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BORGOMASINO. Veneto - Pasquale - Forchino: i tre candidati si raccontano (VIDEO)

I tre candidati in lizza per la poltrona di sindaco di Borgomasino dopo tre anni di commissariamento, hanno accettato la sfida di raccontarsi davanti alle nostre videocamere.

Andrea Forchino

Figlio dell’avvocato Domenico Forchino, in lista con Gianfranco Bellardi alle ultime edizioni, sgombra il campo da ogni equivoco: “La mia non è una lista d’appoggio a quella di Pasquale. Ho un progetto ben preciso e la mia squadra risponde ad un identikit ben preciso. L’età media è di 46 anni con candidati tra i 21 e i 50 anni. Avere avuto una simile risposta dai più giovani è per me già una grandissima vittoria. Innanzitutto perché sono al di sopra delle parti e delle fazioni che ancora oggi dividono questo paese. Vivono tutti qui in paese e qui hanno il centro dei loro interessi, poi la prospettiva di avere figli che vivranno qui dà loro una marcia in più. La mia, inoltre è una lista bilanciata dal punto di vista del genere. Insomma, tirare su questa lista non è stato facile, ma ce l’ho fatta”.

Antonella Pasquale

“Erano anni che mi chiedevano di candidarmi, ma ho sempre rifiutato a causa dei miei molti impegni professionali. Questa volta, però era diverso. Dopo tre anni di commissariamento c’è un paese da ricostruire e credo di avere le giuste competenze per accogliere questa sfida”.

Poi aggiunge: “Quel che non mi è piaciuto è la campagna d’odio che si è scatenata contro Bellardi. Ha sbagliato a candidarsi per la quarta volta? E chi non sbaglia? Il vero errore è stato incaponirsi e lasciare il paese con un commissario per tre anni. Bellardi si era dimesso. Bastava tornare al voto alla prima tornata elettorale utile”.

Salvatore Veneto

E’ l’unico dei tre a candidarsi per la seconda volta. Alle scorse elezioni non venne eletto, ma fu lui a denunciare Bellardi per quel quarto mandato illegittimo.

Per lui, questa, è stata una campagna elettorale dura: “Mi hanno anche imbrattato di escrementi il manifesto elettorale. Inoltre c’era gente che andava in giro dicendo di non votarmi perché sono finocchio. Non gay: proprio finocchio. Una cosa che mi ha fatto particolarmente male dopo tutte le battaglie fatte per la libertà dei gay”.  

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