Odore di caffè. Odore di fogna. Odore di farmaci. Settimo, purtroppo, è anche questo. Una città caratterizzata dai tanti odori sprigionati da fabbriche e non. “Le emissioni industriali non sono le uniche cause dei tanti odori che sentiamo a Settimo. Ciò che bisogna comunque sempre far sapere ai cittadini è che non sono tossici. Perché tanti cittadini pensano che gli odori siano nocivi”. A dirlo è Alessandro Raso, assessore all’Ambiente della città. Intanto Legambiente lancia un allarme: “Servono misure strutturali di lotta all’inquinamento”.
Torino da sempre è considerata una delle città più inquinate di Italia. Settimo Torinese, alle porte del capoluogo piemontese, non è da meno. “Questo dato purtroppo è associabile alle auto che passano in tangenziale” dice Raso. Una maglia nera che difficilmente potrà scrollarsi di dosso. “Purtroppo si sa che il blocco delle auto, seppur necessario poiché vi è una legge europea, non sia la soluzione per diminuire le polveri sottili. Il fatto di avere una concentrazione così alta di polveri sottili non dipende dalle emissioni delle industrie di Settimo, - sottolinea – il problema grosso della nostra Regione è portato dal malfunzionamento della tangenziale. Sembra una stupidaggine ma per come è conformato il nostro territorio, che ha le montagne da una parte e le colline dall’altra, non c’è modo di avere il ricambio d’aria”.
Nelle ultime settimane è stato pubblicato il report di Arpa dove si legge che la concentrazione delle micropolveri Pm2.5 nel 2021 è rimasta ovunque, in Piemonte, al di sotto della soglia limite per la media annuale, fissata a 25 microgrammi al metro cubo. E' quanto appunto risulta dal rapporto, con dati ancora in assenza della certificazione definitiva, pubblicati da Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale). La media annuale più alta è stata misurata nelle stazioni Arpa di Torino a Settimo Torinese, 23 mcg/mc. L'analisi dei dati degli ultimi anni rivela un andamento di costante riduzione dei valori delle Pm2.5, dice Arpa.
“Il vero problema sono i riscaldamenti delle case, bisogna ragionare ormai su questo – aggiunge Raso – la Regione fa finta di non ascoltare, ma è così se si vuole davvero abbattere la concentrazione delle polveri sottili. Le caldaie vecchie nei condomini generano molto più Pm10 che l’inquinamento del traffico”.
A Settimo la centralina Arpa si trova su via Milano. “L’aria attraverso una ventola viene spinta verso un filtro. Poi questo filtro viene analizzato e vengono calcolate le polveri di Pm10. In base alla quantità di Pm10 c’è su questo filtro si riesce a capire la percentuale di inquinamento. Il nostro lavoro è capire lo stato di salute del territorio ed eventualmente mettere in atto delle contromisure”.
Alessandro Raso
Sappiamo che Settimo si è sempre contraddistinta per i suoi “odori”. Ogni quartiere si contraddistingue per un odore: dal caffè, alla fogna, all’odore di farmaci alcuni parlano anche di “minestrone”. La causa sarebbero le emissioni industriali?
Assolutamente no. Abbiamo alcuni tipi di lavorazioni che non sono emissioni, tutte le aziende della città dovrebbero essere dotate di filtri, e le nostre aziende come per esempio Loreal, Pirelli o Olon, sono all’avanguardia da questo punto di vista. Tutte le aziende più grandi sono dotate di sistemi per abbattere l’inquinamento. E noi questo l’abbiamo verificato. In più abbiamo delle lavorazioni particolari come per esempio quelle dei rifiuti gestite da piccole aziende private e lì qualche problema c’è.
Nelle ultime settimana gli istituti superiori di via Leinì sono stati fatti evacuare per odore di gas…
Sono due situazioni differenti. Nel primo caso la responsabilità è stata di chi stava facendo dei lavori sulla rete. Il gas sappiamo che non odora, all’interno viene messa una sostanza sgradevole proprio perché nel caso in cui vi è una fuoriuscita di gas, viene percepita. In quel primo caso c’è stata una perdita della sostanza che produce odore, quindi non è vero che vi è stata una fuga di gas così grave da far evacuare le scuole. Mentre diverso è quello che è accaduto pochi giorni fa: mentre si faceva pulizia in un’azienda, i residui di lavorazione hanno prodotto degli odori che a causa del vento che in quei giorni c’era, hanno raggiunto la città e in particolare via Leinì.
