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CHIVASSO. Elezioni, Cigliuti: "Io candidato solo se c'è voglia di vincere" (VIDEO)

CHIVASSO. Candidato a sindaco solo con il centrodestra unito e convinto

Mi sento un chivassese prestato al mondo”.

Emanuele Cigliuti è uno dei papabili candidati alla carica di sindaco della città alle amministrative del 2022. Nato a Belo Horizonte, in Brasile, 43 anni fa, dall’età di 2 anni ha sempre vissuto a Chivasso con papà Renato e mamma Maria Luisa Coppa: prima nell’appartamento in via Brozola, poi e per lungo tempo nel quartiere est della città, in via Nicola Guerrino.

Dopo l’esperienza milanese, Cigliuti da otto anni vive a Roma. Lavora nel mondo della comunicazione e, oggi, è social media manager del Ministero dello Sviluppo Economico.

Emanuele, torni spesso a Chivasso?

Direi di sì. E quando torno mi piace andare a trovare le persone che hanno fatto parte della mia vita. Come la mia maestra elementare Mariuccia Dellarole, che oggi ha 89 anni. Ci prendiamo un caffè, parliamo di incontri e di vita. E’ tanto bello vivere il mondo e viaggiare, come è altrettanto bello mettere le radici in un posto e in quel posto ritrovarle.  Quando torno nelle mie vie, quando vedo visi e incontro persone che conosco da sempre, allora posso dire di sentirmi davvero a casa. 

Parliamo di Chivasso. Che città è, oggi, la “tua” Chivasso?

E’, oggi, purtroppo una città che ha perso una visione. Ha perso il suo essere un punto di riferimento di tutta una zona che in passato l’ha fatta grande. E’ una città che oggi trovo un po’ seduta, ahimè: ha una lacuna nell’immaginare il suo futuro e non sa quale può essere il suo futuro. 

‘Ndrangheta, Torteria, TikToker: negli ultimi mesi, il nome di Chivasso ha varcato i confini comunali, regionali, persino nazionali.  Che idea ti sei fatto su... ‘ndrangheta e rapporti con la politica.

La ‘ndrangheta non c’è ahimè solo a Chivasso. Alcune inchieste, non certo una sola, hanno fatto venire fuori un brutto substrato, una brutta commistione, tra politica e ‘ndrine calabresi. Attenzione però, il problema non sono i calabresi: loro hanno fatto tanto per Chivasso e se oggi siamo una città molto sviluppata il merito è anche grazie ai tanti calabresi che sono venuti nei decenni scorsi a vivere qui.  Non tutti i calabresi, certamente, sono mafiosi: qualche mela marcia c’è. Ringraziamo le forze dell’ordine e la magistratura che è sempre molto vigile sul nostro territorio. Certo, dopo l’ultima operazione Platinum mi sarei aspettato dalla nostra amministrazione comunale qualcosa di più di un semplice comunicato. Ho chiesto al sindaco di tutelare il suo nome e quello di Chivasso, ma ahimè non è arrivato nulla. Personalmente credo che la politica abbia bisogno di gesti di esempio...

Il caso Torteria.

La Torteria è diventato luogo di aggregazione di un po’ di persone che non la pensano come il sottoscritto. Di persone che pensano che il vaccino sia uno dei mali del mondo ed io non la penso esattamente così. Io penso che in questo momento, per 16-17 mesi, tante attività compresa la Torteria, sono rimaste chiuse. Seppur non guadagnando, seppure in situazioni tragiche e problematiche, hanno rispettato le regole. Il rispetto delle regole non possiamo deciderlo noi, se seguirlo o non seguirlo. Andiamo tutti in macchina e per andare in macchina e guidare serve la patente: non è immaginabile guidare un’auto senza. Certe regole ormai sono entrate nell’uso comune. E anche quelle legate al covid dovranno farlo. Mi spiace che Chivasso sia diventato il centro di persone negazioniste, perché mancano di rispetto ai tanti morti di Covid, alle persone come medici e operatori sanitari che hanno lavorato per curare i malati e ai tanti imprenditori che, come è capitato alla Torteria, hanno chiuso e non hanno potuto guadagnare, tirando fuori dei soldi dalle loro tasche. Anche qui, secondo me, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto agire prima, prima che il caso diventasse di portata nazionale: la Torteria andava chiusa prima. Invece come sempre accade, purtroppo, abbiamo nicchiato: è inutile che andiamo a fare pseudo atti alla Torteria, oggi. Si doveva fare altro prima, all’inizio: qualcosa anche di forte, come può essere una chiusura. 

