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CHIVASSO. Attilio Negri: una vita tutta al “naturale”

Attilio Negri è nato il 22 luglio 1971 e ci racconta di essere cresciuto una famiglia un po’ particolare, nel senso che il papà era naturopata ed erborista e ai tempi non era così usuale come oggi, infatti si era un po’ visti come dei “magoni” o dei “santoni”. Questa attività del papà ha sicuramente segnato la sua vita, infatti crescendo ha deciso di seguire le orme paterne.

Fin da bambino, anziché leggere Topolino o Diabolik, leggevo libri di medicina naturale e papà mi ha sempre curato con rimedi naturali. Dei miei due fratelli sono solo io ad aver poi realmente intrapreso questa strada… da piccolo mi ci sentivo un po’ ‘costretto’, ma senza provare sofferenza, ovviamente. Io mi vedevo più come chirurgo da grande e, essendo curioso di capire ‘come si è fatti dentro’, letteralmente ‘aprivo’ topolini e lucertole” racconta. Crescendo è poi arrivato un periodo di crisi, in cui Attilio non sapeva più cosa voleva fare e il fratello maggiore lo ha iscritto a Ragioneria. “Ho mollato dopo due anni, mi sono preso un anno sabbatico e nel mentre ho lavorato nell’azienda di prodotti reclamistici di papà e dei suoi fratelli - racconta -. Ho poi capito di voler intraprendere il percorso naturale/ fitoterapico; ai tempi l’unica scuola che consentiva di farlo era presso la Facoltà di Farmacia di Urbino… mi sarebbe servito un diploma quinquennale per accedervi e così mi sono diplomato privatamente, in meno tempo, come operatore programmatore su Visual C. Andai all’università, furono tre anni bellissimi e mi diplomai erborista - racconta ancora -. Da lì ho subito cominciato a collaborare con importanti aziende del settore naturale che mi hanno permesso di acquisire una formazione stratosferica; in particolare la ‘OTI’ nella quale ho lavorato come informatore medico e ho organizzato corsi per medici e non… ho seguito anche io tutti questi corsi che mi hanno rilasciato un sacco di attestati. Una cosa che ci tengo a raccontare è di aver studiato per tre anni, presso il Nobile Collegio Omeopatico, con Thomas Soussoughelis, l’ultimo dottore medico docente di omeopatia unicista. Da lì sono diventato esperto in kinesiologia, fitoterapia, floriterapia, oligoterapia ed oli essenziali; mi sono formato in tutte queste discipline studiandole al meglio per poterle usare, scientificamente, nel mio lavoro”.

Attilio Negri nel 2009 ha aperto il suo primo studio da kinesiologo erborista e ha collaborato anche con diverse realtà chivassesi, come ad esempio lo studio di Maria Cicconetti, nota antropopranoterapeuta, e l’associazione “Per Te Naturalmente” di Piercarla Sartori.

In molti confondono la kinesiologia con altre discipline quali l’osteopatia e la massofisioterapia, ad esempio, ma in realtà ognuna fa il suo e nessuna sostituisce l’altra; possono ovviamente collaborare fra loro. La kinesiologia ha come obiettivo il riequilibrio biologico dell’individuo attraverso alimentazione, emozioni e individuazione di quale organo ha più bisogno di essere aiutato. Si tratta di un’indagine approfondita che permette di individuare la problematica e di porvi rimedio attraverso la medicina naturale” spiega.

Al di là del lavoro, anche famiglia e passioni per Attilio, infatti è papà di due bimbi di nome Gioele e Giona, ama la bici ‘All Mountain’ e lo snowboard. Ha poi come “hobby lavorativo” la vendita online di prodotti naturali attraverso il suo negozio personale: www.generazionibio.com … Ma non è tutta qui la sua vita, infatti c’è stata anche un’importante parentesi artistica. “Ho studiato presso la Scuola di Teatro ‘Sergio Tofano’ di Torino e in quel momento ero deciso a voler fare l’attore e a lasciare l’altro mio percorso - racconta -. Mi ci sono buttato a bomba e ho fatto provini su provini, ho lavorato tanto nel campo della pubblicità, in programmi come ‘Ultimo Valzer’ di Fazio e Baglioni, a “Ok il prezzo è giusto” della Zanicchi, ho girato un cortometraggio ecc fino ad approdare a ‘CentoVetrine’ dove ho lavorato per un anno e mezzo fianco a fianco con Mariano Rigillo, che interpretava il ruolo del boss carcerato, mentre io ero il suo secondino/ protettore in carcere - spiega -. Poi la soap ha, purtroppo, chiuso i battenti… è stato un dispiacere enorme e ricordo ancora il momento in cui sono andato a ritirare l’ultimo assegno: mancavo solo più io a doverlo fare e ho incontrato il custode che, con gli occhi lucidi, mi diceva che mi avrebbe seguito e avrebbe poi spento tutti i contatori della luce e non sarebbe più tornato lì dentro… è stato un momento davvero toccante. Da allora mi sono ributtato a capofitto nel mio vero lavoro e non l’ho mai più lasciato; ho considerato quell’accadimento un po’ come un segno del destino che mi indicava la direzione da seguire”.

A chiusura intervista Attilio Negri ci dice di essere assolutamente soddisfatto della sua vita, perché il dare agli altri gratifica tanto. Ci dice anche che il suo desiderio è di creare sempre più reti di persone al fine di condividere i talenti di ciascuno. “Ognuno ha i suoi talenti e non dobbiamo soffocarli dietro a lavori che non ci piacciono. Dobbiamo diventare in grado di utilizzarli al meglio, di lavorare con essi divertendoci e creando rete” afferma.

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