltivatrice Edda Fornelli – ricordo ancora, all’inizio durante i lavori di ristrutturazione, il profumo della menta che ci inebriava a fine serata. A questo è dovuto il nome del locale… E poi questo panorama che ci regala uno spettacolo meraviglioso, ci fa stare bene e siamo felici di essere qui”. Una felicità che si percepisce appena si varca il cancello e che si nota in ogni piccolo dettaglio di quel vecchio cascinale, trasformato in un bed and breakfast “Acqua e Menta” e poi in un’azienda agricola “La Quinta Stagione.
Un Comune “appassionato” Cavagnolo quindi, ricco per le bellezze storiche, ma soprattutto per la gente che ci vive… ed è proprio nella dedizione e nell’amore che si ritrovano le caratteristiche più belle.
Sindaco, parroco e la “Panchina Grande” realizzata da Silvano VaiSabato sera all’ora di cena don Desirè e il sindaco Andrea Gavazza hanno inaugurato il “Belvedere di Casimiro”, l’area recuperata intorno alla Chiesa di San Secondo da dove si scorge un panorama mozzafiato sulla pianura chivassese. Al “Belvedere” è possibile sedersi su una grande panchina di legno, realizzata dall’artigiano del paese Silvano Vai.
Il Belvedere di Casimiro nasce da un’idea, opera del lavoro eccellente di artigiani e volontari che hanno messo a disposizione competenze e risorse, impegno e sudore. A loro rivolgiamo sincera gratitudine e ringraziamento.
Il Belvedere prenderà il nome del Venerabile Casimiro Barello, pellegrino che ha condotto i suoi passi da Cavagnolo fino al Alcoy, in Spagna. E che amava soffermarsi in preghiera proprio nell’antica Chiesa parrocchiale di San Secondo, oggetto di recenti restauri.
Per arrivare alla Chiesa di San Secondo e al Belvedere di Casimiro si potrà percorrere la splendida scalinata di via Massena in prossimità del parcheggio al cimitero, seguendo apposita segnaletica installata a partire dal centro.
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