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IVREA. “Cuore e Coraggio”, Alessia Refolo parla ai bambini nel suo nuovo libro (VIDEO)

IVREA. Alessia Refolo è tante cose… È un’atleta paralimpica, è una donna dotata di grande coraggio e determinazione, ed è stata anche una bambina in continua lotta tra buio e luce.

Da piccolina sono sopravvissuta al neuroblastoma, un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su cinque” mi racconta, “Purtroppo pagandone il prezzo con la vista”.

Alessia è affetta da cecità, ma lei non si è lasciata fermare da questo. 

Ha raccontato la sua vita in un libro, “Se vuoi, puoi”. E oggi sta per iniziare una nuova avventura.

Storie di sport e disabilità raccontate da una scimmietta sempre allegra e di gran cuore, per insegnare che con la forza di volontà non ci sono ostacoli ai propri sogni. “Cuore e coraggio. Se vuoi, puoi’ è il secondo libro di Alessia Refolo, disponibile in libreria e online, edito da Hever. Fino a Natale sarà presentato in 25 incontri in scuole elementari, biblioteche, palestre, enti e associazioni di varia natura.

Ci ha accolto nel suo salotto, a Ivrea. E abbiamo chiacchierato insieme di tante cose.

Alessia, siamo a ridosso del Natale…Un momento importante e caloroso e tu ci hai fatto un bellissimo regalo...

Il mio regalo è uscito da pochissimi giorni (dal 1° dicembre) ed è un dono che ho fatto a tutti, anche a me stessa! Si tratta del mio libro per bambini dal titolo: “Cuore e coraggio. Se vuoi puoi” che contiene cinque favole semi illustrate.  In ognuna c’è, come protagonista, un bambino disabile e in tutte quante c’è una scimmietta chiamata “Luce”, senza un orecchio, quindi disabile anche lei, che aiuta tutti questi bambini a raggiungere i loro piccoli grandi sogni. Tratta di avventure sportive, infatti ho scritto questo libro per parlare principalmente di sport e inclusione”.

Le esperienze, di cui parli, riguardano quelle che hai fatto tu oppure sono ispirate anche a persone che hai conosciuto durante il tuo percorso sportivo?

Sono stata ispirata principalmente dal mondo paraolimpico, quindi c’è quello che ho fatto io, ma non solo!

Nel libro, sono presenti molti sport che ho visto fare ad altri in modo diverso rispetto a come li faccio io, dal momento che sono una ragazza non vedente.

I miei protagonisti hanno diverse disabilità, dalle imputazioni, alle paralisi alle gambe e ovviamente c’è anche la bimba che non vede e si arrampica”.

E tu ti sei mai ispirata a qualche atleta paraolimpico?

Sì! Diciamo che Alex Zanardi è sempre stato un mio punto di riferimento, un campione che ho sempre stimato tantissimo e infatti sono stata molto felice quando, negli ultimi anni, mi ha contattata proponendomi di entrare nel mondo del paraciclismo. E adesso ci sono dentro con tutte le scarpe!”

Com’è nata l’idea del tuo secondo libro?

Durante la pandemia ho riflettuto molto sul fatto che avevo scritto il mio primo romanzo autobiografico “Se vuoi puoi! Una vita al di là del buio” destinato a ragazzi adulti, ma che allo stesso tempo non avevo lasciato un messaggio, un qualcosa di scritto destinato ai più piccolini. Ed è vero che faccio eventi e conferenze, ma allo stesso tempo vado anche tanto nelle scuole elementari e ho voluto provare a lasciare un segno, un messaggio di forza del mio: “Se vuoi puoi!” ai più piccolini e di inclusione; perché secondo me già da bambini è necessario iniziare a parlarne”.

Perché hai scelto di utilizzare proprio il motto: “Se vuoi puoi” rispetto ad altri? 

Sono parole che mi hanno sempre trasmesso forza…Una forza che ho provato sulla mia pelle e che provo tutt’ora a trasmettere anche agli altri, ma non è solo questo, è anche il concetto con cui sono cresciuta: “Se vuoi puoi fare tutto!” a patto che ti impegni, che tu ci creda davvero. Per questo motivo mi piace, perché è sintetico, abbastanza efficace e d’impatto!”

Da questo motto tu ne hai tratto un vero e proprio progetto: nello specifico, di cosa si tratta?

Si tratta del mio secondo lavoro a tutti gli effetti, il mio primo è la banca, e ho creato questo progetto per poter diffondere al meglio il mio motto: “Se vuoi puoi” a più persone possibili, principalmente in Italia, dai più piccolini ai più grandi.