Il fenomeno Khaby Lame, uno dei TikToker più seguiti al mondo.

Quando sento parlare bene di chivassesi come Khaby, sono molto contento. E’ un bell’esempio di come sta cambiando Chivasso e di come Chivasso sappia integrare le persone che arrivano. C’è il caso di Khaby, ma anche quello di tanti imprenditori come Atiq, ad esempio, che prima vendeva rose, è stato picchiato ma lui ha addirittura scelto di rimanere a vivere qui. Questi sono gli esempi positivi di Chivasso e di quello che Chivasso può fare nel futuro.  

Veniamo alla politica locale. Nell’ultimo Consiglio comunale, due consiglieri di maggioranza hanno pesantemente attaccato i commercianti della città, salvo poi fare mezza marcia indietro. Quanto è stato spiacevole sentire, dagli audio su YouTube e leggere dai giornali, certe dichiarazioni dai rappresentanti delle istituzioni?

A questi consiglieri vorrei ricordare che ci sono imprese che per 14, 15 mesi, con la pandemia, non hanno lavorato o hanno lavorato di meno, con incassi notevolmente ridotti. Tutte le isittuzioni devono grande rispetto a queste categorie di attività. Mi spiace molto sentire, leggere, vedere certe dichiarazioni. Mi spiace molto anche per le reazioni dei colleghi di questi due consiglieri comunali. Anche di fronte a questo revanscismo bolscevico di alcuni consiglieri, non ci possono essere mezze misure. Mi sarei aspettato reazioni diverse da parte dell’aministrazione comunale.

Veniamo alle elezioni amministrative 2022. Si dice che tu sia pronto a “scendere in campo” per il centrodestra. E’ così?

Si dice spesso che io sia pronto a scendere in campo...  L’avevano detto anche quattro anni fa. Io sono un chivassese prestato al mondo, un liberale: non mi dispiacerebbe essere il candidato sindaco, ma... 

Ma? 

Ma farei il candidato sindaco del centrodestra solo se c’è forte un progetto unitario del centrodestra e se c’è la voglia di vincere. 

Cosa deve contenere il programma del candidato sindaco ideale?

Sono tanti i dossier rimasti fermi in questa città. Ma ciò che manca è la filosofia di base, la visione della città. Dobbiamo spiegare ai nostri cittadini come immaginiamo Chivasso tra dieci anni. 

Come la immagini?

Usciti dal Covid, bisogna ripensare completamente la sanità territoriale. Il sindaco che ci sarà non avrà più tanti vincoli di bilancio, ma ci saranno alcune opportunità da cogliere: casa della salute, senior housing, ad esempio, tutta una serie di sfide bellissime in cui possiamo eccellere con le realtà territoriali che già esistono. Il sindaco deve però essere un direttore d’orchestra. Bisogna far suonare tutti insieme un medesimo spartito. 

Quali caratteristiche deve avere il candidato sindaco ideale?

Deve essere una persona intraprendente, una persona capace di mettere in rete conoscenze locali e nazionali. Ma anche internazionali. Non bisogna sempre inventare la ruota. A volte è sufficiente capire le pratiche migliori degli altri Comuni e applicarle. Bisogna avere la capacità di fare rete, sintesi, dialogo: ci sono chivassesi che hanno ruoli fondamentali alla Commissione Europea, ci sono aziende di nicchia e super specializzate. Basterebbe parlare con loro e sì, sicuramente, verrebbe già fuori  qualcosa di positivo per la città. 

Come valuti l’amministrazione comunale uscente?

Amministrare durante il Covid è stato difficile per tutte le realtà. Quella chivassese si è limitata però a gestire l’ordinario, facendo alcune cose benino e altre in modo pessimo. Siamo una città seduta, perché altre città nostre vicine hanno preso tutte le opportunità mentre Chivasso le ha perse. Come la logistica, ad esempio...

E l’attuale minoranza, come la giudichi?

La minoranza ha fatto ciò che poteva. Era un’opposizione divisa e su questo la maggioranza ha cavalcato. 

Un’ultima domanda: il futuro sindaco di Chivasso, come non deve essere?

Il futuro sindaco di Chivasso non deve essere una persona chiusa e senza legami. Una persona che non abbia le capacità di cogliere le opportunità per questa meravigliosa città.

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