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SETTIMO TORINESE. Addio a Carlo Benedetto decano delle penne nere: aveva 88 anni

Carlo Benedetto era un alpino molto affezionato al gruppo di amici che ritrovava volentieri in via Palestro. Aveva 88 anni. E’ mancato domenica 13 marzo all’ospedale di Chivasso, verso le 2 di notte, dopo tre settimane di ricovero. Era tesserato fin dal 1956, uno dei soci più logevi dell’associazione Ana di via Palestro. E’ andato avanti, come dicono gli alpini: mercoledì mattina, nel cortile della sede, alcuni soci della corale gli hanno dedicato il celebre canto “Sul Cappello” per salutarlo.  Cuore granata, ha dedicato la sua vita al lavoro nel suo negozio di sementi e antiparassitari di via Milano 15: dopo 70 anni di attività familiare, la Camera di Commercio di Torino lo ha premiato per questa inossidabile continuità lavorativa. Era un papà di vecchio stampo, come ricorda anche la figlia Alessandra, molto dedito al lavoro. “E’ stato lucido fino alla fine - dice Anna Maria, la moglie - . Quando era in salute, andava in via Palestro per trovare i suoi amici. Ha partecipato ancora ai festeggiamenti organizzati l’anno scorso dall’associazione settimese anche se non camminava”. Mario Iannone capogruppo dell’Ana di Settimo era andato a trovarlo l’estate scorsa insieme ad altri componenti del direttivo di cui Carlo Benedetto aveva fatto parte. “Carlo ha posato lo zaino a terra. E’ stato un altro punto di riferimento un’altra nostra colonna - ha ricordato Iannone - che ha portato avanti quei valori che noi alpini con molto sacrificio e con molta abnegazione cerchiamo di trasmettere. Purtroppo, tanti nostri alpini hanno un’età abbastanza avanzata: il nostro gruppo che è stato fondato nel 1933 e oggi stiamo facendo i conti con la realtà”. Carlo Benedetto lascia la moglie Anna Maria, i figli Marco, Alessandra con Roberto, l’adorata nipotina Maia, i cognati e i nipoti. I funerali sono stati celebrati mercoledì 16 marzo da don Antonio Bortone nella parrocchia San Vincenzo De Paoli di via Milano, dopo una sosta nella sede Ana, un luogo in cui Carlo Benedetto si sentiva a casa.  
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