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03 Luglio 2022 - 19:22
Claudia Buo, è questione di giorni e si riparte. Per te, di nuovo all’opposizione di Castello. In pratica, non è cambiato nulla?
In realtà è cambiato tutto. Mi siederò all’opposizione di Castello non come un consigliere di maggioranza che ad un certo punto perde l’orizzonte, come dicono alcuni, ma forte di un consenso di quasi il 18% dei chivassesi. C’è una fetta di popolazione di Chivasso che ha creduto in noi e nel nostro progetto. Noi siamo andati in giro portando il nostro programma, abbiamo parlato alle persone, raccolte le loro sensibilità e necessità. E loro ci hanno votato. Noi lavoreremo per loro in opposizione.
Di campagne elettorali ne hai già vissute parecchie. Quest’ultima è stata la terza. Differenze con le altre due?
Abissali. Nel 2012 fui candidata consigliere, capolista per il vantaggio del cognome, in una lista civica a sostegno dell’allora candidato sindaco Libero Ciuffreda. Quella di cinque anni fa è stata una campagna elettorale per senso del dovere. C’era stato un tentativo di candidarmi a sindaco: le primarie avevano visto la vittoria di Claudio Castello e siccome sono una persona corretta ho comunque partecipato alla competzione in quota alla colazione di centrosinista. Fu campagna elettorale per rispettare un impegno preso. Quest’anno mi sono candidata a sindaco di un gruppo scelto da me, con consiglieri con cui ho lavorato per costruire un progetto concreto per la città. Un programma scritto a più mani, concreto, ambizioso, realizzabile, che abbiamo raccontato a tutti i chivassesi che hanno voluto ascoltarlo. Una campagna elettorale fatta veramente con il sorriso, non scritto sui social. Il nostro è stato un gruppo coeso: il giorno dopo il primo turno ho ricevuto tanti messaggi di gente che ci ha chiesto di andare avanti e di entrare a far parte di questo progetto. E’ un’esperienza che ci vedrà allargarci per lavorare in modo concreto per Chivasso.
Complessivamente, nei due turni, ha votato poca gente. Perché?
La politica porta a disinnamorarsi. Basta vedere l’ultimo episodio di Di Maio. A livello locale è uguale. A Chivasso non ci si assume la responsabilità del ruolo che si sceglie di ricoprire. E’ sempre colpa di enti superiori: basta guardare Settimo, quanto è cresciuta e si è voluta, con una sindaca dinamica che ha voglia di fare. Forse questa mancanza di dinamicità ha portato a questa disaffezione per la politica.
Non hai partecipato al turno di ballottaggio, però sei un po’ la vincitrice “morale” di questa tornata elettorale. Con quasi 1.800 voti raccolti da due liste civiche, ti senti una maggiore responsabilità?
Sì. Quasi il 18% dei cittadini che sono andati a votare hanno scelto noi, me e i nosti candidati. Noi avremo la responsabilità di far capire a questi cittadini che noi cercheremo di lavorare per gli interessi di tutti i chivassesi. Punguleremo l’amministrazione verso il bene della città.
Giochiamo. Si dice… Che abbiate mandato messaggi whatsapp per far votare Castello al turno di ballottaggio. E’ vero?
Ho un brutto difetto. Faccio quello che dico e dico quello che faccio. Noi non ci siamo voluti schierare al turno di ballottaggio perché siamo certi che nei nostri 1800 voti abbiamo raccolto sensibilità diverse che hanno votato noi e solo noi. Non abbiamo mandato messaggi nè per l’uno nè per l’altro.
Si dice che... nessuno dei tuoi ha votato per Marta.
Non è vero. Le sensabilità che ci hanno scelto sono le più variegate. Quindi sono certa che qualcuno dei miei avrà votato per Marta.
Che Scinica sarà assessore al posto di Barengo.
Queste sono scelte difficili, un po’ come scegliere tra Maradona e Pelè. Scherzo ovviamente. Penso sia giusto che a Giovanni Scinica si riconosca un ruolo per quello che ha fatto e continua a fare e per l’imprtante risultato che ha ottenuto. D’altronde è il consigliere più votato della coalizione di centrosinistra.
Si dice che... Marocco (5 Stelle) se lo merita.
Cosa? Se si merita il crollo del risultato elettorle, penso di sì. Ha disatteso tutto il credo di chi nel Movimento 5 Stelle ha creduto tanto.
Si dice che... entro cinque anni tornerai nei “ranghi” della maggioranza, per fare la candidata sindaco della coalizione. Centin e Corcione permettendo…
Permettendo chi? Cinque anni sono tantissimi, come anche due mesi. Vedremo quello che succederà da qua a quando si andrà a votare.
Chiudiamo. Ti senti di ringraziare qualcuno per il risultato elettorale?
In primis ringrazio la mia famiglia. Chiara e Lucia, le mie figlie, oltre a mio marito Andrea, perché noi non siamo un partito ma siamo una coalizione fatta di due liste civiche nata a due mesi dalla tornata elettorale. L’impegno è stato enorme. I sacrificati sono stati loro, che invece di lamentarsi mi sono stati vicini. Poi un ringraziamento ai miei candidati e alle loro famiglie. E a tutti quelli che ci hanno dato una grossa mano per portare avanti la nostra compagna elettorale. E poi a chi ci ha scelto e, anche, a chi non ci ha scelto: lavoreremo per tutti.
Un augurio di buon lavoro al sindaco lo fai?
Assolutamente sì. Sono una cittadina di Chivasso e quindi mi auguro che questi cinque anni abbiano un passo diverso rispetto a quelli degli ultimi cinque, al di là della pandemia e della guerra, che sono delle scuse che ci stiamo continuando a dare. Poco è stato fatto per portare avanti un programma elettorale che la città ci aveva riconosciuto come buono e valido: spero che il sindaco lavori nel modo migliore.
E ai tuoi colleghi di opposizione?
Auguro di lavorare per l’interesse della città. Sono quasi tutti nuovi e credo che sapremo lavorare bene, come d’altronde avevamo fatto con i colleghi di opposizione prima che facessero scelte diverse...
Sono certa che sapremo fare opposizione costruttiva e non distruttiva.
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