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17 Settembre 2022 - 12:00
Daniela Balducci è una creativa, da sempre un’amante dell’arte, e negli ultimi anni si è specializzata nella lavorazione del feltro e ha attualmente aperto il suo laboratorio a Sant’Antonino, in frazione di Saluggia.
Classe 1972, racconta di essere stata una bimba amante dello studio, dei tesori dell’arte, dell’antichità… tanto da desiderare di diventare archeologa da grande. Aveva anche una grande passione per il disegno e praticamente dormiva con album e matite sotto il cuscino.
E’ nata a Torino, ma a sei anni si è trasferita a Sant’Antonino con i genitori. “I miei avevano preso in gestione un bar/ trattoria e io ero spessissimo lì con loro - racconta -. Sono cresciuta in mezzo alle persone, infatti una volta questi locali creavano con i clienti un ambiente che diventava una sorta di grande famiglia e per me era come avere tanti zii e tanti cugini. Giocavo a bocce e a carte con loro, se avevo bisogno di aiuto con i compiti c’era sempre chi mi aiutava, ecc. E’ stata una vera fortuna per me averli nella mia vita, dato che non mi sono mai trovata molto bene con i miei coetanei. La mia infanzia, alla fine, è stata allegra”.
Daniela ha frequentato elementari e medie qui, ma poi si è iscritta al Liceo Artistico a Torino. Sono stati anni di studi che le sono piaciuti tantissimo. Successivamente, anziché iscriversi ad Archeologia, ha optato per Architettura, che le avrebbe probabilmente permesso più sbocchi lavorativi. “Devo dire che ero entusiasta della mia scelta. Questa Facoltà mi ha permesso di conoscere tanti ambiti oltre a quelli strettamente architettonici: dall’ambiente alla botanica, ad esempio… il mio desiderio diventò, ben presto, quello di diventare un bio architetto… per quei tempi era un qualcosa di raro, a differenza di oggi” racconta.
Daniela Balducci ha costantemente lavorato e studiato, sia nel locale dei genitori che per studi di architettura e quindi in conto terzi. “Ho sempre dato la precedenza al lavoro e così ho impiegato più del previsto a laurearmi, ma devo dire di aver davvero fatto tantissime cose, lavorativamente parlando. Questo mio senso del dovere così forte ha avuto i suoi pro e i suoi contro, e fra questi ultimi c’è, ad esempio, l’aver viaggiato poco, rinunciando così a un qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare - spiega -. La decisione di rallentare è poi arrivata nel momento in cui è nato Simone, nel 2011. Per me e Daniele, con cui convivo da sempre e che è l’amore della mia vita, quello che ho conosciuto da ragazza, è stato bellissimo sapere di aspettarlo e ho deciso di stoppare tutto per crescere il mio bimbo e stargli vicino. In più si è aggiunta la crisi, il fatto che in certi settori le donne vengono tutt’oggi penalizzate e così ho totalmente cambiato ritmi di vita”.
Dal 2009 aveva cominciato ad appassionarsi al mondo del feltro… inizialmente si trattava solo di un hobby, ma col tempo è diventato il suo lavoro. “La mia esperienza come architetto, lo studio dei colori ecc li ho messi tutti dentro a ciò che faccio oggi. Diciamo che sono un po’ ‘tornata all’ovile’, nell’ambito artistico - racconta Daniela -. Sono stata autodidatta in tante cose, ma per capire davvero bene come funziona il feltro ho seguito tanti corsi, anche piuttosto impegnativi, girando il Nord d’Italia. Una volta imparata bene la tecnica ho iniziato il mio percorso vero e proprio e mi si è, così, aperto davanti un mondo bellissimo, fatto di creativi, che mi ha permesso di scoprire che con la lana cardata si può davvero fare di tutto. Oggi ho anche imparato a tingerla con le piante e con la corteccia e ne sono entusiasta”.
Daniela realizza saponi, accessori, borse, abbigliamento e quant’altro, cercando di dargli un po’ di modernità, studiandone la forma e provando a creare qualcosa di ricercato. “Cerco di dare vita a cose senza tempo, non troppo legate alle mode, che siano particolari e sempre pezzi unici. E’ impossibile lavorare in serie nel mio campo e la ‘sfortuna’ è che non posso farmi aiutare da nessuno per finire i miei manufatti, perché il risultato finale sarebbe diverso per manualità e per forma - spiega -. Ho aperto il mio laboratorio in via XXV Aprile 32, a Sant’Antonino, dove prima c’era il secondo bar della mamma. Qui creo, faccio corsi e laboratori e ho una piccola area espositiva e di vendita. I miei lavori sono prevalentemente su ordinazione, sono personalizzati e sono felicissima del fatto che in molti mi cerchino grazie al passaparola. Desidero che il mio laboratorio sia uno spazio di incontro, fatto anche per chiacchierare, senza per forza dover acquistare qualcosa… un po’ sul ricordo dell’attività dei miei genitori”.
Il brand di Daniela Balducci si chiama “Infeltriscimi” e oltre che al negozio fisico è possibile dare un’occhiata al suo sito con relativo shop online e ai suoi Facebook e Instagram.
Dal 2016 al 2019 ha anche collaborato con la redazione “Ideadonna” che ha pubblicato i suoi lavori su “Le idee di Casamia”.
“Non posso dire di non essere soddisfatta della mia vita… in primis perché ho la cosa più importante, ovvero la mia bellissima famiglia. Oggi ho puntato tutto sul laboratorio e se l’ho fatto è anche per consolidare questa attività come lavoro, ampliarlo e dare più sicurezza ai miei cari. Mi auguro che il futuro ci riservi cose belle, ma attualmente sono contenta così, perché faccio ciò che amo e il farlo non mi preclude la possibilità di esserci sempre per mio figlio” afferma sorridendo e ci saluta.
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