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CHIVASSO. Carlo Nicosia: il lavoro, le passioni e l’amore per la sua città

Classe 1966, nato a Torino, ma abita a Chivasso dal 1995. A molti sarà capitato di incontrarlo a spasso con il suo amato cane Boogie oppure di conoscerlo, in ambito lavorativo, nel campo assicurativo. Carlo Nicosia ci ha raccontato un po’ di lui, da quando era piccolino fino ad oggi…

Sposato, separato, papà di Marta che ora studia a Roma, agente assicurativo di professione. Ha deciso di diventare assicuratore nel momento in cui, mentre si stava liquidando l’azienda commerciale di famiglia e lui stava decidendo di voler intraprendere un percorso lavorativo in autonomia, era andato a farsi fare un preventivo per una polizza sulla salute… gli è piaciuto l’ambiente e si è proposto come collaboratore e da lì la sua carriera è proseguita con successo. Oggi le polizze sulla salute sono proprio le prime che propone ai suoi clienti, in memoria della sua esperienza personale. Volevo farmi da me e volevo un lavoro che non mi costringesse per forza a stare in un ufficio, che mi permettesse di avere del tempo per me e di gestirlo a mio piacimento. Sono felice di ciò che faccio, anche se il mio lavoro è molto cambiato negli anni fra attacchi da parte dei competitor esterni ed evoluzioni varie. Io ho cercato di digitalizzare il più possibile la mia attività attraverso cellulare, social ecc, ma senza far venire meno le relazioni interpersonali in agenzia - comincia a raccontare -. Oltre ad una grande passione per il mio lavoro, ho una grande passione per il nostro territorio, che amo profondamente, e così ho deciso di commercializzare il mio vermouth, il ‘Ducale Vermouth di Torino’. Ne ho anche mandata una bottiglia al Presidente Mattarella che ha gentilmente ringraziato per l’omaggio”.

La valorizzazione del territorio, del “suo” territorio è un chiodo fisso per Carlo. Non passa giorno in cui non lo palesi sui social, perché non sopporta che una città come Chivasso, con così tante potenzialità, non sia valorizzata come meriterebbe e non abbia una chiara visione per il suo futuro. Proprio questo attaccamento al territorio lo ha portato a entrare a far parte del Partito Liberale Italiano e nel direttivo dell’Ascom chivassese. “Sono estremamente polemico, lo sono fin da quando ero piccolo, e non lo nego. Diciamo che già a vent’anni avevo cinquant’anni - ride nel dirlo -. Ho la vocazione di difendere le cause in cui credo, credo che sarei stato un buon avvocato e, infatti, giurisprudenza è proprio la facoltà alla quale mi ero iscritto. Sono a favore delle proteste, ma anche delle proposte, e al vedere i negozi del centro vuoti o, ad esempio, al sapere che al posto dell’Oviesse aprirà un Sushi mi spiace davvero un sacco… è la dimostrazione che manca una visione prospettica sul futuro della nostra città. E’ dotata di una posizione pazzesca, vicina a tre caselli autostradali, potrebbe diventare fulcro attrattivo per tanti turisti… non possiamo permetterci che faccia la fine di altre cittadine dei dintorni e si ‘spenga’” afferma. Carlo Nicosia ha anche aperto una pagina Facebook che si chiama “Carta Italia”, una sorta di centro di informazioni turistiche virtuale dove condivide notizie e eventi relativi al territorio, senza fini di lucro. “La valorizzazione del territorio è in assoluto la mia più grande passione” afferma.

Sentendo parlare così tanto di Chivasso, e del quanto lui ci tenga, sorge spontanea la domanda su un eventuale interesse a mettersi concretamente in politica… “Per fare l’amministratore in una ‘piccola’ città non è importante essere di destra o di sinistra, ma è importante metterci la faccia, presenziare agli eventi, promuovere le manifestazioni ecc. Io non sarei adatto a questo ruolo, sono troppo polemico, ma sarei disponibile a dare una mano e a supportare una persona che ci si metta davvero con impegno ad amministrare la nostra Chivasso; ovviamente prediligerei un candidato di area centro liberale, potendo scegliere”.

Carlo conclude l’intervista raccontandoci di essere soddisfatto di quella che è la sua vita e di avere come unico desiderio quello di riuscire a conservare nel tempo la sua autonomia decisionale, lavorativa e di poter sempre dire ciò che pensa, anche affrontando le eventuali conseguenti polemiche.

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