Io ho a che fare con svariati enti, associazioni, scuole e aziende; perciò, questo è un progetto che mi permette di relazionarmi tanto con gli altri e di istaurare rapporti interpersonali.

Personalmente questo mi piace molto e trovo che proprio la parte dello scambio umano e di emozioni è ciò che ci arricchisce più di ogni altra cosa”.

Parliamo di te. Vivi da sola, come ti organizzi con i tuoi mille impegni? 

Sì vivo da sola! Questo è sempre stato un mio piccolo grande sogno e sono tutt’ora contenta di essere riuscita a realizzarlo. Ho imparato, piano piano, a fare ogni cosa in casa, all’inizio aiutata dalla mia famiglia e dai miei amici perché “L’aiuto degli altri è sempre prezioso”! .

Alla fine, ho capito che in casa è tutto un po’ ripetitivo, un po’ metodico e sicuramente molto pratico. Ho imparato a cucinare pietanze semplici, perché non sono un’appassionata di cucina, a fare le pulizie, le lavatrici, a vestirmi correttamente memorizzando tutto.

Per chi non vede, l’ordine è fondamentale! Da quando c’è la pandemia ho iniziato a lavorare per la banca in smart working e questo ha modificato un po’ le mie giornate; infatti, ho una routine più morbida rispetto a prima. Posso gestire meglio i pranzi che per me, che sono un’atleta, sono molto più salutari fatti a casa rispetto che al ristorante. Ho allenamento quasi sempre nel tardo pomeriggio e spesso mi capita anche di andare a fare una seduta della fisioterapista. Ovviamente vedo di non far mancare le uscite con gli amici e i momenti in famiglia che per me sono fondamentali”.

Quand’è che ti sei avvicinata allo sport per la prima volta? 

Per passione sin da piccolina, a 7 anni ho iniziato a cavalcare, dopodiché ho frequentato dei corsi di danza. Lo sport paralimpico l’ho iniziato quando avevo 23 anni e l’arrampicata è stata la mia prima grande passione da lì ho avuto le mie prime grandi soddisfazioni in gara e poi ha seguito lo sci nautico e di recente l’atletica e il ciclismo”.

Qual è lo sport che consideri più emozionante? 

Sicuramente l’arrampicata, soprattutto perché è da lì che ho iniziato a fare agonismo ed anche perché c’è il tatto, che per me gioca un ruolo fondamentale. Posso toccare con mano ogni cosa che faccio, scegliere ogni gesto, ogni movimento, che mi porta su fino in cima alla parete”.

La scrittura rientra nelle tue passioni?

La scrittura rientra tra queste ma non è esattamente una passione, rappresenta più un mezzo che utilizzo per diffondere il mio messaggio, per lasciare nero su bianco quello che voglio dire al mondo; Preferisco leggere, infatti leggo da sempre tantissimi romanzi”.

Quali sono i tuoi punti di forza e quali invece i tuoi punti di debolezza che, negli anni, hai dovuto migliorare per essere la persona che sei oggi?

Certamente ho certi lati del carattere molto forti da sempre: sono tenace, determinata e volitiva; queste caratteristiche mi permettono di raggiungere i miei obiettivi. Sono anche solare, positiva, ottimista e questi altri mi permettono di avere sempre il sorriso, di vedere il bicchiere mezzo pieno e di non abbattermi mai, nonostante le difficoltà che nella vita ci sono per tutti, anche per noi disabili.

Per quanto riguarda una debolezza ovvia: il mio grosso problema di vista, un limite che inizialmente era per me una grande debolezza, penso che negli anni sia riuscita a trasformarlo in un punto di forza”.

Quali sono i tuoi obbiettivi per il futuro? 

Tra tre anni mi piacerebbe partecipare alle paraolimpiadi nel paraciclismo, ma sono sempre stata dell’idea che bisogna fare un passo alla volta, vedere anno per anno come vanno le cose e considerare se la motivazione in un progetto rimane sempre la stessa.

Ho scoperto che, ogni tanto, bisogna interrogarsi se i propri “se” restano così grandi da voler sacrificare tutto il resto, perché nell’agonismo si sacrificano tante cose”.

Hai in mente di pubblicare altri libri?

“Per quanto riguarda la pubblicazione di altri libri per adesso ti dico di no, poi non si può mai sapere, ma il motivo principale è questo: io scrivo per lasciare un messaggio e per ora questo obiettivo l’ho raggiunto.

Sicuramente mi piacerebbe, se ci fosse la possibilità, portare in TV o al cinema entrambi i libri.

Magari poter fare un film o un docufilm del mio primo romanzo autobiografico per quanto riguarda il mio secondo libro per bambini dei cartoni animati”.

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