Nella zona San Gallo, i residenti si lamentano spesso per l’odore nauseabondo. Quale sarebbe la causa, il depuratore?
A soli due mesi dal mio mandato io insieme ai tecnici ho fatto un sopralluogo al depuratore. Dire che il depuratore non provochi odore sarebbe una bugia colossale. Dire oggi che il depuratore ha messo in atto strategie per ridurre questo problema, la risposta è sì. Indubbiamente stiamo parlando di un complesso industriale grandissimo per cui di fatto l’odore lo emette. Abbiamo collaborato con loro perché ogni estate c’è il tema degli odori. Per questa ragione abbiamo messo in piedi un tavolo che si chiama appunto “tavolo degli odori” perché Smat quando noi abbiamo smosso le nostre rimostranze più pesanti, ha fatto in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università di Lione, uno studio che non riguarda solo gli odori, ma più che altro l’influenza del vento sulla trasmissione in città. Non dico che c’è odore solo quando c’è vento, ma che in condizioni metereologiche normali il vento al mattino tira in una direzione e alla sera in un’altra, per cui è stata posizionata una rosa del vento all’interno dello stabilimento, cercando di capire attraverso le segnalazioni, in base anche agli orari, quando determinate lavorazioni comportavano maggiori odori e che arrivavano di più in città. Questo è uno studio che stanno ancora facendo e che non si concluderà in tempi brevissimi. Inoltre, Smat ha presentato il progetto, per la realizzazione di un capannone, per i residui dei fanghi delle lavorazioni, che poi sono quelli che odorano di più, in cui stoccarli. Da quel momento in poi gli odori dovrebbero scendere molto.
Anche i residenti del Centro si lamentano e riversano spesso il loro disagio sui social, degli odori provenienti da Olon…
Olon, lo ripetiamo, ha messo in campo tutte le strategie necessarie per abbattere il più possibile gli odori. Ma spesso gli odori che si avvertono in Centro non sono quelli sprigionati da Olon, ma sono odori provenienti da altre fonti e che stiamo cercando di capire con esattezza quali sono. Un’altra fonte odorifera enorme che abbiamo scoperto e che stiamo cercando di trattare, ma è un tema delicato, sono i vecchi tratti fognari abbandonati. Settimo che è una città di rii, tantissimi di questi sono stati tombati e ciò significa che attraverso i tombini di aerazione, vengono fuori tantissimi odori. Uno dei più grossi si trova proprio in centro che si trova sotto la piazza del Comune che sarebbe il vecchio rio Freidano. L’altro è quello tombato sotto a via Teologo Antonino che si trova sotto l’isola ecologica. Gli odori che fuoriescono da lì sono molto forti. Un altro ancora è in via Cavour. Addirittura Smat, che ci ha segnalato questo tema, è venuta con dei robot che hanno attraversato i rii tombati per capire le loro condizioni. E così abbiamo capito che non è una cosa da sottovalutare.
Cosa si potrebbe ancora fare per Settimo?
Settimo è davvero una città particolare l’unica cosa che possiamo fare con le imprese del territorio è collaborare affinchè vengono utilizzati i metodi più moderni per l’abbattimento dell’inquinamento. Per quanto riguarda i rii, stiamo valutando la possibilità del ripristino dell’intera rete idrografico per consentire il passaggio più frequenti di acqua, stiamo cercando di mettere in ripristino i tratti non più utilizzati ma comunque in qualche modo possono portare problemi. Abbiamo approvato qualche settimana fa per la costruzione della camera di manovra sul Freidano, per dosare l’acqua che arriva su Settimo e direzionarla come vogliamo. Investimenti ce ne sono e stiamo facendo tanto e speriamo col Pnrr possiamo farne ancora altri.
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